PDM - Le urla, scomposte, giungevano fino a quel patio desolante, dai muri scrostati. Il manto erboso non beneficiava di un minimo di manutenzione ordinaria ormai da tempo immemore e l’incuria era sotto gli occhi di tutti.
In un angolo in bella vista, giusto sotto la finestra che dava in cucina, quella vicina al divano posizionato di fronte al 52 pollici a led, in quell’angolo, stazionavano i vuoti di una mezza dozzina di bottiglie di birra.
La bambina urlava ancora.
Demotivato, bussò di nuovo imprimendo una pressione maggiore nel pugno. Un urlo stanco e rassegnato, giunse a rassicurare il visitatore.
Poco dopo lei aprì la porta e lui le diede un bacio nel tentativo di rasserenarla, anche se i rapporti fra i due, ormai, erano al capolinea, con la consapevolezza e per colpa di entrambi.
Si intrattenne un attimo sulla porta, con la scusa di una sigaretta, poi percorse il corridoio al buio. Non sentì la necessità di accendere la luce, voleva sentirsi distante sia da lei sia dalla situazione che cominciava ad attanagliarlo.
C’erano giorni in cui gli mancava il respiro, c’erano giorni in cui vivere era una fatica.
La bimba, due anni appena, aveva un’intelligenza viva, sapeva cogliere l’attimo e adeguarsi alla situazione. Curiosa. Adorava il ciuccio. La carnagione chiara le faceva da stupendo contrasto con i capelli color dell’ebano.
Entrò in camera e la vide in piedi, nella culla laccata bianca, con le lacrime agli occhioni. Le si avvicinò e le diede il ciuccio dal manico colorato, con la forma di Titti, quello suo preferito. Come per magia, smise di frignare.
Le sorrise, un sorriso di circostanza, e si avviò in cucina per prendere una birra ghiacciata.
Lei era nella stanza dei servizi, intenta a stirare, con i bigodini in testa.
Fra i due, ormai, era rimasto ben poco da dirsi. Lei si era consumata nel cercare di recuperare il primo padre di sua figlia, ma l’alcool aveva avuto la meglio nei rapporti e lui era andato via per sempre. Poi aveva trovato l’altro, l’uomo di ripiego, l’uomo al quale non fanno schifo i soldi dell’attività della moglie. E’ vero, aveva avuto dei problemi con la giustizia, ma erano trascorsi diversi anni e lui aveva saldato i conti, senza alcuno sconto di pena.
Sempre meglio che lavorare, pensava lui, guardandola intenta a dare una piega impeccabile alla sua camicia bianca.
Giusto una settimana prima lui aveva insistito affinché la loro unione fosse riconosciuta e assumesse piena forma giuridica.
Il sindaco espletò la pratica in pochi minuti e con ancor meno entusiasmo.
A lei questo passaggio non fu chiaro, anche se gradì il pensiero. Nonostante questo, il nuovo status, a onor del vero, non mutò assolutamente i rapporti fra i due, anzi.
Finita la prima, ne seguì una seconda, sempre ghiacciata. La birra gli recava conforto. Poi si affacciò da lei per darle la buonanotte. Nel frattempo la piccola si era addormentata e, passando, le prese il ciuccio e lo agganciò alla chiavi della macchina, come fosse un portachiavi, e si avviò in camera, non senza farsi sentire dalla moglie -sciatta e insoddisfatta-.
Buonanotte, amore -gli rispose-
Sottovoce, lui le regalò il suo addio.
La mattina seguente, lei sveglia e pimpante si sistemò per il lavoro, poi prese la bimba –che ancora sonnecchiava, come sempre- e la mise nel seggiolino posizionato affianco al posto guida. Mezz’ora di viaggio e sarebbe giunta al lavoro. Come ogni mattina evitò di salutarlo, per evitare di svegliarlo.
Lui, invece, era già ben gasato e cercò di godersi quegli ultimi istanti di vita coniugale.
Appena partiti, si recò in cucina per prepararsi il caffè, poi si sedette, in attesa febbrile, vicino al telefono.
Il viaggio in auto, nel frattempo, procedeva secondo i ritmi impressi dalla monotonia e dalle pressioni ricevute ad ogni curva. Quella stradina di montagna era un pericolo costante e lo strapiombo che la fiancheggiava non dava una seconda possibilità, una volta avvenuto l’errore.
Poi la piccola, dopo essersi stiracchiata per bene, si svegliò e scambiarono due sorrisi. Mai come quel giorno la madre fu contenta di vedere quella luce nei suoi occhi innocenti. Poi il sorriso aumentò fino ad assumere tratti diabolici: aveva appena scorto il ciuccio preferito.
Allungò la mano e lo tirò a sé, estraendo anche le chiavi dell’auto. Il bloccasterzo espletò il suo compito.
Mezz’ora dopo, lui ricevette la telefonata.















NARDO' - Una meravigliosa compagnia impegnata a costruire il dispositivo definitivo capace di raggiungere e superare Pippi Mellone.Questo è tutto, gente!
Nel Salento di un tempo, quando la coltivazione della vite occupava un posto centrale nella vita e nell’economia delle campagne, esisteva una figura molto conosciuta e importante nella compravendita...
20 SETTEMBRE - GIORNATA DELLA MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI (IMI) NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO TEDESCHI ISTITUITA UFFICIALMENTE DALLO STATO ITALIANO
NARDO' - Il programma odierno e la triste classifica.
EVENTO A NARDÒ - Bailey Murphy e Devon Hopper dagli Stati Uniti.
NARDÒ - Lontani i tempi in cui l'Amministrazione comunale propagandava i lavori sulle strade svolti di notte per non dare fastidio ai cittadini. Propaganda, appunto. Ora tutti i neritini che si...
Raccontiamo una realtà salentina che funziona e riscuote consenso e successo. Con *TANTE FOTO* della nuova sede nella Zona industriale di Nardò.
SPOLETO/NARDÒ – Grande affermazione per l’arte e la cultura neretina nel prestigioso contesto del Menotti Art Festival Spoleto 2026. Il pittore e poeta di Nardò Maurizio Maglio è stato tra i...
NARDO' - È il settimo numero della collana dedicata al patrimonio ecclesiastico neritino.
NARDO' - Un post solo descrittivo di un evento politico, pubblicato sullo spazio social da portadiMare, ha scatenato centinaia di reazioni. Alcune anche molto offensive e severe. Così abbiamo...