NARDO' - Una lettura imperdibile in questi giorni di riflessione.
Auguri a tutti quanti!
Onor rendiamo ai Santi in cielo,
lor preghiamo con divin zelo.
Giorno rosso sul calendario,
si appunta nel proprio diario,
quest’anno v’è coincidenza
con la Domenica: è compresenza!
Due feste in una giornata
risaltano l’odierna data.
Per la Chiesa è solennità,
si riflette in santità.
I Santi commemorati,
non solo i canonizzati,
i non “riconosciuti”
che a Dio son piaciuti.
Ma cos’è la santità?
Davver riguarda la straordinarietà?
Chiamati siam tutti quanti
nella vita ad essere santi
ben operando nel quotidiano,
sempre agendo in modo umano
con il sorriso, con la gioia,
anche quando non si ha voglia.
Essere “samaritano”
per il vicino e per il “lontano”,
evitare l’indifferenza
specialmente in emergenza.
Ben si sposa la santità
con la quotidianità;
estranea ad eroiche azioni,
nemica di divisioni.
Santità è uguale amore,
è farsi prossimo con il cuore.
Per chi crede è amare Dio
più di se stessi, del proprio “io”.
Quanti “santi” incontriamo
ogni giorno e non ci accorgiamo!
Taluni ci sono accanto,
altri di tanto in tanto.
Sono i santi della terra,
i gigli della nostra serra,
profumano di pace,
lor silenzio è tenace.
Molto antica la ricorrenza,
dai Celti l’ascendenza?
L’anno solare, per tradizione,
allora aveva una divisione:
il risveglio della natura
e la fase della “chiusura”.
Entrambe eran festeggiate,
Beltane e Samhain eran chiamate.
Beltane a Maggio si celebrava,
era la vita che si lodava.
Samhain autunno inoltrato,
la morte, il letargo commemorato.
Nel contempo i Romani –
e non eran proprio strani! –
simil festa celebravano,
la dea Pomona onoravano.
Era la dea dei frutti
che in lei salutavan tutti
la fine dei raccolti
ringraziando per i prodotti.
In seguito la celtica festa
s’integrò con la romana festa
e le giornate stabilite
si festeggiavano -udite, udite! –
tra Ottobre, ultimi giorni
e Novembre, primi giorni.
Più tardi i festeggiamenti,
per un sol giorno, tutti contenti,
alla notte li portarono:
fine Ottobre e primo Novembre s’accordarono.
Notte di calende d’inverno,
contatto tra il tempo e l’eterno.
Religioso significato
dal Cristianesimo poi dato
e tale festa, da pagana,
trasformata fu in cristiana.
Non si volle abolire
la pagana per non sortire
critiche e reazione,
si optò per compensazione.
“Tutti i Santi” venne chiamata
questa festa proclamata
a Maggio celebrata
e la pagana fu affiancata.
Agli inizi dell’Ottocento
Il pontefice, sempre attento,
per le due feste optò
e le date unificò
al primo Novembre la celebrazione
di Tutti i Santi con devozione.
Il culto pagano, però,
forte, non si sradicò.
La Chiesa non si “smarrì”
ed un’altra festa istituì;
per i Defunti la commemorazione,
due Novembre la celebrazione.
Ornella De Benedittis















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