GALLIPOLI - Sono circa le 23, quando in una traversa del lungomare Galilei, D’A. G., gallipolino, 24enne, incontra, forse non casualmente, la giovane studentessa 18enne, anche lei di Gallipoli.
I due si conoscono da molti anni, sono anche vicini di casa, si frequentano saltuariamente come semplici amici, ma negli ultimi tempi l’atteggiamento e le intenzioni dell’uomo sulla natura del loro rapporto sembrano essere mutati, volendo costringere la ragazza ad avere una relazione con lui.
Come a volte purtroppo capita in tali circostanze, il suo rifiuto fa perdere la testa all’uomo. Questi, incensurato, dipendente di una ditta di videogiochi, già nei giorni scorsi aveva fatto pervenire alla studentessa messaggi a dir poco inquietanti, alludendo a gesti estremi. Ieri sera, dopo aver invano tentato di convincere la donna a seguirlo in auto, di fronte al suo rifiuto, perde il controllo, tira fuori un coltello, scaraventa la donna per terra e le punta l’arma alla gola, intimandole nuovamente di raggiungere l’auto, strappandole di mano anche la borsa ed il cellulare.
La ragazza, terrorizzata, finge di acconsentire alla richiesta, ma appena può fugge, cercando rifugio all’interno di un bar. Qui viene raggiunta dall'uomo, che in preda ad un raptus, estrae e punta nuovamente il coltello all’indirizzo della donna e di due avventori che, nella circostanza, compresa la gravità della situazione, cercano di aiutare la ragazza, tentando di bloccare l’uomo e di disarmarlo, sollecitando nel frattempo l’intervento della polizia.
Gli agenti della volante del Commissariato giungono quindi rapidamente sul posto e non senza difficoltà riescono ad immobilizzare l’aggressore, conducendolo presso gli uffici di polizia. Uno dei due coraggiosi avventori, nel corso della colluttazione riportava una ferita da taglio al labbro, giudicata guaribile in 10 giorni. Presso il Commissariato, l'uomo veniva trovato in possesso di altri due coltelli, oltre a quello usato nell’aggressione, nonchè del cellulare della vittima.
Sentito il magistrato di turno presso la Procura, il giovane veniva dichiarato in arresto per minacce aggravate, lesioni personali, rapina e porto abusivo di armi da taglio e, quindi, tradotto preso la locale casa circondariale. L’arrestato nominava legale di fiducia l’Avv. Zompì Francesco di Lecce.















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