NARDO' - L’Ospedale di Nardò vanta antiche origini ed è stato realizzato dai suoi cittadini e da un atto di grande generosità della ricchissima famiglia Sambiasi.
La prima attestazione dell’esistenza dell’ospedale risale al 1343, detto “della Misericordia”, dedicato a Sant’Antonio ed affidato alle monache di S. Chiara, ma quasi contemporaneamente (1383), fu eretto un secondo ospedale cittadino dal nobile Granafei, titolato “San Salvatore” ed affidato al vescovo.
Nel 1653 i due ospedali furono uniti in uno, sotto il titolo di “San Giuseppe”.
Nel 1874 il Comune di Nardò realizzò, nuovamente, un secondo ospedale con un importante lascito della famiglia Sambiasi, finalizzato a ciò in perpetuo. Fu denominato Ospedale Civile Sambiasi.
Il 17 dicembre 1936 il Ministero dell’Interno emanò il R.D. n°2359, pubblicato sulla G.U. del 5/2/1937 n°29, con il quale i due ospedali esistenti ancora in città venivano fusi in un unico ente, denominato Ospedale Civile San Giuseppe –Sambiasi.
Il punto di maggiore attenzione, che oggi non dobbiamo ignorare, è che l’Ospedale di Nardò è stato fondato, realizzato e mantenuto per centinaia di anni dagli stessi suoi cittadini e non si può non considerarlo di proprietà degli stessi.
E’ questo il motivo fondamentale che mi ha portato a convincermi sempre di più, nelle ultime settimane, che i cittadini di Nardò vantano diritti reali nei confronti della struttura ospedaliera e che potrebbero costituire una “Fondazione pro-ospedale” che porti a riappropriarsi di ciò che fino a qualche anno fa era un loro bene. La Fondazione consentirebbe di amministrarlo in proprio, accreditandolo presso la Regione come servizio pubblico, ma consentirebbe anche di ampliarlo se ciò si rendesse necessario.
Questo ho comunicato al Sindaco di Nardò qualche giorno fa, in occasione di una riunione operativa che valutasse le azioni da intraprendere a breve e che ha suscitato meraviglia e pareri favorevoli. Speriamo che, almeno in questo, l’Amministrazione sia solerte e celere, visto che stiamo ancora aspettando il documento unanime, approvato da tutto il Consiglio comunale, che boccia il Piano di Riordino sanitario regionale.
Sono ormai stufo di vedere con quanta prepotenza ed indifferenza la pubblica amministrazione (politici, amministratori locali e regionali, ma anche magistrati e alti funzionari dello Stato) eviti di rispondere alle giuste istanze dei cittadini e non paghi mai, in caso di gravi inadempienze. E’ stato chiesto più volte di valutare lo stato di rischio delle strutture ospedaliere della Provincia e nessuno fino ad ora si è mosso. E’ stato provato che alcuni ospedali sono particolarmente rischiosi ed andrebbero chiusi. Ci sono responsabilità penali in merito a ciò e nessuno si è mosso.
E’ stato consegnato un esposto alla Procura della Repubblica di Lecce nel settembre 2010 e non c’è ancora alcun riscontro!
Tutto ciò è inaccettabile! La pazienza ha un limite!
Penso che, a questo punto, non rimane che l’atto irriverente. Non meravigliamoci se poi il cittadino la giustizia se la fa da solo!
Dobbiamo riprenderci l’Ospedale di Nardò, che non può essere un grande poliambulatorio come stanno tentando, ma farlo tornare nel possesso dei suoi legittimi proprietari: i cittadini di Nardò.
E’ per questo che occorre istituire la “Fondazione”, anche con l’aiuto del Comune, ma contemporaneamente è necessario riprendersi la struttura immobiliare ed al più presto.
Il tempo sta per scadere!
Chi è d’accordo mi faccia sapere!
DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
FRANCESCO ANTICO















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