NARDO' - C’è una domanda che attraversa il tempo, si insinua nelle pieghe della storia e ritorna, ostinata, ogni volta che il mondo sembra smarrire la propria umanità: ma chi la fa la guerra? Da questo interrogativo prende vita lo spettacolo “Ma chi la fa la guerra?”, un intenso viaggio di musica e parole che unisce emozione, memoria e riflessione.
Al centro della scena ci sono le canzoni e i testi di Max Carrino, che si intrecciano con letture e racconti in un dialogo continuo tra passato e presente. Le parole diventano ponti: dalla lettera di un soldato del 1940 — fragile testimonianza di un’umanità sospesa tra paura e speranza — alla celebre “ninna nanna della guerra” di Trilussa, fino ad arrivare ai drammi e alle contraddizioni del nostro tempo.
Lo spettacolo non si limita a ricordare, ma provoca. Tocca temi profondi e spesso scomodi: dall’Olocausto ai conflitti contemporanei come Gaza, dalle guerre quotidiane che si consumano nel silenzio delle relazioni umane fino al patriarcato, inteso come sistema culturale che genera violenza e disuguaglianza. È un percorso che invita lo spettatore a interrogarsi, a non restare indifferente.
A guidare questo viaggio è la voce narrante di Sabrina Vergari, che accompagna il pubblico con sensibilità e intensità, dando corpo e respiro alle storie raccontate. La sua interpretazione crea un filo emotivo che lega ogni frammento dello spettacolo, rendendolo accessibile e coinvolgente.
La durata, di circa 75 minuti, rende l’esperienza densa ma equilibrata, capace di mantenere viva l’attenzione senza rinunciare alla profondità. È uno spettacolo adatto a tutti, proprio perché parla a ciascuno: non impone risposte, ma semina domande.
E tra queste, due emergono più forti: Facciamo ancora in tempo a salvare il mondo? E, soprattutto, ma chi la fa la guerra?
Domande che restano, anche dopo che il sipario si chiude.

















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