NARDO' - Una bugia salvò il nostro amico dal carcere: disse di conoscere il campione azzurro mentre l'Italia si giocava la finale con la Germania.
UNA TRISTE STORIA FINITA BENE PER L’ITALIA E PER PAOLO ROSSI
Questa mattina nel sentire la triste notizia della morte di Paolo Rossi mi sono ricordato di quello che mi accadde nell’estate del 1982 in Thailandia nello stesso giorno della finale Italia Germania dei mondiali in Spagna.
Ero in vacanza a Bangkok e una mattina noleggiai uno scooter per entrare nella ricca foresta pluviale tropicale che iniziava a qualche decina di chilometri dalla città.
Fu una esperienza bellissima ma i miei problemi iniziarono durante il ritorno a Bangkok, quando fui fermato da alcuni agenti della polizia che, per quello che riuscii a capire, mi chiesero di mostrare i miei documenti e quelli del motorino.
Ero vestito solo con calzoncini di mare e una maglietta e non avevo con me denaro e documenti.
Dopo almeno due ore di attesa mi sequestrarono il motorino e mi portarono in caserma nonostante la mia disperata richiesta di essere almeno accompagnato in albergo e chiarire la mia situazione.
Arrivò la sera e mi chiusero in una cella comune di pochi metri dove vi erano almeno altri trenta detenuti, la maggior parte giovani sotto gli effetti della droga e incatenati. Stavamo talmente stretti che a malapena riuscivamo a stenderci su un fianco.
Poche ore in un posto di sofferenza, paura e prigionia fintanto, per fortuna, sentii un urlo da una stanza della caserma: Rossi, Italia, Italia!
Capii subito che quelli che esultavano erano le guardie che guardando alla tv la partita del mondiali Italia Germania avevano visto la rete di Paolo Rossi.
Mi misi a gridare a squarciagola Via Italia e Viva Rossi per attirare l’attenzione fino a che non venne uno dei carcerieri che capì che ero italiano, aprì la cella e mi portò nella stanza a vedere la partita.
Era contento per avere trovato un pezzo di Italia che vinceva contro la Germania e che quella sera gli stava dando tanta gioia.
Ero disperato. Gesticolando disperatamente con le mani e le braccia raccontai la balla che conoscevo Paolo Rossi.
Dopo la partita grazie alla vittoria dell’Italia e al gol di Paolo Rossi mi liberarono, mi restituirono il motorino e non mi fecero pagare la multa e la cauzione che avrei dovuto pagare per poter essere liberato.
Grazie Italia, grazie Paolo Rossi, un uomo normale, simbolo di un calcio che toccava il cuore.
Pantaleone Pagliula
















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