NARDO' - "La domanda vera di queste ore è: ma di cosa stiamo parlando? Ma dove arriverà questa retorica anti-Mellone, pretestuosa e offensiva del buon senso e dell'intelligenza dei neretini? È possibile che ogni alito di vento debba diventare uno scandalo?"
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NARDO' - In merito alle notizie relative al feeling Mellone-Frasca e di conseguenza con il consigliere Presta, il circolo di Fratelli d'Italia di Nardò ribadisce che nessuno degli attori risulta iscritto a Fratelli d'Italia, tanto a Nardò quanto a Roma: "la convergenza di taluni, durante il solo periodo elettorale, non certifica l'appartenenza al partito di Giorgia Meloni".
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NARDO' - "Sembrano lontani i tempi dei manifesti con cui Pippi Mellone accusava gli avversari politici di “cambiare le casacche”. In campagna elettorale, Pippi Mellone attaccava Marcello Risi per un presunto accordo con Mino Frasca. Accordo mai dimostrato con i fatti. Oggi, invece, assistiamo all’ingresso in maggioranza anche di Alessandro Presta, consigliere vicinissimo proprio a Mino Frasca. È questa la rivoluzione che prometteva il sindaco Mellone?"
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NARDO' - Le "risposte" che Mellone ed Emiliano starebbero dando ai cittadini stimolano la replica del presidente del Centro studi "Salento Nuovo".
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NARDO' - Chi ricorda i manifesti, realizzati e fatti affiggere dai "melloniani" nel 2016, che ritraevano Mino Frasca e Marcello Risi condannandone "l'inciucio"? Forse ora è tempo di aggiornarli e mettere il volto di Mellone al posto di quello di Risi. Il consigliere comunale che fa riferimento al gruppo di Mino Frasca, infatti, si smarca dalla sua elezione nelle file della minoranza e aderisce al Fronte Democratico di Mino Natalizio e Paolo Maccagnano. Difendendo, in questo modo, proprio l'assessore all'Ambiente dalle insidie che stavano arrivando dalla Lega e da altri gruppi vicini al sindaco i quali chiedevano conto del perché dovesse essere assessore, in una maggioranza di destra, un personaggio colloocato nel centrosinistra, definito "tecnico", e uscito sconfitto dalle elezioni. Ora, invece, la posizione di Natalizio appare "blindata" dal sostegno di Presta. Frasca, in questo frangente, ormai lontano da Fitto e "deluso" dalla batosta elettorale di Fratelli d'Italia a cui si era avvicinato (nel caso in cui Saverio Congedo fosse stato eletto deputato lui sarebbe "scattato", quale primo dei non eletti, e assunto la carica di consigliere regionale), sembra ambire ad una nuova giovinezza politica cercando calore davanti al sole di Emiliano e dimostrando, a Nardò come a Lecce, che l'attuale realpolitik vive di strategie on demand e alleanze occasionali.
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"Emendamento di Andare Oltre al Bilancio Comunale, meno indennità più sostegno per le fasce deboli della città" dice Massimo Fragola, consigliere comunale leccese. La negazione della politica (che non deve assistere quelli che diventano clientes, perdonateci il Latino, ma fare proposte e dare strumenti per la risoluzione dei problemi) arriva anche nel capoluogo grazie alla sigla che fa capo, a Nardò, al sindaco Mellone. Così assistiamo al riverbero di metodi e soluzioni discutibili che vengono assimilate con superficialità anche altrove. Senza contare il caos che è scaturito a Nardò in seguito alla distribuzione dei pacchi alimentari nella casa comunale durante la campagna elettorale per ultime elezioni politiche. In città, infatti, la gestione venne demandata a esponenti politici di Casapound. A Lecce che cosa farà Salvemini se dovesse passare questo emendamento? Come gestirà la questione una giunta di centrosinistra? Ci risulta che ci siano già mal di pancia in una maggioranza leccese nella quale, per la verità, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato e l'anatra zoppa corretta dall'intervento di tre consiglieri di area "marziana" (fanno riferimento al senatore leghista Roberto Marti) il rischio di perdere la bussola è ormai concreto.
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