NARDO' - "Se fossimo superstiziosi, diremmo che una maledizione incombe sul Pd di Nardò, ma non si tratta di maledizione. Sono alcuni dirigenti che creano intralci non volendo rispettare le regole democratiche e del convivere civile".
Al segretario regionale del Pd
M. Emiliano Bari
Alla Presidente dell'Assemblea provinciale del Pd
P. Povero Lecce
A fronte di ben oltre 700 iscritti convocati all'improvviso, con un blitz, per eleggere il nuovo coordinamento cittadino e il segretario, nel chiuso del locale del Circolo, ovviamente insufficiente, era presente soltanto il 10% degli iscritti, e ancor meno quelli che hanno espresso il voto.
Una parte dei presenti si è arrogata il diritto, con la complicità e l'imposizione del dirigente provinciale, di annullare il voto del giorno dopo nei locali del Chiostro dei Carmelitani. Così, nel pieno marasma delle contestazioni, il dirigente provinciale faceva votare per l'elezione del segretario, accampando la regola che la stessa modalità era stata utilizzata per l'elezione del segretario regionale M. Emiliano e offendendo, in questo modo l'intelligenza dei militanti e carpendo la buona fede di chi ha preso per buona tale tesi.
Ovviamente le cose non stanno così.
M. Emiliano è stato eletto con l'accordo unanime di tutte le componenti del partito, nessuna esclusa, mentre, nel circolo di Nardò solo una componente ha deciso tutto in contrapposizione alle altre, nonostante che io stesso e le altre avessero proposto, con insistenza, di sedersi attorno ad un tavolo e concordare i tempi e le modalità del congresso straordinario e possibilmente un accordo unitario, ma purtroppo queste proposte sono state ostinatamente rifiutate.
La grande assente e stata la segreteria provinciale, che nulla ha fatto per mediare le posizioni e assicurare un congresso vero, probabilmente ognuno si gestisce il proprio feudo.
In meno di due ore si è consumata la farsa del congresso.
La pretesa del pensiero unico, ad usum delphini, asservito alle mire di pochi non può far parte del D.N.A. del Pd.
Un dirigente dalla storia personale, come quella di R. Giuri, non meritava quest'umiliazione, ci meraviglia che abbia accettato un'elezione in questo modo. D'altronde non era in discussione il nome del segretario. L'obiettivo era di impedire che la minoranza fosse presente nel coordinamento.
Le dimissioni del capogruppo consiliare, in dissenso con quanto accaduto, è la dimostrazione di quanto sia stato grave il blitz compiuto.
Facciamo appello al segretario regionale M. Emiliano e al presidente dell'assemblea provinciale P. Povero per annullare la farsa del congresso Pd di Nardò e per nominare un commissario super partes affinché si ristabiliscano le regole democratiche all'interno del Circolo.
GINO ANDRIANI membro della segr. uscente del Pd di Nardò
















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