NARDO' - Cose che non dovrebbero succedere: le beghe interne ad un partito che si ripercuotono sull'attività amministrativa e che riguarda l'intera città.
Riguardo le mie dimissioni da capogruppo del PD esse sono la conseguenza logica dopo gli eventi del congresso del circolo cittadino.
Il presidente del gruppo deve rappresentare la linea politica del partito all'interno del consiglio comunale e date le premesse non credo di essere nelle condizioni di poterlo fare.
Personalmente ho sempre lavorato per l'unità del partito e ne è dimostrazione il mio impegno in occasione del precedente congresso che ha sancito l'elezione di Diego Marchese a segretario, nel convincimento che il partito debba essere, per usare le parole di Bersani, un soggetto politico e non uno spazio politico, cioè un luogo abitato da personalismi.
Il congresso di Marzo, grazie a lei Sig Sindaco, ci ha consegnato uno spazio politico, per giunta di una sola parte, e questo è incompatibile con la mia idea di partito per la quale ho fino ad ora lottato.
Sig Sindaco,
oggi lei ci presenta la nuova giunta, frutto di grande travaglio, mediazione e compromessi tanto che per una sola firma abbiamo atteso dieci giorni.
Insieme alla giunta lei ha assegnato le minideleghe ai consiglieri.
Come lei ben sa, ho espresso il mia non accettazione alla delega alle politiche sanitarie, non tanto perchè non intenda interessarmi dei problemi della nostra città ma perché non ho bisogno di appuntarmi al petto gagliardetti, spille o stendardi per fare quello che è l'interesse della popolazione, sono abituato a lavorare da "soldato semplice" e la delega non avrebbe aggiunto nulla al mio impegno.
L'ho fatto in passato e lei lo sa, e continuero' a farlo nell'esclusivo interesse dei cittadini ma non per togliere le castagne dal fuoco a qualcuno.
Durante la gestione della firma del protocollo d'intesa penso di essermi impegnato abbastanza, e di essere stato determinante nel fare accettare, alla stessa maggioranza, le determinazioni che hanno poi portato alla firma del protocollo stesso, salvo poi essere spesso escluso dalle riunioni a piu alto livello, dove, a suo dire, non erano gradite figure tecniche, soprattutto se dipendenti della ASL.
Riguardo la composizione della giunta non voglio esprimere giudizi sulle persone che la compongono alle quali auguro buon lavoro nell'interesse della cittadinanza.
Voglio invece esprimere un giudizio politico in particolare riguardo la sua connotazione.
La nostra amministrazione è nata intorno ad un progetto che vedeva coinvolti i partiti del centro sinistra e le liste civiche.
- Oggi le varie liste civiche si sono politicizzate entrando a far parte organica dei partiti di centrodestra (NCD e Fratelli d'Italia);
- l'UDC si è già dichiarato alleato di Berlusconi alle prossime elezioni.
-La sua politica, sig. sindaco, e gli alleati della coalizione, hanno spinto alle dimissioni l'esponente di SEL, l'avvocato Vincenzo Renna.
-L'unica consigliera di SEL si è dichiarata indipendente.
-Il Partito Democratico è stato da lei trasformato in partito di centro se consideriamo che al congresso non hanno partecipato le componenti più vicine agli ideali della sinistra.
Cosa è rimasto di sinistra in questa amministrazione?
Cosa si sente di dire al popolo della sinistra che per primo lo ha indicato come candidato sindaco alle elezioni amministrative e che ha contribuito in maniera corposa alla sua elezione?
Quali sono le politiche di sinistra che questa amministrazione porta avanti in termini di questioni ambientali, salvaguardia dei diritti civili, politiche di inclusione sociale?
I 14 punti che lei ha riproposto quali emergenze da risolvere nei prossimi due anni parlano solo di opere pubbliche.
Fino a qualche giorno fa anche lei conveniva sul fatto che a sostituire l'assessore Renna dimissionario dovesse essere chiamato a far parte della giunta una personalità di chiaro riferimento all'elettorato della sinistra (e questo per tenere fede a quanto lei stesso aveva più volte enunciato e cioè che anche se i gruppi consiliari cambiavano, l'assetto politico della giunta doveva rimanere inalterato fino alla fine).
Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti.
Il tradimento verso l'elettorato di sinistra è compiuto.
Oggi mi sento deluso delle sue scelte.
Mi deve dare atto che sono stato tra i consiglieri più presenti e tra quelli che hanno consentito di far andare avanti l'amministrazione anche quando i diversi gruppi consiliari, a turno, si assentavano per dimostrare il loro disagio di fronte a scelte non condivise o per sottolineare che le loro richieste erano ancora inevase.
Se qualche volta ho alzato la voce, come adesso, è stato per questioni squisitamente politiche e mai per questioni strumentali o per richieste di incarichi o favori.
Se qualche volta ho bussato alla sua porta è stato per manifestarle problematiche di interesse comune e mai per problemi miei personali o delle persone a me vicine.
Da oggi mi pongo pertanto nelle vesti di osservatore e valuterò di volta in volta le mie decisioni assicurando il mio contributo per quegli atti amministrativi presi nell'esclusivo ed evidente interesse della collettività.
















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