NARDO' - Gli studenti dell'I.I.S.S. Galileo Galilei sono entrati di prima mattina alla sede dello scientifico in via Ferri con l'intenzione di occupare la scuola e, dopo alcune ore piuttosto concitate, hanno raggiunto ufficialmente il loro obiettivo.
Qui i fatti salienti della mattinata.
Ore 7.55/8.00: un primo gruppo di ragazzi, la maggioranza, entra regolarmente a scuola alla sede di via Ferri.
Ore 8.10: il secondo gruppo di studenti delle altre sedi entra a scuola senza particolari difficoltà.
Ore 8.25/30: la polizia arriva sul posto.
Ore 8.45: arriva anche la preside del Galilei.
Da ore 9: studenti divisi tra aule e atrio. I rappresentanti a colloquio con la preside e i poliziotti, mentre vengono lette ai ragazzi le attività in programma per la settimana e le motivazioni di questo atto.
Ore 10.45: (provvisoriamente) liceo occupato. Si parla di programmi, orari e attività. Solo dopo le 13 e nel primo pomeriggio si avranno informazioni più precise per avere un'idea della situazione generale odierna e di ciò che accadrà nei prossimi giorni.
Ore 13.30: ora è ufficiale. I.I.S.S. Galileo Galilei (sede di via Ferri): LICEO OCCUPATO.
Riportiamo di seguito, la nota diramata dai ragazzi dell'Uds.
"Gli studenti del liceo Galileo Galilei si uniscono in una forma di protesta, quale l’occupazione, per dare un forte segnale dal basso contro le politiche di austerità che attaccano il welfare e i diritti di tutti i cittadini in nome di una finanza davanti alla quale politici e partiti si inchinano rispettosamente. E l’istruzione pubblica purtroppo è vittima di una politica che la considera uno spreco da tagliare.
L’ultima minaccia distruttiva per la scuola come la conosciamo noi oggi era rappresentata dalla legge 953 che di fatto privatizzava le scuole e cancellava i diritti studenteschi di rappresentanza e di assemblea. Grazie alla forte pressione esercitata dalle mobilitazioni studentesche, la definitiva votazione in Senato della 953 è stata rimandata al prossimo governo in attesa delle consultazioni con le parti sociali che vivono in prima persona il mondo della scuola (studenti e docenti), ma il pericolo non è certamente finito: noi studenti vogliamo lanciare forte e chiaro il messaggio che non vogliamo i privati nelle scuole, in nessuna forma, e che la cultura deve essere accessibile a tutti e soprattutto libera dalle catene dell’economia. La scuola deve rappresentare il punto di inizio per la costruzione di cittadini migliori con un forte senso critico nei confronti della società con la quale saranno chiamati a confrontarsi in futuro. Costruire senso critico in ogni studente significa fondamentalmente eliminare gli ostacoli sociali, promuovendo la libertà e l’uguaglianza e favorendo il pieno sviluppo dell’individualità di ognuno messa al servizio della collettività e lontana da qualsiasi forma di individualismo e competizione con gli altri.
La vittoria sulla legge 953 è solo una parte della lunga guerra che ci troviamo a dover combattere, perché l’attacco è generalizzato e colpisce dapprima il mondo della scuola e della formazione, con il processo di privatizzazione delle scuole pubbliche, la mercificazione del sapere, i continui tagli ai fondi di cui dispongono gli istituti (non ultimi i tagli al MOF, con il quale gli istituti potevano garantire agli studenti le attività extra-curriculari) e i continui finanziamenti alle scuole private o paritarie (il ministro Profumo ha dichiarato di volersi fare portavoce positivo dell’esenzione per le scuole paritarie dal pagamento dell’IMU); e poi il mondo del lavoro, con il tasso di disoccupazione giovanile che è salito, solo nel nostro Paese, al 36,5% e che riguarda soprattutto le donne del Mezzogiorno. Il senso di precarietà che noi giovani, donne e uomini del futuro, sentiamo sulle nostre spalle è la vergogna di una politica assente e asservita alle borse e ai mercati finanziari.Le parole d’ordine di questa occupazione saranno fondamentalmente due: Contestare e Creare.
Da una parte infatti vogliamo contestare un piano governativo che vuole privatizzare le scuole, abbattere i diritti studenteschi, eliminare il senso critico di ognuno, asservire i cittadini del domani sin da subito al mondo dell’economia e di un non ben precisato “ce lo chiede l’Europa”; dall’altra vogliamo costruire un’alternativa, vogliamo dar vita ad una scuola migliore, di qualità e che dia la possibilità ad ognuno di esprimere liberamente la propria creatività e il proprio senso critico. Vogliamo creare una scuola che, per una settimana, diventi il simbolo del modello della scuola che noi studenti vorremmo tutto l’anno sperimentando nuove forme di didattica alternativa. E riusciremo a costruirla mettendo al servizio di tutti gli studenti le nostre forze, la nostra creatività, e diventando attivi protagonisti di una scuola che troppo spesso ci considera solo dei contenitori passivi di nozioni. Ogni giorno un laboratorio diverso, ogni giorno un argomento differente, ogni giorno un feedback della sperimentazione per analizzare il lavoro svolto e capire se è stato raggiunto lo scopo di includere tutti nella discussione, per capire dove si è sbagliato e migliorarsi giorno dopo giorno.
Daremo dimostrazione di essere studenti e cittadini pronti a mettersi alla prova in prima persona, anche contro una parte del corpo docenti di questa scuola che si è ribellato a qualsiasi iniziativa da noi proposta precedentemente. Saremo il cambiamento che vogliamo veder avvenire nel mondo, saremo la forza propulsiva di questa società, saremo ciò che non vogliono che noi siamo, diventeremo il motore del cambiamento perché siamo fermamente convinti che la cultura è il combustibile della libertà, saremo la speranza di un domani migliore, e non ci avranno in silenzio mentre ci distruggono due dei nostri diritti più importanti: il diritto allo studio e il diritto al futuro".















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