NARDO' - Le espulsioni segnao una partita partita male e finita peggio. Sogni spezzati al quarto d’ora: il Nardò Under 17 cade in una gara segnata dagli episodi. Un’espulsione discutibile, nervi tesi e tre rossi condizionano una partita mai davvero iniziata. Onore al Grifone, ma resta il rammarico dopo un cammino in granata straordinario.
NARDO' (IL GRUPPO): ARCUTI Gabriel, CAPOBIANCO Riccardo, CASTELLO Matteo, CHIRIATTI Danilo, CITTO Cristian, CORDELLA Francesco, CORALLO Simone, COSTANTINI Antonio, DE MITRI Alessio, FASIELLO Michael, LONGO Nicolò, MASCIULLO Alessandro, PAGANO Pablo Luca, PAPADIA Gianmarco, PERRACCHIO Mattia, SERIO Davide, SIGNORE Alessio, STANISCI Gabriele, STANISCI Mattia, STEFANELLI Lorenzo, STELLA Gabriele, STRUSI Matteo, TORNESE Giacomo. All.re RENIS Tony; Resp. Sett. Giov. SCHITO Antonio; Dirigenti Acc.ri SPEDICATO Alessandro, MARULLI Osvaldo, LEZZI Maurizio.
L’episodio che cambia tutto: l’espulsione di Masciullo al 15°.
Sul risultato ancora fermo sullo 0-0, quando le squadre stavano studiandosi e la gara era apertissima, arriva la decisione che stravolge ogni equilibrio: Masciullo viene espulso per un intervento che, nella peggiore delle ipotesi, poteva essere sanzionato con un cartellino giallo. I due ragazzi si intrecciano nella corsa, cadono rovinosamente, ma la scelta della terna è drastica, definitiva, inspiegabile.
E qui nasce la domanda che rimbalza tra spalti, staff e cuore dei tifosi: Qual è il senso di una gara decisa al quarto d’ora? Qual è il senso del sacrificio societario, dello staff, dei ragazzi, delle famiglie e dei tifosi se l’equilibrio viene spezzato così presto? A complicare tutto, l’azione stessa nasce da un fallo laterale viziato da una spinta evidente su Citto, non fischiata, da cui prende avvio il gol del vantaggio. Un doppio errore che pesa come un macigno.
Nervi tesi, lucidità persa: il Nardò resta in nove.
Il colpo psicologico è enorme. I ragazzi accusano la decisione, perdono serenità, e la gestione emotiva – step di crescita sul quale concentrare il lavoro futuro – diventa il punto critico della giornata. Costantini, già ammonito, paga il nervosismo generale e rimedia il secondo giallo. Siamo ancora nel primo tempo. Nardò in nove. Gara compromessa. Caldo soffocante. Rimonta impossibile. Il castello costruito in mesi di lavoro, sacrifici, sudore, sogni, speranza… si sgretola in un primo tempo irreale.
Il secondo tempo: Grifone in controllo, Nardò stremato.
La ripresa non ha storia. Il Grifone – squadra forte, organizzata, meritevole di rispetto – amministra con maturità. Il Nardò prova a resistere, ma è in balia della stanchezza e della sfiducia. C’è tempo solo per un altro episodio amaro: Pagano viene espulso, dopo aver subito un fallo di reazione non visto. La terna, rapidissima nel punire il nostro ragazzo, non vede l’origine dell’azione: la reazione del ragazzo avversario.
Un potenziale doppio rosso ha solo l’indirizzo Granata.
Una sconfitta che brucia, ma non cancella un percorso straordinario.
Il risultato compromette l’avventura verso la finale nazionale, ma non cancella nulla. Non cancella il lavoro dello staff. Non cancella il percorso dei ragazzi. Non cancella il valore di un gruppo che ha scritto pagine bellissime. Non cancella il lavoro della società e la disponibilità dello sponsor. Questa gara insegna che la lucidità nei momenti difficili, la gestione emotiva, la capacità di restare dentro la partita anche quando tutto sembra ingiusto sono step di crescita necessari, inevitabili, che fanno parte del cammino di una squadra che vuole diventare grande.
Onore al Grifone e grazie per l’accoglienza.
Il Grifone è una squadra forte, organizzata, e probabilmente avrebbe potuto vincere anche in undici contro undici. L’AC Nardò ringrazia per la splendida accoglienza ricevuta.
Il patrimonio del settore giovanile del Nardò resta intatto.
Questa sconfitta non scalfisce ciò che conta davvero: il valore umano, tecnico e sportivo dei nostri ragazzi.
Il settore giovanile dell’AC Nardò resta una certezza, un orgoglio, un investimento che continua a dare frutti. I sogni oggi sembrano in frantumi. Domani torneranno a brillare. Perché questo gruppo ha dimostrato di avere tutto per scrivere un futuro bellissimo. Grazie TORELLI. Adesso onoriamo l’ultima sfida.















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