NARDO' - «Al polivalente manca l’autorizzazione al Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio, Settore Giovanile e Scolastico) per ospitare le partite ufficiali del campionato Juniores e le condizioni del campo non sono idonee per gli allenamenti».
Ad evidenziare tali criticità è l’assessore allo sport, Flavio Maglio che interviene in merito alla questione del polivalente neretino. La diatriba, ricordiamo, ha avuto inizio con le lamentele del gestore Vanni Simone, «la mia è una struttura fantasma e puntualmente sei volte al mese le categorie “Giovanissimi” e “Juniores” di Nardò giocano le partite al campo sportivo comunale di Seclì». La delibera di giunta che ha stanziato 7mila euro per l’associazione sportiva dilettantisca «Nardò Calcio», ha gettato ulteriore benzina sul fuoco: i consiglieri comunali Pippi Mellone e Paolo Maccagnano, infatti, hanno puntato l’indice contro una decisione «scellerata ed esterofila» e chiesto di ritirare tale delibera.
L’assessore al ramo ha ritenuto opportuno fare un po’ di chiarezza: «Gli allenamenti e le partite del settore giovanile si sono svolti a Seclì da ottobre fino al 21 dicembre. Sono state effettuate 10 sedute al centro sportivo neretino, ma la terra battuta non è l’ideale per allenarsi. Ci sono stati infatti, dei giocatori che hanno avuto dei problemi fisici ed è stato necessario optare per il terreno sintetico. Per risparmiare ora viene utilizzato il terreno antistadio». Per quel che concerne l’utilità della delibera, «deve coprire le spese degli allenamenti e gare, in parte già svolti». L’assessore inoltre, si rivolge al responsabile del centro sportivo: «Nel momento in cui ha partecipato al bando sapeva che il polivalente non aveva autorizzazioni. Ora è inutile polemizzare nei confronti dell’amministrazione». Non esita poi, a rispedire al mittente i dardi infuocati, invitando i consiglieri d’opposizione «ad essere più cauti ed informarsi prima di esprimere giudizi».
«E per chi si tuffa nella minestra, pur di far brodo – stigmatizza Maglio – come fa il consigliere provinciale Giovani Siciliano, forse farebbe meglio a non intervenire prima di conoscere i fatti». Tanto rumore insomma, per una delibera che considerate le gravi difficoltà economiche in cui versa la società sportiva del Nardò, appare come una goccia nell’oceano.















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