NARDO' - Insieme al cappuccino e al cornetto l'assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Renna, trova la sorpresa proprio nel suo bar preferito: una petizione molto dura nei suoi confronti e, ovviamente, anonima. Ma non del tutto.
In calce alla stessa, infatti, non vi è alcuna primogenitura, non ci sono “rivendicazioni” né politiche né di altro genere. Il delegato del sindaco non si perde d'animo e, spiritosamente, appone la propria firma – è la prima – al rigo che si trova alla sommità della pagina. Ma poi fa i passi necessari presso le forze dell'ordine e la magistratura esponendo quanto gli è accaduto: da notizie prese interpellando i presenti scopre, infatti, che a portare questa singolare petizione in quel bar sarebbe stato il figlio di uno degli imprenditori indagati e che attualmente stanno affrontando il processo soprannominato Sabr, contro i presunti schiavisti e i caporali attivi nella campagna delle angurie dello scorso anno.
All'assessore - dunque – la questione è parsa ben più fastidiosa della semplice campagna politica messa in piedi da comuni cittadini per protestare contro le presunte inefficienze del suo ufficio o per manifestare il dissenso perché il capo del suo partito, Nichi Vendola, ha consentito la chiusura dell'ospedale di Nardò. Sotto questa storia Renna ci vede una sorta di intimidazione che potrà essere spazzata via sia dalle immediate indagini che da una ferma presa di posizione politica che potrebbe giungere a breve dall'intera maggioranza. Renna è esponente del Sel che, in solitaria, ha chiesto la costituzione di parte civile del Comune di Nardò nel processo.
Per il resto c'è ben poco da riportare se non il testo della singolare petizione che, per ora, sarebbe stata lasciata solo in un bar molto vicino al Comune e frequentato da tutta la politica cittadina. Ecco il testo: “illustrissimo signor sindaco, con la presente petizione intendiamo censurare il comportamento dell'assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Renna, il quale lascia molto a desiderare viste anche le condizioni della strade di Nardò, ormai impraticabili.
A questo aggiungiamo il suo mancato forte sostegno a favore della permanenza dell'ospedale di Nardò pur essendo egli dello stesso partito del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola”. Per questo motivo i cittadini, che avrebbero casomai firmato la petizione, chiedono la sostituzione dell'assessore con un'altra persona di assoluta fiducia del sindaco.















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