Caro direttore, chiarimento doveroso, per chi non avesse compreso il mio punto di vista.
Non è mai stata mia intenzione, né lo farò mai in futuro, screditare o sindacare il lavoro indefesso e costante, l’impegno, la professionalità, la bontà e la fatica dei medici di base. Professionisti che ogni giorno devono affrontare visite in ambulatorio, e a domicilio, la prescrizione dei farmaci, le lunghe file di mutuati e i loro mille bisogni e richieste.
Ma non voglio neanche nascondere “alcuni” che si rivolgono presso i medici e pretendono di essere visitati, e lo fanno senza averne davvero bisogno, con modi incivili.
Si pensi solo per un attimo ai medici di pronto soccorso, o chi lavora nelle corsie, che tornano nelle loro dimore, a fine giornata, stressati, avviliti e in molti casi mortificati perché devono affrontare un sistema sanitario disorganizzato, a corto di risorse umane e strumentali.
Medici e infermieri, e i tanti operatori, che subiscono sulla propria pelle le aggressioni, verbali e fisiche, di zotici individui. E tutto questo con retribuzioni che sono le più basse d’Europa.
Mi dispiace, dal profondo del cuore, che “un medico di famiglia” sia intervenuto, a sostegno di taluni i suoi colleghi, senza conoscere realmente a cosa mi stessi riferendo con la lettera su questo portale. E sono sicuro che lo stesso medico non sa come una sua collega ha reagito, con modi inqualificabili, con il sottoscritto.
Ho sempre tutelato, e continuerò a farlo in modo incessante, tutti i medici e gli operatori sanitari che lavorano nel disordine, più totale, di leggi e leggine che tendono ad affossare, con i tagli, il servizio sanitario nazionale e regionale pubblico, per regalarlo ai privati famelici.
Verso questo sistema lotterò sempre!
Sfido chiunque a ricavare dai miei scritti attacchi verso chi esercita, con onestà, la professione medica, o a chi svolge il proprio lavoro in modo irreprensibile.
L’unica cosa detestabile - e credo che nessun paziente o utente, e men che meno gli stessi medici, possano accettare una cosa del genere - è quando un sanitario adopera l’arroganza, e antepone la superbia, e si ammanta dietro segretarie o segreterie per darsi un tono o rimarcare il proprio carattere autoritario.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
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