NARDO' - Muro invalicabile della difesa, intrepido, inarrestabile, tenace, un punto di riferimento essenziale. Di chi parliamo? Naturalmente di Uriel Raponi, centrale di difesa della rosa di mister Longo e autore del goal che ha permesso di conquistare la vittoria contro il Grottaglie. Dopo la conferenza stampa abbiamo rivolto ad Uriel qualche domanda.
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Sicuramente dopo la sconfitta a Martina ci sarà stata voglia di riscatto...
Il Nardò è questo, non quello di domenica scorsa. Io ho sofferto molto per il 6 a 0 subito. Parlando di oggi, con il Grottaglie è stato uno scontro diretto e molto importante soprattutto perché questa vittoria ci ha permesso di viaggiare a + 20 punti da loro.
Com’è stato il goal? Ce lo racconti?
Il goal è stato davvero bello, specialmente perché l’ho realizzato negli ultimi minuti della partita. Prima della punizione ho detto a Giannuzzi di batterla con lo stesso schema che utilizzavamo quando giocavamo al Maglie e quando, dopo il colpo di testa, ho visto la palla in rete ho provato una gioia immensa. Non solo perché ci ha permesso di conquistare la vittoria ma anche perché è risultato come un premio dopo una settimana in cui non ci siamo allenati nel migliore dei modi e tra mille difficoltà.
Sei ritornato qui dopo due anni, quali differenze trovi che ci siano tra il Nardò che hai lasciato e il Nardò attuale?
Quell’anno l’organizzazione era molto diversa dal punto di vista societario. Anche la situazione era completamente differente: eravamo primi in classifica, dovevamo vincere il campionato. Oggi le circostanze sono dissimili e l’obiettivo è un altro. Noi ce la metteremo tutta per raggiungerlo ed io darò il mio contributo come potrò.
Chi ha voluto il tuo ritorno in maglia granata?
Il direttore sportivo Gianni Inguscio. Quando mi ha contattato non ho potuto rifiutare anche perché conoscevo bene lui, la piazza e alcuni giocatori.
Come va la coppia Raponi – Vetrugno come centrali difesa?
Con Daniele mi trovo benissimo. Vale la stessa cosa anche con Stefano De Razza e Sergio Schiavone. Sono tutti e tre bravissimi.
Quant’è importante avere dei propri connazionali in squadra? Come ti trovi nella situazione attuale in cui sei l’unico argentino?
È relativamente importante. Quando sei con dei connazionali ti senti a casa, formi una vera e propria famiglia ma anche i ragazzi qui a Nardò mi fanno stare benissimo, non risento di nessuna mancanza.
Ti sei ripreso completamente dalla forte contusione avvertita contro il Casarano?
Sì, anche se è stato faticoso. Prima della partita contro il Martina ho lavorato tantissimo con il preparatore atletico, con il massaggiatore e i dottori e domenica scorsa sono riuscito a scendere a campo. Ad oggi ho un po’ di fastidio alla caviglia, ma niente di preoccupante.
Quali sono i tempi secondo te con cui il Nardò otterrà la salvezza sicura?
Speriamo il prima possibile. Per noi ogni domenica è una finale, cercheremo di raggiungere la salvezza in meno tempo possibile e poi ci divertiremo cercando di arrivare più in alto facendo più punti possibili.
(Paola Calignano)

Foto di Walter Macorano















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