NARDO' - Tutti ne parlano, sì, della nostra Costituzione ed io, pertanto non la leggo da anni.
E così comodamente, anzi felicemente ozioso, stando seduto su una poltrona ascolto citazioni da parte di giornalisti, intellettuali, qualche giurista televisivo, anche storici con le loro interpretazioni.
La nostra Costituzione, dicono, tra l’altro, che è la «più bella del mondo» e che deve essere rispettata come sacralità laica.
Poi si distinguono nell’interpretazione: la unica valida, alla fine, non può che essere la propria!
Dovrei alzarmi dalla poltrona e andare a cercare il testo della Costituzione, ma è così dolce stare seduto.
Questi che discutono, senz’altro, la leggono ogni giorno se parlano come un libro aperto, quello della Costituzione.
Però vorrei tanto che siano i giuristi a parlare a lungo!
Parlano tutti e, in un rigurgito di orgoglio, mi alzo dalla comoda poltrona e cerco il testo della Costituzione. Mentre prendo uno dei libri, mi ricordo che anche nelle piazze d’Italia alcuni rappresentanti dell’Anpi, di orientamento in prevalenza comunista, oltre a dare alla provocatrice Nato e ai malefici Usa la responsabilità della vicenda della concretamente militare occupazione russa dell’Ucraina, qualche giorno fa hanno sostenuto che la nostra Costituzione nell’art. 11 ripudia la guerra, per cui all’Ucraina, che si oppone ai russi di Putin invasori, non si devono inviare armi.
Mentre cercavo il citato articolo, ho dovuto pensare male dei Costituenti, tutti antifascisti e non pochi addirittura Partigiani militari, cioè armati, ovviamente, non per infiorare i nazi-fascisti ma per sparare contro. Come mai questi Signori, che hanno lottato e dato la vita per la libertà, per la dignità umana e per l’autodeterminazione dei popoli, vogliono conservare solo loro l’esclusività della lotta eroica e lasciare gli eredi, in caso di invasione straniera, inermi in nome della pace, perché vincolati dalla Costituzione, che all’art. 11 recita: «L’Italia ripudia la guerra»? Come mai questi Signori chiedevano armi -e non barattoli di burro e cioccolata- agli Alleati per combattere, prescindendo dal fatto che queste avrebbero prodotto maggior numero di morti?
Allora è vero: dobbiamo sottostare…e così se l’Austria vuole invadere il Trentino, contenente tanti cittadini austriaci, non dobbiamo impugnare le armi né chiedere agli altri Stati un sostegno miliare, ma solo diplomatico e alimentare. Anzi gli invasi farebbero bene ad arrendersi e gli altri Stati, per esempio europei che hanno lottato in nome della libertà contro il nazismo, farebbero bene ad astenersi dal sostegno militare. Altrimenti la responsabilità della mancanza della pace e delle migliaia di morti cadrebbe su questi ultimi, così come furono responsabili i malefici Usa e, in genere, gli Alleati quando fornivano sia armamenti ai Partigiani sia propri soldati, morti per noi a migliaia lontani dalla propria terra e dai propri interessi territoriali! E forse, a furia di scavare, i polacchi, lasciando migliaia di morti in tante fosse comuni, come a Katyn, sono responsabili dei loro morti perché si opposero all’invasione della propria terra da parte del comunista Stalin e del nazista Hitler stretti in un patto di alleanza! E lo furono anche gli ungheresi, tra cui giovani e, addirittura, ragazzi, poi giustiziati, quando nel 1956 si ribellarono ai carri armati sovietici. E forse anche Che Chevara, che fu ribelle in Bolivia e altrove, portando la guerra di liberazione, per cui morirono tante persone! E non parliamo dei nostri del Risorgimento!
Ma io non voglio credere che i Costituenti abbiano scritto un simile articolo: sarebbero state persone che parlavano bene e razzolavano male, per cui, spingendomi oltre nella lettura, vedo scritto: «[L’Italia ripudia la guerra] come strumento di offesa alla libertà degli altri Stati».
Ah, allora così è completo: la guerra di offesa ripudia e, quindi, non ripudia la guerra di difesa! Mi sembrava strano che personaggi di tale calibro avessero potuto commettere simile errore: erano 556 uomini di pensiero antifascisti e, non pochi, Resistenti (Dc: 207; Psiup/Psi: 115; Pci: 104; Pli: 30; Pri: 23; Bnl: 16; Pdl: 9), rappresentati in proporzione nella Commissione dei «75».
Visto che ho iniziato a leggere l’articolo 11, mi sforzo di finirlo: «[ripudia la guerra] come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», cioè non deve scegliere la guerra per le controversie nazionali: a quanto io so, l’Italia -ma se non sbaglio anche la diabolica Nato-, non ha mai dichiarato guerra né a Tito per l’Istria né all’Occidente per la Libia, propria colonia, figuriamoci per le altre parti del mondo!
D’altra parte se la Nato fosse alleanza di offesa, come avrebbe potuto quell’Italia che ripudia la guerra farne parte? Infatti anche questa è un’alleanza di difesa, sorta nel 1949, ma solo dopo che l’URSS dal 1947 al 1949 aveva fagocitato tutti i paesi europei dell’Est (Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Romania e, in un certo qual modo, la Jugoslavia) con governi fantocci comunisti e con l’eliminazione di tutti i partiti politici: cioè dittatura! Un mondo, poi, stretto nel 1954 dal Patto di Varsavia, durato meno di quarant’anni e, quindi, passato nella libertà e nell’autodeterminazione e tutti nell’Unione Europea e nella Nato.
