
Data Science Sustainability Challenge: questo il titolo della gara che hanno appena vinto i due giovani dell’Università del Salento, Enrico Coluccia e Chiara Rucco, in team con Pablo Izquierdo, da Valencia, e Akshay Punjabi, da Tenerife. Enrico, 24 anni e tirocinante presso la sede di Milano della multinazionale Siemens, è laureando presso il corso di laurea magistrale di Computer Engineering; Chiara, appena laureata nello stesso corso di laurea, è dottoranda del corso di Ingegneria dei Sistemi complessi e tirocinante presso l’International Computing Center delle Nazioni Unite. I due giovani ingegneri non sono nuovi a successi internazionali, avendo fatto parte, nel febbraio scorso, del Team che si è aggiudicato il primo premio su 54 Università di tutto mondo dell’Hackathon ‘Data For Good’ organizzato dalle Nazioni Unite.
La nuova sfida, con lo scopo di sfruttare il potenziale di Big Data e AI a favore di un futuro green, è stata organizzata da tre aziende che rappresentano colossi internazionali nel campo dell’IT e della sostenibilità, Microsoft, Capgemini e ÖBAG. Essa prevedeva la creazione di “maschere” realizzate su immagini satellitari di territori austriaci attraverso lo sviluppo di algoritmi di Machine Learning, con lo scopo di identificare oggetti basati su 17 categorie predefinite (veicoli, alberi, asfalto, tetti etc.) e di applicare il modello generato a contesti di business a supporto della biodiversità e sostenibilità. La challenge, durata quasi due mesi, è iniziata i primi di ottobre con brevi sessioni di training e briefing tenute da Senior Consultants, Data Scientists e Data Architects di Microsoft; successivamente, i vari partecipanti hanno sviluppato il loro modello e inviato giorno per giorno i loro risultati per aggiornare una ‘leaderboard’ determinata dalla giuria.
Il modello vincente dei quattro ingegneri, selezionati tra 33 team internazionali, è stato premiato per l’efficienza, l’economicità in termini di risorse di calcolo utilizzate e per i diversi contesti di applicazione, tra cui l’identificazione delle calamità naturali e la possibilità di monitorare la crescita urbana e il traffico nelle città. Uno degli obiettivi è stato infatti quello di valutare il potenziale dell'energia rinnovabile di diverse aree urbane sulla base di alcune metriche calcolate durante la challenge, tra cui score relativi alla biodiversità, alle emissioni di gas e CO2 e alla presenza di fonti solari.
Il team HTB (“Heel of the Boot”, “Il tacco dello stivale”) ha vinto un premio in denaro pari a cinquemila euro e la possibilità di presentare il progetto davanti ai top manager delle grandi aziende partner dell’iniziativa.
















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