NARDO' - "Rimanere a Nardò? Una scelta dettata dal cuore". L'intervista di Paola Calignano al 27enne capitano granata, alfiere di un inedito e "tostissimo" Toro.

Con la ripresa del campionato, si riavvia la nostra rubrica dedicata al mondo del calcio neretino e ai suoi protagonisti. Abbiamo intervistato per voi una delle pietre miliari della rosa di mister Longo: Stefano De Razza, neretino doc (accanto nella foto di Walter Macorano).
Rimasto a Nardò nonostante la crisi societaria, capitan De Razza, con la sua energia e la sua tenacia da vero lottatore, ha preso in mano le redini della squadra e ha dato un contributo essenziale anche nell’ultima partita contro la Turris.
Si può dire che il pareggio di ieri sia valso più di un semplice punto…
Se si pensa ai tutti i cambiamenti che ha subito la squadra nell’ultimo mese, senza dubbio è un punto che dà morale e fa muovere la classifica. Abbiamo affrontato una compagine che, rispetto alle due precedenti avversarie, era molto più “attrezzata” e sicuramente puntava alla vittoria. Ciò nonostante abbiamo disputato un’ottima gara sia dal punto di vista tecnico-tattico che da quello agonistico, ci siamo dimostrati all’altezza della nostra avversaria e, sebbene avessimo subito un goal, non abbiamo mollato. Abbiamo messo in campo il cuore e l’orgoglio che contraddistinguono i nostri colori e abbiamo nuovamente mantenuto l’imbattibilità interna.
All’andata ha firmato il match contro la Turris, regalando così la vittoria a questo Nardò. Avrebbe voluto ripetere oggi la stessa impresa?
Ieri abbiamo trovato il goal allo scadere del match, dopo un continuo assalto alla porta avversaria, grazie ad un Eurogoal di Manca. A mio avviso, l'importante è fare goal, se poi questo viene messo a segno da me o da un mio compagno ha la stessa valenza, sono contento allo stesso modo.
Lei è uno dei pochi “superstiti”, cosa l’ha spinto a restare?
La scelta è stata dettata dal cuore. Non avrei mai abbandonato la squadra in un momento simile anche se non scredito la decisione presa dai miei ex compagni. Ho preferito rimanere e onorare fino in fondo il mio impegno con questa città e con questa maglia. Spero inoltre che questa disdicevole situazione possa risolversi al più presto, soprattutto perché la piazza e i tifosi lo meritano.
È ora lei il nuovo capitano. Cosa prova ad indossare quella fascia davanti al suo pubblico e soprattutto sopra questa maglia?
Per me era già motivo d’orgoglio indossare la maglia granata, se poi a questa si aggiunge la fascia non posso che esserne felice.
Lei è nato come centrocampista, però adesso è un centrale di difesa. Ha difficoltà a stare in questo ruolo?
Mi adeguo in varie zone del campo ma il mio ruolo rimane sempre quello del centrocampista. Adesso per necessità dovrò adattarmi, ma non appena saremo tutti al top, tra infortuni e squalifiche, spero di poter riprendere il ruolo che mi compete.
Pensa che la squadra sia competitiva in tutti i settori?
Con il rientro di alcuni infortunati, tra i quali Daniele Vetrugno, credo che ogni settore del campo sia all'altezza di disputare un buon finale di campionato. Grazie al lavoro del mister la squadra sta prendendo sempre più forma e non sarà facile per gli avversari pensare di batterci.
Come vede i nuovi arrivi e soprattutto gli under compresi gli juniores del settore giovanile?
Tra i nuovi arrivi, molti già li conoscevo perché erano stati in passato miei compagni di squadra o avversari. La società, nonostante avesse un ristrettissimo budget economico, si è mossa bene e ha puntato su calciatori motivati e con esperienza, come ad esempio Manca il quale ha militato in campionati di categoria superiori. Gli under della Juniores sono ragazzi vogliosi di far vedere il proprio valore sebbene manchino di un po’ di esperienza, sono però sicuro che grazie all’aiuto di chi, come me, ha più padronanza delle proprie abilità, ci potranno dare una grossa mano.
Nonostante le ristrettezze economiche, si può dire che questo sia un Nardò ancora molto combattivo, secondo il suo parere personale crede che si possa ambire ad una meta superiore della semplice salvezza?
L'obiettivo ad inizio stagione era la salvezza. Poi, a dispetto di tutti i pronostici, abbiamo ci siamo fossilizzati nelle zone alte della classifica. Adesso, dopo avere subito la crisi societaria e il rivoluzionamento dell’intera rosa dobbiamo cercare di fare quanti più punti possibili per mantenere la categoria. Dopo, quello che verrà, sarà tutto guadagnato.
(Paola Calignano)















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