PUGLIA - I libri inchiesta sono una realtà ormai affermata, soprattutto dopo il caso Gomorra. Ed è proprio un libro inchiesta quello che sta facendo molto parlare di sé questo periodo. Sto parlando di “Uomini e Caporali” di Alessandro Leogrande, edizione Mondadori Strade Blu.
Il libro racconta con attenzione e sentimento la storia dei “nuovi schiavi delle campagne del sud”, ovvero di tutti quei polacchi che tra il 2004 ed il 2007 sono stati liberati dalla segregazione nelle campagne del Tavoliere foggiano grazie all’indagine Terra Promessa, contro il caporalato e lo schiavismo.
Leogrande segue la vicenda ripercorrendone tutti i tratti salienti, approfondendo con interviste ed incontri con i protagonisti (dal console di Polonia Domenico Centrone ai primi ragazzi coraggiosi che hanno denunciato i caporali, dal procuratore Lorenzo Lerario ai parenti dei braccianti scomparsi), e ripercorrendo la lunghissima storia del caporalato in Puglia: una storia che affonda le radici nei primi anni del ‘900, quando i contadini venivano sfruttati e le rivolte erano sedate con le armi.
Leogrande, di origini pugliesi (Taranto, 1977), ha voluto lasciare testimonianza di questa nuova mafia, una mafia che non coinvolge più i clan del posto, ma crea un nuovo movimento transeuropeo che vede nella riduzione a schiavitù la fonte di guadagni. Decine e decine di polacchi sono morti sui campi e molti di essi sono rimasti seppelliti “senza nome”, altri sono scappati dalla schiavitù facendo perdere le loro tracce, altri hanno subito per anni i maltrattamenti, senza speranza. Con una paga di 3 euro a cassone (non ad ora, ma a cassone che sono diversi quintali) di pomodori raccolti, un affitto da pagare per una casa comune senza igiene e senza acqua, cibo razionato e pagato il triplo, e poi quei caporali violenti e senza scrupoli, pronti a picchiare fino ad uccidere, che hanno agito per anni senza intralci, fino a quando due giovanissimi studenti polacchi hanno deciso di denunciare la situazione.
Alla fine di un’indagine durata mesi e mesi, nel 2007 i caporali incriminati, con una sentenza che rimarrà alla storia perché prima di questo genere, sono stati condannati in Primo grado. Il libro, Uomini e Caporali, è il tentativo di uscire dal silenzio. E’ la volontà dell’autore di lasciare traccia perché la vicenda dei polacchi è solo una delle tante situazioni estreme che coinvolgono gli stranieri dell’est in Italia e in Europa. Un libro che sta facendo parlare, che potrebbe a breve diventare anche un film. E che seppur non diventerà un caso come quello di Saviano, sicuramente continua quel filone di denuncia e “memoria” che è il senso ed il futuro dell’editoria.
Uomini e caporali
Alessandro Leogrande
€ 16,50, 252 pp
Mondadori - collana Strade blu
















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