NARDÒ - Secondo appuntamento con la rassegna "Quarta Parete" al Teatro Comunale di Nardò. Venerdì 21 novembre torna lo spettacolo di Terrammare "L'uomo che inventò i Beatles". La storia di Brian Epstein, l'uomo che, sconosciuto per i più, ha consegnato i Beatles alla fama mondiale di cui ancora oggi godono. I ragazzi di Liverpool avrebbero rappresentato per lui il treno da prendere al volo, l'occasione per dimostrare a suo padre e a se stesso le proprie capacità.
Teatro e musica in questo spettacolo ambientato nel Cavern Club, lo storico locale di Liverpool in cui si esibivano I Beatles agli inizi della loro carriera, un viaggio sonoro e visivo che porterà gli spettatori ad entrare nel mondo della band che, forse più di ogni altra, sconvolse il panorama musicale internazionale e che raggiunse un successo planetario che ancora oggi, a cinquant'anni di distanza, è quasi impossibile eguagliare, un fenomeno che non fu solo musicale. La storia del gruppo raccontata da Brian Epstein, interpretato da Silvia Civilla, il manager che li trasformò in mito, a narrare come i quattro diventarono leggenda. La voce di Davide Colomba, la chitarra di Raoul de Razza e i fiati di Marco Tuma, guidano una formazione che proporrà diversi brani, alcuni molto noti altri meno, dei mitici "Fab Four".
La rassegna continua con il seguente calendario:
Sabato 29 novembre la compagnia Armamaxa con lo spettacolo "Croce e fisarmonica. Se passi da casa mia:fermati", la storia di Don Tonino Bello. Don Tonino Bello ha esercitato il suo mandato associando a una fede profonda, una laicità che a molti, ancora oggi, sembrerebbe paradossale per un prete: tenendo insieme croce e fisarmonica. Questo lavoro tenta di esercitare una fede laica nell'uomo.
"Else. Andante cantabile con brio", tratto da La Signorina Else di Arthur Schnitzler, sarà portato in scena dalla compagnia La Bottega degli apocrifi venerdì 5 dicembre. Una storia sempre vera che racconta un allegro vivere e promette lieto fine; un mondo dove ci si cambia per cena come nei film e dove la cena si chiama dinner; un mondo su cui planare sofficemente con l'unica piccola accortezza di non andare troppo a fondo, o si rischia di svelarne l'essenza gommosa e flaccida.
A chiudere la rassegna, mercoledì 10 dicembre, il ritorno di un artista che negli ultimi anni colleziona importanti riconoscimenti e premi dagli addetti ai lavori e un grande successo e consenso da parte del pubblico, Mario Perrotta, con la sua compagnia Teatro dell'Argine, porta al Comunale di Nardò il suo "Un Bès – Antonio Ligabue", l'uomo Antonio Ligabue, il Toni, lo scemo del paese; la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell'umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l'anima: l'artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo intanto lo elemosinava.
Al termine degli spettacoli sono previste delle sfiziose degustazioni in cui le compagnie di artisti incontreranno il pubblico grazie all'amichevole sostegno del Caffè Barocco e delle cantine Schola Sarmenti e Bonsegna
Biglietto ingresso: euro 10,00 intero - euro 8,00 ridotto
riduzioni per giovani sino ai 18 anni e per gruppi di almeno 10 persone.
Info e prenotazioni: tel.: 0833.571871 - 348.6722242 – 0833.836240
Teatro Comunale di Nardò - C.so V.Emanuele II, 22
Informazioni 0833 836240 - Cell. 348 6722242
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Approfondimenti
• Venerdì 21 novembre ore 21,00
Compagnia TerramMare Teatro
L'uomo che inventò i Beatles
con Silvia Civilla (voce recitante), Raoul De Razza (chitarre), Davide Colomba (voce), Marco Tuma (fiati e percussioni) - regia di Silvia Civilla
Un uomo entra in un teatro: è un perfetto sconosciuto, uno spettatore qualsiasi; eppure cinquant'anni prima quell'uomo era un volto noto, e non solo lì dentro. Sul palco una band si sta esibendo; l'uomo non può fare a meno di ascoltarla e di ricordare quando su quel palco c'erano John, Paul, George e Ringo: i Beatles.
Brian Epstein, il 'perfetto sconosciuto', si abbandona ai ricordi ripercorrendo così le tappe fondamentali della propria vita e della vita dei quattro ragazzi: un incontro destinato a cambiare la storia di tutti.
