NARDO' - Su Rete 4 questa sera alle 23,50 va in onda il film documentario "Rinascere in Puglia"diretto da Gady Castel le cui scene finali furono girate al Museo della Memoria il 14 marzo 2013.
Il fim sarà replicato sempre su Rete 4 domenica 1° febbraio alle ore 9.
Sarà trasmesso questa sera su Rete 4 alle 23,50 , nell'ambito del Programma "Terra", la pellicola "Rinascere in Puglia"diretto da Gady Castel le cui scene finali sono state girate al Museo della memoria il 14 marzo 2013 a Santa Maria al Bagno.
Diretto da Gady Castel, israeliano, autore tra l'altro del documentario su Giorgio Perlasca, il film documentario narra la storia di tre donne ebree nate a Santa Maria di Leuca tra il 1946 il 1947 e partite da bambine alla volta della Terra Promessa.
In 55 minuti la pellicola, sulle tracce delle tre donne nate nel Salento e poi ritrovatesi in Israele con il comune desiderio di ripercorrere e ritrovare i luoghi e testimoni del passato, è il racconto di un Esodo che ha sfiorato e intrecciato destini sulle coste mediterraneo del Salento e di Santa Maria al Bagno tra il 1945 e il 1947.
E' qui che le tre donne Rivka Cohen, Shuni Lifschtz ed Ester Herzog hanno simbolicamente chiuso il cerchio della ricerca della propria identità tornando nella primavera del 2013 nel Salento e testimoniando la propria storia in quella mattina di metà marzo, alla presenza di numerose Autorità tra le quali - oltre all' assessore regionale alla cultura.Silvia Godelli- i sindaci dei Comuni di Nardò, di Castrignano dei Greci e di Tricase impegnati a consegnare ufficialmente alle tre donne la copia dei loro certificati di nascita.
La consegna alle tre signore ha il valore della grande occasione offerta dalla storia e dalla solidarietà umana di riscattare se stessa in una delle pagine più buie della umanità.
Tra i passaggi più toccanti del documentario, appunto, c'è proprio il momento in cui Marcello Risi, sindaco di Nardò. Antonio Zacheo sindaco di Castrigano dei Greci, Antonio Coppola, sindaco di Tricase interpretano se stessi ed il loro ruolo nell'atto di rilasciare la copia del certificato alle tre donne.
E' lo stesso regista a delineare i contorni della storia che prende le mosse dalla partenze dei profughi ebrei dal campo di Santa Maria al bagno.
Una narrazione il cui sfondo storico viene ricostruito con la voce narrante del professor Fabrizio Lelli ( docente di lingua e letteratura ebraica all'Università del Salento ) intervistato dallo stesso Gady Castel sul trenino della Sud Est che collega Gagliano del Capo a Lecce.
Il regista ha raccontato del suo rapporto " d'elezione" con Santa Maria e con il Museo della Memoria, un filo che nasce tanti anni fa con un appello via mail ricevuto da Paolo Pisacane per salvare i murales : "E' cosi che ho saputo dell'esistenza di questo posto " spiega il regista che per anni –dal 1967 al 1972 - ha lavorato in televisione a Roma dopo avervi studiato cinema.
"Poi il caso ha voluto che per raggiungere un' amica in vacanza io arrivassi proprio a Santa Maria dove visitando il Museo mi sono ricordato di quelle mail e di quei murales che avevo proprio davanti agli occhi. E' qui che ho voluto girare le scene finali del mio film: perchè questo luogo testimonia della volontà di sopravvivere e della possibilità di rinascere. Perchè qui c'è lo spartiacque tra la tragedia e la vita. Perché al campo di Santa Maria si è ricominciato a vivere, ad amare, a sposarsi. La vita ricomincia da qui. "
Un set quello allestito due anni fa a Santa Maria che di fatto si trasformò in una piccola cerimonia che gli amministratori salentini vollero con slancio e grande partecipazione celebrare per rappresentare i sensi di grande solidarietà e accoglienza delle rispettive comunità.
E a queste comunità la sceneggiatura fa omaggio con una delle scene più belle del film a: il dono da parte delle donne ebree alle comunità salentine di un abito da sposa a simbolica restituzione di un vestito che una signora del luogo donò in quegli anni ad una giovane donna ebrea in procinto di sposarsi. Quell'abito diventò ben presto proprietà collettiva delle profughe che si sarebbero via via sposate.
Quel vestito bianco tornato nelle mani delle comunità salentine insieme ad una fisarmonica, immancabile testimone delle nozze allora celebrate, chiude così il film iniziato con la partenza dei profughi nel 1947.
Il fim sarà replicato sempre su Rete 4 domenica 1 febbraio alle ore 9
















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