NARDO'/GALATINA/PROVINCIA DI LECCE - Perché attraversare tutta l'Italia per sperimentare un inceneritore?
È questa la domanda che in molti si sono posti appena appresa la notizia che una ditta, la Voom di Rho, vicino Milano, in collaborazione con il politecnico di Torino, ha presentato un progetto da realizzare nel feudo di Galatina.
Tale impianto pilota, di cui si dovrebbe discutere nelle prossime ore in una conferenza di servizi presso la Provincia di Lecce, dovrebbe "bruciare" le ceneri di Cerano, scarti di lavorazioni industriali, il combustibile da rifiuti e le biomasse. Il tutto, sembrerebbe, in deroga ai limiti di emissione in quanto trattasi di "inceneritore sperimentale".
In ogni caso, come giustamente sottolineato da un comitato ambientalista galatinese che sta fortemente contrastando tale previsione (e quella non remota del coincenerimento di combustibile da rifiuti nel cementificio della Colacem), un impianto del genere avrebbe un forte impatto sul nostro ecosistema, già "fragile" dal punto di vista dell'inquinamento dell'aria per la nota presenza dei fumi di Cerano che raggiungono gran parte del Salento, e per le non trascurabili emissioni dovute a numerosi opifici presenti nelle zone industriali o provenienti dal riscaldamento delle serre agricole. Se a tali criticità aggiungiamo i gas di scarico delle macchine, degli impianti di riscaldamento, e di altro ancora, la situazione richiede "attenzione".
Per questo rivolgiamo un appello al sindaco Risi, perché si attivi immediatamente per manifestare la contrarietà del Comune di Nardò all'ennesimo attacco ambientale.
Infatti, siccome è risaputo che l'ambiente non conosce confini amministrativi, la Provincia di Lecce dovrebbe far partecipare alla succitata conferenza dei servizi, qualora non avesse già intenzione di farlo, anche i Comuni viciniori, in quanto i rispettivi cittadini sono interessati agli eventuali processi di inquinamento rivenienti dall'attività di tali impianti.
Inoltre, ci lascia perplessi la circostanza che la fase sperimentale, a quanto è dato sapere, durerà circa due anni, perché un investimento del genere che impegnerà ingenti risorse, sicuramente continuerà a funzionare e a sortire i suoi effetti, anche in futuro.
Su questo siamo pronti a scommettere.
Sarebbe auspicabile, a questo punto, un intervento di Vendola sulla questione, visto che i progetti di "piccoli" inceneritori che arrivano presso i competenti uffici pubblici sono sempre più numerosi, e atteso che fu proprio lui a togliere, rispetto alle previsioni di Fitto, gli inceneritori pubblici dal piano regionale dei rifiuti, perché altrimenti sarebbero stati troppi.
Noi x Nardò,
Mino Natalizio - coordinatore,
Paolo Maccagnano - consigliere comunale















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