Continuando a leggere: «[l’Italia] consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».
Se capisco l’italiano -non sono un giurista- l’Italia consente il proprio impegno ad essere presente affinché si riconoscano le sovranità degli Stati, una volta costituiti e riconosciuti dalla comunità internazionale, e favorisce le organizzazioni internazionali (Onu, ecc.) rivolte a tale scopo. Come si esercita l’impegno, se il popolo oppresso chiede anche armi, in quanto a livello diplomatico non si riesce a giungere a soluzione? Già nel 2014 il russo Putin aveva invaso e usurpato la Crimea dello stato sovrano dell’Ucraina e, con governi fantocci, il Donbas sempre dell’Ucraina? E poi ci meravigliamo che l’Ucraina portasse guerra, anche violenta, dal 2014 per il recupero di questi propri territori. Allora come si esercita l’impegno, mandando pacchi di pasta e imponendo la diplomazia? Ma come si fa, se uno dei contendenti dice che la fine della guerra è subordinata pregiudizialmente al riconoscimento ipso facto della Crimea e del Donbas alla Russia? E questo è trattare, se si impone il riconoscimento dell’usurpazione di territori?
Io mi do risposte e maturo mie opinioni.
Tutto soddisfatto non vedo l’ora di raggiungere la mia poltrona e di continuare a vedere la televisione, nella quale ora per questo specifico argomento dell’Ucraina certi protagonisti mi sembrano oratori vuoti, ma soprattutto ideologizzati e profanatori -loro sì- della Costituzione e dei suoi valori di libertà e di indipendenza.
E allora i nostri armati Resistenti contro il fascismo e il nazismo (oltre ai 380 mila militari, gli altri sono indicati per approssimazione e per brevità in riferimento ai partiti politici: 100 mila comunisti; 70 mila democristiani; 30 mila azionisti e altrettanti tra socialisti e repubblicani; 20 mila di Gruppi minori: dagli autonomi ai liberali, ai monarchici e ai trotskisti) e i Costituenti riacquistano un punto in più: lottare per i loro grandi valori di libertà e di autodeterminazione di tutti i popoli.
E chi ritiene che l’Ucraina non debba ricevere armi dall’Italia nella sua lotta contro l’invasore zarista…mi scuso del lapsus…russo e putiniano, mi sembrano tanti azzeccagarbugli, che poi rappresentano quella subdola e nociva zona grigia che grida alla pace, che anche in Italia si costituì negli anni tra il 1943 e il 1945, mentre gli altri italiani (e non dimentichiamo le donne e il clero) lottavano in varie forme contro i nazi-fascisti.
Non mancano i guerrafondai, ma gli altri- la totalità- vogliono la pace… dobbiamo volere la pace, dobbiamo costruire la pace, subire il martirio in nome della pace, ma la pace non può essere accettazione inerme di sopraffazione e di violenza. Vi è una dignità personale e vi è una dignità di popolo che vanno rispettate, altrimenti non c’è pace, quella vera e non quella di convenienza.
Il popolo ucraino, dopo aver conquistato la sua sovranità di Stato libero e finalmente anche democratico, stava in pace fino 2014…
E allora i paladini della pace come fanno a sostenere che per la pace bisogna accettare supinamente che uno Stato invada l’altro? Che un estraneo occupi la mia casa -e sono un seguace di Cristo- senza che io debba difendermi per evitare di fare vittime? E allora questi parolai, da destra a sinistra passando anche da pieghe del pacifismo cattolico, sarebbero i difensori della Costituzione e della Pace o non piuttosto favellatori, specializzati nella favola del lupo e dell’agnello, rifugiandosi sia in un’artefatta geopolitica sia nel tempo di secoli e secoli sempre come ricerca dei guerrafondai Usa, della violenta Nato e del fedifrago Occidente?
Ma, dopo questa fuga nel mondo universale e nella storia, ritorno nel mio piccolo mondo e nella mia poltrona. Spengo la televisione e mi consegno all’ozio, ma a quell’otium latino, fatto di letture, di conoscenze e di autentico arricchimento culturale.
Mario Mennonna
















La “Tumenica ti Pasca“(la Domenica di Pasqua) è il fulcro dell'Anno Liturgico e il culmine della Settimana Santa.
Anticamente, a Nardò, a mezzogiorno del Sabato Santo si scioglievano le campane che erano state “ttaccate” (legate, silenti) durante la celebrazione della “Coena...
NARDO' - ...ad un vecchietto? La struttura che si occupa della comunicazione del sindaco Pippi Mellone sta perdendo colpi? Dopo aver ringiovanito e rinvigorito l'immagine della sindaca di Lecce,...
La Pallacanestro A9 Nardò chiude la serie in due partite e conquista la semifinale playoff, imponendosi 77-72 sul campo della Pallacanestro Molfetta al termine di una gara gestita con...
NARDO' - Finisce 3-0 per la Dream Volley la sfida della ventitreesima giornata contro Pescara.
NARDO' - La segnalazione di un cittadino.
Prosegue con entusiasmo l’esperienza dello scambio culturale “Youth in Action” tra l’I.I.S.S. “Moccia-Vanoni” di Nardò presieduto dalla prof.ssa Maria Rosaria Però e l’Istituto di Lodi, l’I.P....
Giovedì 23 aprile 2026, alle ore 19.00, il Seminario Diocesano di Nardò ospiterà il quarto incontro della rassegna “Xenia. Echi dal Mediterraneo”, dedicato alla Palestina: un appuntamento intenso e...