PATU' - Venerdì 30 luglio, a Patù, la scopertura del mosaico dedicato allo spazio comune mediterraneo e l’inaugurazione delle panchine gialle, omaggio a Giulio Regeni e a Patrick Zaki. Concluderanno la serata l’incontro con un docente universitario e il concerto di Mino De Santis.
Dal tardo pomeriggio a sera, nel Capo di Leuca, per riallineare la lentezza e l’umanità di un “pensiero meridiano”. Ed è proprio a questo tema - al quale il sociologo scomparso di recente Franco Cassano ha dedicato un omonimo, celebre saggio - che è ispirato l’appuntamento di venerdì 30 luglio, a Patù. Organizzato da Arci Lecce Cooperativa sociale, in collaborazione con l’amministrazione comunale del posto, l’evento resta nel solco delle altre tre edizioni della “Festa dell’emigrante”. Ne prende spunto, ma lo estende in una riflessione a maglie larghe dove il concetto di identità “meridiana”, “mediterranea”, finisce per aderire a quello della “dignità”.
Il programma
Si partirà alle 19, nell’Atrio della Casa municipale di Patù, con la scopertura del mosaico dedicato, appunto, alla spazio comune mediterraneo. L’opera è stata realizzata dai rifugiati e dalle rifugiate dei progetti Sai (Sistema accoglienza e integrazione) gestiti dalla cooperativa sociale Arci Lecce: durante la serata sono previste anche alcune delle testimonianze degli ospiti. Nella vicina Piazza Indipendenza, alle 20, il taglio del nastro delle panchine gialle intitolate a Giulio Regeni e Patrick Zaki. Interverranno Anna Caputo, presidente della cooperativa sociale Arci Lecce e il sindaco di Patù, Gabriele Abaterusso. Subito dopo, la conferenza dal titolo “I diritti umani nell’area mediterranea”, tenuta da Attilio Pisanò, professore associato di Filosofia del diritto e di Teoria e pratica dei diritti umani di Unisalento. Dialogherà con lui Valentina Murrieri, giornalista.
Infine, dalle 21,30, presso l’Aia monumentale-area archeologica di Vereto, il concerto di Mino De Santis: il cantautore salentino porterà sul palco alcuni brani inediti, ma passando anche da quelli di successo come “Arbulu te ulie”, “Radica chic” o “Lu fiju a Milano”.
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