TERRE EMERSE - Domenica, ora di pranzo, penisola italica. Una notizia diffusa dal mondo dell’informazione interrompe la calma di un’apparentemente tranquilla prima domenica di dicembre, resa un po’ meno (in)dimenticabile dal secondo turno delle primarie del centrosinistra: Matteo Renzi, per seguire il ballottaggio, ha prima rinviato e poi annullato la sua solita partita di calcetto settimanale.
Un fulmine a ciel sereno, una notizia sconvolgente. Il 70% degli italiani ancora a tavola si blocca in un fermo immagine cinematografico di circa dieci secondi: il nonno con la forchetta a mezz’aria e l’ultimo boccone di arrosto a 15 cm dalla bocca, il cane smette di abbaiare, la madre continua a versare acqua nel bicchiere nonostante sia già pieno e il figlio alza la testa dal cellulare; tutti a guardare verso la televisione.
Un pensiero va ai poveri compagni di calcetto di Renzi, undici fiorentini costretti ad annullare la partita e probabilmente (anzi, quasi sicuramente) cooptati al seggio per votare alle primarie. Una tragedia.
Ma il sogno di ogni italiano (eh, come no) si è realizzato ugualmente. Cinque politici ad inseguire un pallone in pantaloncini. Domenica sera, in contemporanea guarda caso con Fiorentina – Sampdoria, il giovane Renzi è riuscito a soddisfare la sua voglia di calcetto: il PD si è organizzato, ha prenotato il campo all’ultimo momento, e i candidati delle primarie si sono trovati nuovamente tutti insieme dopo il confronto TV su Sky sul terreno di gioco in sintetico. Per la prima volta nella storia, il PD è riuscito a formare una squadra compatta pronta a dar battaglia a chiunque. Stupefatti e in pieno stile Gene Wilder (ndr, Frankenstein Junior), tanti elettori di centrosinistra esclamano “SI PUO’ FARE!!”.
Riscaldamento. Dopo un po’ di stretching e tiri di prova, visto che tutti a parte Renzi hanno una certa età e non esattamente un fisico da calciatori, si decidono i ruoli. Laura Puppato, in porta: ha raggiunto il 2,6% delle preferenze; non il risultato peggiore, ma 13 punti percentuali di distanza da Vendola (terzo) sono decisamente troppi. Brava tra le mura amiche a raggiungere un posizionamento più che dignitoso, tra i pali potrebbe bastare.
Tabacci. Ecco, Bruno… Dove lo mettiamo? In difesa dai, vertice basso del rombo. 1,1% per l’assessore al Comune di Milano, ancora tanto lavoro da fare e basi centro-europeiste da cui partire. Tra l’altro ha pure una certa età, e i polmoni non sono più quelli di una volta, ma un po’ d’esperienza è sempre utile dietro. Solo che il suo elettorato si limita al parentame e al vicinato (e nemmeno tutto)… Ma che l’abbiamo chiamato a fare? Vabbé, fa numero.
Vendola sulla sinistra, obbligatorio. Per vocazione, praticamente. E’ riuscito ad arrivare al 15% e a far pesare i voti che è riuscito a guadagnarsi al centro-sud, ma non ha prevalso nella sua regione. Buone idee, si esprime in modo fantastico, ma si vede che i piedi non sono ancora all’altezza; i tempi, probabilmente, non sono maturi. Alla fine però capisce che il pallone deve darlo a chi finalizza il gioco. Una vita da mediano.
Matteo Renzi, il prodotto della cantera del PD. Mentre politologi, uomini della finanza ed ex comunisti si interrogano se averlo sia una fortuna o una disgrazia, non si può non rilevare il suo successo. “Era giusto provarci”, ha dichiarato dopo la sconfitta prima di andare al campetto. Sportivo, leale, nonostante la sconfitta al ballottaggio saprà mettere al servizio della squadra le sue qualità. Però chi è bravo nel dribbling ma tira troppo spesso fuori dalla porta e pecca di egoismo, non poteva aspettarsi di fare la prima punta.
In attacco il bomber. Un giocatore di scuola emiliana, d’esperienza, di peso. Forgiato da tante sconfitte e qualche vittoria importante (lasciamo che le identifichiate voi, a vostra discrezione), era così favorito da non essere neanche quotato dai bookmakers. L’avanzata del “nuovo” gli ha dato giusto qualche preoccupazione al primo turno, ma Bersani ha saputo affermare la sua leadership quasi incontrastata dopo il ballottaggio. La squadra crede molto in lui, e alle prossime elezioni del 2013 dovrà farsi valere; è il candidato del centrosinistra, dovrà dimostrarsi all’altezza di questo compito prima e dopo, comunque vadano le cose. Lui è l’uomo di punta.
Fatto il riscaldamento e fatta la formazione, palla al centro e fischio d’inizio. Ma dov’è la squadra avversaria?
Mi sa che ci danno buca... “Fono eftremamente inaffidabili quefti del centrodeftra”. (vi lascio immaginare chi l’abbia detto)
Ma oh, ragaSSi… Non è che la prossima volta dovremo giocare coi ‘grillini’?
E allora sì che ci sarà da divertirsi.















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