
NARDO' - Argomento (rifiuti) trattato con leggerezza ma con le cose che bisognava dire. Con qualche novità e aggiornamento. Sulla raccolta differenziata, poi, c'è da dire che bisogna parlare di ritardo e basta. A chi spetta? E' quello che l'autore cercherà di dire con la consueta chiarezza.
Non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno (anche perché ciascuno può pensare di averne almeno una), ma è tempo che sulla faccenda dei rifiuti, sul loro conferimento, di cambiare pagina e registro. Intanto, così non va. Argomento, riconosciamo, complesso e articolato.
Limitiamoci all’esistente e a qualche considerazione. Ricordiamo, noi di Nardò, di essere il secondo comune della provincia di Lecce. Ancora: di poter essere comune capofila per tanti progetti, ma in fatto di rifiuti abbiamo molto da imparare. Raccolta differenziata a una cifra (per dire di più bisognerebbe dimostrarlo) e un disordine generale che riguarda la materia.
E’ vero per Nardò che c’è un po’ di raccolta differenziata (giovedì, carta e plastica; ogni quindicina, lunedì, il vetro e anche la possibilità di chiamare il gestore per ogni tipo di rifiuto ingombrante o speciale), ma se pure importante , si tratta di cosa parziale e insufficiente. Intanto a Nardò nessuno ha l’obbligo di farla, nel senso che tale virtuoso adempimento è più nelle corde del civile sentimento di ciascuno di noi e non in un imperativo da parte dell’amministrazione. Lo si vede nei giorni di raccolta di quel tipo di rifiuti. Qua e là i sacchi esposti in attesa di essere raccolti.
Percentuali? Basse, davvero basse e nessuno si sogna di invertire la tendenza. E succede così che i bidoni della spazzatura raccolgano di tutto, a cominciare da quei rifiuti differenziati di cui abbiamo detto. Ma, beninteso, anche altro, anzi, tutto il resto, compreso quello che passa per la mente, come si trattasse di un gesto plausibile, lecito. Ciascuno di noi può rendersi conto di questa aberrazione e probabilmente sta già pensando, se non l’ha già fatto, di mettersi prontamente in regola. Di questo si tratta, al di là delle grosse parole. Però si trova anche il tempo di considerare che
sull’argomento l’amministrazione fa qualche passaggio a vuoto e non dà il buon esempio. Dibattito sulla materia? Poco o niente. Interventi? Non vengono registrati. Prospettive? Non è dato sapere. Basterebbe guardarsi in giro e vedere quanti comuni pugliesi hanno cominciato ad attrezzarsi (proprio in queste ore la grande Lecce sperimenta in un quartiere la raccolta porta a porta dei rifiuti, con l’eliminazione dei cassonetti).
Nella città che sconta la triste eredità della discarica di Castellino (si sente ancora la puzza) e per quanto riguarda la sua bonifica se ne parla con la cadenza che intercorre tra una eclisse e la successiva, fa impressione quello che avviene durante la giornata del “mercato del venerdì” (meritato il tutto-minuscolo). Lasciando stare qualche facezia (testuale: vent’anni fa veniva detto che il mercato avrebbe avuto “i giorni contati”) e restando indubbiamente antiregolamentare e antigienico, bisognerebbe farsi una camminata per l’area occupata, con gli operatori commerciali che in ogni caso hanno le loro buone ragioni per la mancanza di servizi.
Al termine della giornata di lavoro, l’area è disseminata di tutto: cellophan, scatole piccole e grandi, cestini e altri contenitori, sacchi, grucce, ferri ritorti, pezze, chiodi, corde, pantaloni e giacche scartati, plastica e carta, vetro, scatole di frutta e frutta, verdure e insalata e altro ancora. Anche in questo caso non si può lasciare tutto alla buona volontà di qualche operatore che pensa ai suoi rifiuti. Operatori che bisogna chiamare a collaborare e crediamo lo farebbero volentieri.
Basterebbe un’ordinanza che li obbligasse a lasciare i loro rifiuti muniti di legacci, da poter essere poi facilmente raccolti. E immaginiamo, poi, cosa succede in una giornata ventosa. Gli addetti alla raccolta sobbarcarsi un lavoro supplementare per inseguire i rifiuti …in volo. Eppoi, altra ordinanza (chiamiamola pure diversamente), che inviti gli esercizi commerciali a fare la raccolta differenziata. Al momento, lontani dall’immaginarlo.
La cosa comunque riguarda tutti e bisognerà darsi da fare. All’orizzonte, anzi appena aperta la porta, ci aspetta l’aumento della tassa-rifiuti, una tassa ritenuta ingiusta, anzi davvero ingiusta, soprattutto nella sua formulazione. Ed ecco perché la cosa ci riguarda. Soprattutto se viene fatto valere il principio che paga di più chi più rifiuti produce. Al momento non è così. Potrebbe essere il caso quando andrà a regime la raccolta differenziata. Ex lege.
Luigi Nanni















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