NARDO' - Operazione Sabr: è scontro frontale in maggioranza. Le fazioni sono due e ben distine. Da una parte Sel propone al primo cittadino di costituirsi parte civile, dall'altra parte, il "cartello conservatore" risponde picche. Non esiste più condivisione di intenti e ogni occasione è buona per lo scontro. Vi proponiamo, subito dopo il leggi tutto, la durissima replica dell'assessore Vincenzo Renna al documento firmato dai gruppi di Udc, Progetto Nardò, Partecipa, Io Sud-Nardò Insieme e Gruppo Misto. I neritini coinvolti nel processo, vogliamo ben sperare, dimostreranno la loro estraneità ai fatti contestati nelle sedi opportune. Quel che rischiamo, invece, è che gli autori della riflessione "in un momento di forte crisi economica e di brusca frenata del comparto agricolo imporre al Comune di Nardò la costituzione di parte civile contro gli imprenditori neritini vuole dire solo dare il colpo di grazia ad una situazione sociale già precaria" rimangano al loro posto. Se tutto va bene siamo rovinati.
La dichiarazione del "cartello" di forze moderate, se così si possono chiamare, declina da parte dei dichiaranti, soprattutto, la volontà di rassicurare parte del proprio elettorato, certamente, non appare uno sforzo di preservare il quoziente reputazionale della nostra città.
Il circolo nove aprile di SEL nel chiedere al Sindaco della città, dove gli inquirenti sostengono si siano svolti crimini orripilanti contro la manodopera straniera occupata in agricoltura, di costituirsi parte civile, nel processo SABR, che si aprirà il 27 gennaio p.v., ha esercitato una facoltà politica doverosa.
Del resto, la regione Puglia parteciperà come parte civile nel processo ed appare quanto meno singolare, che Nardò rimanga estranea.
Noi di SEL non apparteniamo, di certo, all'area dei giustizialisti, ma crediamo che, il dibattimento porterà alla luce i fatti e consentirà agli imputati, tra cui anche alcuni imprenditori agricoli neretini di difendersi e far valere la realtà e dimostrare la propria estraneità alle accuse.
La costituzione di parte civile della città va visto ed è, in effetti, non un atto contro qualcuno, ma un atto in favore della giustizia con la G maiuscola e della legalità.
Suona come un volgare ossimoro il tentativo tanto rozzo quanto ipocrita, che si legge nella declinazione di intenti contro il caporalato del cartello di forze conservatrici prima citato.
Quelle forze che, prima dell'inchiesta SABR e dell'applicazione delle misure cautelari verso qualcuno degli attuali imputati a gran voce negavano l'esistenza del caporalato nella nostra città, avvertendo quasi un fastidio mistificatorio della questione portata avanti, a loro dire, per ragioni strumentali da parte di forze progressiste ed antagoniste, tra cui noi di SEL.
Ma non si affrontano i problemi negandone l'esistenza. Come amministratore di questa città mi sono approcciato al problema dei migranti lavoratori senza infatuazioni ideologiche, non ho mai considerato con avversione gli imprenditori agricoli, anzi con loro ho cercato sempre una forma di relazione e di dialogo franco e trasparente, peraltro, rimasto tale anche in questo frangente così delicato e continuerò a cercare la relazione ed il dialogo
Il nostro partito si è posto il problema del recupero reputazionale non a chiacchiere, con mere declinazioni di intenti, ma con proposte concrete che se attuate, con la collaborazione di tutti, potranno contribuire a rilanciare il comparto agricolo ed anche il rating reputazionale della nostra città, che come spesso si ricorda è nota come città dell'accoglienza e per questo decorata al valor civile.
La nostra proposta di agricoltura etica che allego, consentirà, specie, se sposata da tutte le forze politiche cittadine, di avviare un progetto pilota ed una sperimentazione di processo etico nel mercato dell'agricoltura.
La stessa prevede l'intervento di una pluralità di enti, di intelligenze e sensibilità.
L'intento ambizioso è quello di ripristinare condizioni di uguaglianza delle opportunità sia per i produttori agricoli, che riceveranno un'assistenza tecnica e politica nell'attuare modelli di sviluppo eticamente sostenibili ed un favor da parte del mercato nella commercializzazione dei prodotti, sia per i braccianti agricoli, per lo più immigrati, che vedranno finalmente la possibilità di vedersi riconosciuti diritti pieni e non i soprusi o i mezzi diritti a cui sembra siano stati sottoposti finora
Mercoledì prossimo si discuterà di questa proposta concreta nella riunione convocata dalla commissione consiliare agricoltura, a questo punto attesa la scomposta reazione di taluno rispetto alla problematica, mi sembra doveroso fornire gli strumenti di corretta interpretazione alla città ancor prima della riunione per consentire una agevole interpretazione dei fatti che si succederanno.
Assessore Politiche Migratorie
Vincenzo Renna