Brian sarebbe presto diventato il loro manager, consegnando i Beatles alla fama mondiale di cui ancora oggi godono, e i "Ragazzi di Liverpool" avrebbero rappresentato per lui il treno da prendere al volo, l'occasione per dimostrare a suo padre e a se stesso le proprie capacità.
• Sabato 29 novembre ore 21,00 –
Compagnia Armamaxa Teatro
Croce e fisarmonica. Se passi da casa mia: fermati
dedicato a don Tonino Bello - vincitore 3ª ed. "Teatri del Sacro". Con Enrico Messina, Mirko Lodedo; regia di Carlo Bruni - musiche originali di Mirko Lodedo.
Banalizzando, si usa contrapporre alla felicità il dolore, ma se un uomo, morso violentemente da un cancro, decide, nel dicembre del '92, di partire per Sarajevo per invocare il primato della pace, proprio sulla soglia tragica di una guerra, sta soffrendo o gioisce?
Antonio Bello è stato vescovo e presidente nazionale di Pax Christi. Nella sua casa natale, fra molti ricordi, c'è il disegno di una bambina che lo ritrae, in piedi, su di una fragile e variopinta barchetta a vela, braccia larghe e mani che tengono rispettivamente una croce ed una fisarmonica.
Don Tonino Bello ha esercitato il suo mandato coniugando uno straordinario rigore evangelico, con un anticonformismo capace di spiazzare i più arditi rivoluzionari; associando a una fede profonda, una laicità che a molti, ancora oggi, sembrerebbe paradossale per un prete: tenendo insieme croce e fisarmonica.
È difficile trovare qualcuno dalle nostre parti, con più di trent'anni, che non abbia da raccontare una testimonianza del proprio rapporto con questo pastore salentino. Ma il nostro lavoro non tenta una sintesi di quel ricchissimo patrimonio, vuole piuttosto ricavare l'impronta di un passaggio, perché, per quanto profonda, non rischi d'essere cancellata.
Questo lavoro tenta di esercitare una fede "laica" nell'uomo. Talvolta si attribuisce al mito un senso d'irrealtà mentre nella tradizione classica il mito rappresenta un punto elevato di sintesi. Ecco: il nostro è il racconto di un mito.
• Venerdì 5 dicembre ore21,00
Compagnia Bottega degli Apocrifi
Else. Andante cantabile con brio
Tratto da La Signorina Else di Arthur Schnitzler; adattamento scenico Cosimo Severo, Stefania Marrone; interpretato da Viviana Strambelli e con Giovanni Di Lonardo, Fabio Trimigno; musiche originali Fabio Trimigno; regia Cosimo Severo.
Il nodo è un piccolo problema economico da risolvere, non c'è mica bisogno di farne una tragedia, di pensarci troppo, di sicuro non c'è bisogno di spargere la voce. Capita anche nelle migliori famiglie!
Il clima è disteso, c'è aria di vacanza. Else, una ragazza in villeggiatura con la zia, riceve una lettera della madre: la famiglia ha bisogno di un prestito urgente e sembra che lei sia l'unica al momento che può chiederlo ad un amico di famiglia ...
Una storia sempre vera che racconta un allegro vivere e promette lieto fine; un mondo dove ci si cambia per cena come nei film e dove la cena si chiama dinner; un mondo su cui planare sofficemente con l'unica piccola accortezza di non andare troppo a fondo, o si rischia di svelarne l'essenza gommosa e flaccida.
È un popolo intero quello che si rende visibile nelle parole e nelle immagini che si compongono dentro e fuori Else, un popolo di figurine in canottiera e colli di pelliccia, a cui in modo leggero e crudele tutti apparteniamo un po'.
• Mercoledì 10 dicembre ore 21,00
Compagnia Teatro dell'Argine
Un bès - Antonio Ligabue
di Mario Perrotta. Collaborazione alla regia Paola Roscioli – collaborazione alla ricerca Riccardo Paterlini
"Un bès... Dam un bès, uno solo! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi".
Provo a chiudere gli occhi e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita - quella che so di avere vissuto - ma senza un bacio, neanche uno. Mai. Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto che è comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza. Mai.
E allora mi vedo - io, così come sono scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada. Ecco, questo m'interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine - oltre il confine - là dove un bacio è un sogno, un'implorare senza risposte che dura da tutta una vita. Voglio avere a che fare con l'uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell'umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l'anima: l'artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo intanto lo elemosinava. Voglio stare anch'io sul confine e guardare gli altri. E, sempre sul confine, chiedermi qual è dentro e qual è fuori.
















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