NARDO' - Ammainata una bandiera granata.
In un periodo storico sportivo in cui sempre più bandiere si ammainano, eccone anche una granata. Daniele Dell’Anna, centro classe ’87, capitano di mille battaglie, dal 1999 al servizio della Frata “Andrea Pasca” Nardò, sveste il granata, quella maglia indossata dalla Promozione sino alla Serie B, con amore e fedeltà, con cui ha pianto e gioito, unendo alle abilità sotto le plance quelle di uomo spogliatoio, senza mai una parola fuori posto.
Dalla Promozione alla B, dunque. Un percorso invidiabile durato vent’anni. In cadetteria, nelle ultime due stagioni, Dell’Anna ha collezionato 12 presenze con 21 punti all’attivo nel 2017/18, e 9 presenze con 7 punti nel 2018/19, quando in campo ha dato il suo contributo anche nei playoff, nella memorabile vittoria di Caserta e in quelle sfortunate al PalaElettra di Pescara. Tuttavia, lo scarso minutaggio lo ha convinto, a 32 anni, a rimettersi in gioco altrove. Una scelta logica e condivisibile.
Ma non parlategli di addio. “È impossibile dire addio a questo club – afferma il centro neretino doc – perché parliamo della squadra della mia città, di persone alle quali mi lega uno smisurato affetto e stima professionale, dal patron Carlo Durante al presidente Ivan Marra, da Angelo Pasca sino a tutti i dirigenti e collaboratori. Sarebbe impossibile menzionare tutti, ma ci tengono a rivolgere un enorme grazie all’intero movimento cestistico neretino. Qui sono cresciuto, sono migliorato, ho avuto lezioni di basket e di vita e ho sempre cercato di offrire tutta la mia esperienza al servizio del club, dei compagni e dei coach che negli anni si sono susseguiti, e a cui sono grato. Ora mi attende una nuova avventura professionale, ma Nardò sarà sempre casa mia. Un giorno sarebbe bello ritornarci, in qualunque ruolo”, conclude.
È questo club a dover rivolgere un enorme grazie a Daniele. Per le gioie, le delusioni, le atroci sconfitte e le indimenticabili promozioni. Per la genuinità, il servizio alla causa, la professionalità, la dedizione, l’impegno. Per non aver mai abbandonato la nave nei momenti di difficoltà. Grazie, capitano, a te sono rivolti gli auguri per un radioso futuro professionale e umano. Che tanto meriti.















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