NARDO' - "La montagna ha partorito il topolino, come preannunciava qualcuno. E i venti di crisi si fanno ormai impetuosi. In quattro sarebbero pronti a lasciare la maggioranza". Inizia così il commento post conferenza stampa del sindaco Marcello Risi da parte dei consiglieri di opposizione Paolo Maccagnano, Pippi Mellone e Oronzo Capoti. Alle 11 di questa mattina, il primo cittadino ha presentato alla città, ai consiglieri comunali e ai giornalisti, la nuova squadra di governo. Confermata, quasi in blocco, la vecchia Giunta comunale con una approssimativa re-distribuzione delle deleghe. E mentre qualcuno si chiede cosa siano gli "Affari Generali", altri contano i giorni che mancano per la fine del mandato.
IL COMUNICATO STAMPA - La data prescelta, quella dell'8 marzo, aveva fatto pensare ad una massiccia presenza "rosa" in Giunta dopo 30 mesi di assenza di donne in squadra. Al contrario delle aspettative, invece, una sola presenza femminile, quella di Francesca De Pace che pare scettica data "l'inadeguatezza" delle deleghe conferite: "Bilancio e Patrimonio". Sonori grattacapi di questi tempi per un Comune dalle casse in affanno come il nostro e sottoposto al vaglio della Corte dei Conti dopo le denunce dei sottoscritti. Il malcontento sarebbe, poi, non solo della neo assessore ma soprattutto dei 4 consiglieri che l'avevano indicata.
7 assessori, il massimo consentito dalla Legge, e un "centinaio" di consiglieri delegati, con deleghe che vanno dalla Sanità alla Giustizia, manco fossero Ministeri. Un modo come un altro per tenere buoni i riottosi, insomma. Gli stessi che 24 ore fa, magari, preannunciavano di non volere deleghe ed oggi erano presenti e pronti ad "elemosinare" una incarico da delegato. Ricordiamo, peraltro, a costoro e a tutti, che le deleghe sono per legge temporanee e legate al raggiungimento di uno specifico obiettivo. E invece tutti lì, pronti ad assistere al "sorteggio" con i bussolotti delle deleghe. Un attesa che manco al sorteggio per i gironi dei mondiali di calcio.
Balza agli occhi, inoltre, l'assenza della delega al Centro Storico, espunta e sottratta all'assessore Leuzzi ed eliminata financo dal novero dalle priorità di questa Amministrazione. Alcuni assessori sono stati ridotti a mera presenza con deleghe di cui neppure loro conoscono il contenuto, altri premiati con nuove deleghe nonostante finora abbiano fatto poco o nulla, altri ancora sono rimasti dov'erano nonostante i danni finora causati.
E in cima Lui, un uomo solo al comando, con una pletora di assessori e delegati che neanche il governo Monti con ministri e sottosegretari era riuscito a fare tanto. E poi una serie di deleghe rimaste al leader supremo, dalla Cultura alla Polizia Urbana. Roba da ridere, insomma, se in ballo non ci fosse il Futuro della nostra Città.
Pippi Mellone
Paolo Maccagnano
Oronzo Capoti
















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