NARDO'/MODUGNO - Interessantissimo. Il Movimento 5 stelle di Nardò è dalla parte di Paul Connett: “Ideatore della Strategia Rifiuti Zero”. I 10 passi per i Rifiuti Zero, una soluzione sostenibile per la gestione dei rifiuti urbani ed anche un'opportunità.

Il Movimento Cinque Stelle di Nardò, ha partecipato al convegno dal tema “Rifiuti Zero: Da noi quando?” tenutosi a Modugno ed organizzato e promosso dall'ISDE Italia Associazione Modugno Città Plurale.
All'appuntamento, unica data in Puglia (dopo 14 conferenze in tutta Italia tenutesi dal 27 Novembre al 10 Dicembre), hanno partecipato autorevolissimi relatori di livello nazionale e internazionale, primo fra tutti il Prof. Paul Connett docente di chimica della St. Lawrence University di New York e guru della Strategia “Rifiuti Zero 2020”. Nell’incontro è emersa la necessità di un cambio di passo nella gestione del ciclo dei nostri rifiuti, passando dalle obsolete modalità basate sulle discariche e (e peggio) sugli inceneritori (ipocritamente definiti termovalorizzatori) alla più “definitivamente” virtuosa strategia “Rifiuti Zero”.
Ci troviamo in momento storico, che ci pone davanti grandi sfide di cambiamento e di ristrutturazione dei nostri attuali modelli di vita, cosiddetti occidentali e civili; l’occasione che ci viene data da questa crisi è da cogliere come una opportunità di tornare a degli stili di vita più parsimoniosi delle risorse del nostro, già esausto, pianeta e insieme di spingere sull’acceleratore di quella innovazione rivolta davvero al bene comune.
La Strategia Rifiuti Zero sembrerebbe che sia un'opportunità. Tanto che sono ormai centinai i comuni italiani aderenti e migliaia quelli internazionali, che hanno capito che una politica dei rifiuti paga e come.
Il Movimento 5 stelle di Nardò, in anticipo sui tempi, nella passata tornata elettorale, è stato l'unico a porre come prioritaria la necessità di una responsabile gestione dell’intero ciclo dei rifiuti di Nardò. Ricordiamo come tutti i partiti politici locali si siano limitati a ripetere l’abusato mantra del “porta a porta”, che per quanto valido rappresenta solo uno degli altri dieci stadi che portano alla realizzazione di una compiuta gestione secondo la strategia “Rifiuti Zero”. Secondo questa visione è l’idea stessa di rifiuto a venir meno tanto da poter essere meglio identificato come una materia-risorsa.
Sono inoltre emerse le gravi contraddizioni dell’attuale gestione regionale che appare preoccupantemente sbilanciata verso i forti interessi privati che finanziano, realizzano e gestiscono, la maggior parte dei termovalorizzatori. E’ triste constatare come, questa Regione sia passata di fatto dal saccheggio del territorio attraverso la “vetrificazione” delle campagne al sostegno della soluzione più “arcaica” di tutte le possibilità di gestione dei rifiuti, quella di sbarazzarsene attraverso la inquinante pratica della bruciatura, creando così, di fatto, dopo quella delle discariche, la dittatura del connubio rifiuto-CDR (combustibile da rifiuto). Il tutto in una regione già martoriata da gravi problemi igienico-sanitari da inquinanti atmosferici!
Tutti gli autorevoli relatori dell’incontro attraverso le loro esperienze di situazioni virtuose concrete hanno sostenuto la necessità di una rapita riconversione verso questa che può addirittura essere considerata una vera e propria filosofia “rifiuti zero”. Oltre al vulcanico Prof. Paul Connett (docente di Chimica presso la St.Lawrence University NY.USA) portatore della strategia rifiuti zero a San Francisco, California, di rilievo anche la testimonianza italiana di Rossano Ercolini (Osservatorio Rifiuti Zero, Comune a di Capannori (Lucca): 1° Comune italiana a Rifiuti Zero) con il quale siamo rimasti in contatto per avviare a breve anche a Nardò un processo di informazione e insieme di presa di coscienza dell’annosa e irrisolta problematica dei rifiuti.
Appendice: la Strategia “Rifiuti Zero”
La teoria secondo cui è possibile eliminare i rifiuti prodotti dal nostro mondo consumistico, eliminando molte spese e riciclando gran parte del materiale è oramai applicabile.
Questa filosofia ecologica trae spunto da un concetto naturale che prevede che in Natura nulla si crea e nulla si distrugge, per cui anche ciò che viene considerato scarto, nel mondo fisico e naturale, diviene la base per un altro processo, secondo un ciclo infinito. Al contrario ciò che viene prodotto dall’uomo si inceppa spesso sul bisogno di distruzione del rifiuto o sulle modalità per gestirlo. Il rifiuto è un errore della produzione.
I rifiuti non sono un problema tecnologico sono un problema di organizzazione, educazione e progettazione industriale.
In poche parole, il programma Zero Rifiuti si basa su una corretta gestione delle risorse. Il compito principale del programma è dunque quello organizzativo ed intende influire in modo deciso sulle abitudini dei consumatori.
Chi pensasse che la teoria del “rifiuti zero” sia solo un ennesimo programma di raccolta differenziata e riciclo si sbaglia di grosso. La teoria è molto più lungimirante. E si fonda su un processo fatto di piccoli passi che si possono riassumere in tre parole chiave: riduci, ricicla, riusa.
Il programma economico Rifiuti zero si basa su alcuni processi sostanziali come quelli di coinvolgere la comunità e di ristrutturare il processo di smaltimento rifiuti.
Per far ciò è importante lavorare su diversi fronti come:
- rieducazione dei cittadini (partendo dai bambini) e della politica (ad adottare tale strategia vantaggiasa) per una corretta concezione del rifiuto come risorsa
- attuazione della raccolta differenziata dei rifiuti per arrivare a riciclare almeno il 90% di ciò che si usa
- creazione di centri di riparazione di materiali usati
- individuazione di processi costruttivi che riducano il deperimento delle merci e di beni di consumo oltre che il ritiro di materiali esausti.
- realizzazione di piani di prevenzione del rifiuto che coinvolgano le aziende.
A detta di coloro che l’hanno adottata e ideata, la teoria Zero Waste è ampiamente praticabile.
Questa strategia è economicamente vantaggiosa, per fare un esempio l’inceneritore di Brescia è costato € 300,000,000 e costa alla collettività con il versamento del contributo CIP 6 che paghiamo tutti in bolletta altri € 900.000.00 e ha prodotto soltanto 80 posti di lavoro, invece il caso del comune di Capannori è tutt'altro, dalla sua introduzione ha creato direttamente e indirettamente 1000 posti di lavoro considerando che lo stesso Comune gestisce 45.000 abitanti, si tratta di un'ottima opportunità di sviluppo anche occupazionale.
Quella che lanciamo è una sfida per Nardò. Non c'è niente da inventare, basta copiare dai comuni italiani, dislocati da nord a sud, che hanno attuato la Strategia Rifiuti Zero, ottenendo in brevissimo tempo risultati eccellenti.
Cambiare metodo di raccolta è per noi una scelta logica, con forti implicazioni culturali, economiche, etiche. Una scelta civile necessaria e coerente con la visione che abbiamo di provare a costruire e praticare un’idea di futuro desiderabile per la nostra terra e per noi che di passaggio la viviamo."
MoVimento Cinque Stelle Nardò















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