NARDO' - Per carità, continuare a parlarne fa sempre e solo bene, ma non confondiamo i livelli: la battaglia contro l'eolico è stata combattuta da una fierissima città di Nardò e dalle sue associazioni, Ctp su tutti; dai suoi giornali, finalmente lo possiamo dire senza falsa modestia; dalla società civile che aveva chiaro fin da primo momento quale immonda porcheria voleva piazzarci il signore del vento di Casarano sul nostro territorio. Senza che ce lo dicesse Caporale o chi per lui, insomma. Sul fotovoltaico, invece, il nemico è così subdolo e strisciante che la battaglia la stiamo perdendo. Ma questa è un'altra storia.
La giornata, organizzata dai Presìdi del libro, scorre via molto bene anche grazie all'ansia generata dal ritardo di Caporale. Se vogliamo dirla tutta, però, resta solo la presentazione di un ottimo libro e nessuno, del resto, si aspettava rivelazioni sconcertanti tanto è vero che anche l'ottima prolusione dell'onorevole radicale, presente all'incontro, è apparsa superata dalla estenuante battaglia sostenuta dalle parti sane della città contro il progetto di impiantare l'eolico a Nardò.
Giornata interessante anche per la presenza al tavolo dei relatori dell'assessore ai Lavori pubblici, Vincenzo Renna, che appare ormai come una singolarissima anomalia in questa giunta e in questa città: visto dai suoi e da alcuni ambientalisti come fumo negli occhi, perché legale e consulente di gruppi facenti parte dei cosiddetti "poteri forti", anche con riferimento alle fonti di energia alternativa, è anche il rappresentante nell'esecutivo del Sel.
Insomma, una mattinata interessante per una miriade dei motivi.
Ma dell'eolico dobbiamo continuarne a parlare, magari riscoprendo il nostro mitico dossier "Via col Vento", pubblicato nella primissima versione di portadiMare e ormai perduto nei meandri degli hard disk del nostro webmaster. Solo così potremo riuscire a contestualizzare la pretesa di un imprenditore di prendersi l'orizzonte di Nardò, promesso dai soliti "basisti" locali pronti a vendere la propria terra per una stretta di mano o poco più per poi tornare, mansueti, a cuccia.
Belle cose e buona visione, agnùni.
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