PDM - Non è domenica senza il racconto di Paolo Congedo.
Con una lentezza infinita e una calma apparente, mise il cucchiaino nella tazza da caffè, il servizio buono, e mescolò lo zucchero. Decise volutamente di fermarsi alla finestra per consumarlo nella vita che più gli si confaceva, da solitario.
Abbassò lo sguardo e il caffè era ancora al suo posto, nella stessa quantità, freddo. Come il suo cuore, in fondo. Da anni aveva rinunciato ad amare e la scelta di prendere quella grande casa in periferia, non era stata una casualità: aveva necessità di amplificare la sua condizione di uomo solo e burbero, a volte. Gli piacque da subito, già dall'esterno, in quelle sue forme rustiche, in fase di restauro mai ultimato. Fin dal primo sguardo sentì l'affinità di decadenza che lo avrebbe legato alla struttura.
L'affitto era rapportato alle condizioni assolutamente precarie della casa e il proprietario non protestava ad ogni puntuale ritardo, in cambio gli toccava fare delle piccole migliorie: la presa scoperta, i fili sfoderati dell'impianto elettrico, piccole rifiniture all’impianto idraulico…
Aveva il viso contrito, quella mattina. La notte appena trascorsa non gli aveva regalato la pace che sperava e il suo cuore batteva ancora forte, la tachicardia non lo aveva abbandonato un attimo. Ad ogni battito il suo umore subiva un collasso e ad ogni ricordo, il suo cuore smetteva sempre più di pompare umanità. Il tempo dei regali era finito, come il tempo di volersi bene. Più volte si era interrogato sulla necessità di quel rapporto a distanza che gli offriva solo dolore e null'altro e ogni volta il cuore, in maggioranza assoluta, si proponeva come intermediario con la ratio. Sapeva quali tasti toccare.
Non quella mattina. La sera del giorno prima lei si era spinta troppo oltre e aveva dato il colpo di coda. Voleva vincere a tutti i costi e così era stato. Lui aveva incassato con eleganza, nonostante la collera non gli permetteva di respirare, e aveva ribattuto senza particolari problemi. Subito dopo aveva chiuso la telefonata. Lei, senza dubbio alcuno, aveva vinto ma nel preciso istante in cui lei rincarava la dose, qualcosa si era rotto. Né un suono, né uno scricchiolio, nessun cenno di cedimento. Solo il suo cuore era passato in minoranza. Una questione di numeri, si sa. Lui, che in quegli anni si era sviluppato come un automa, ci mise poco a cambiare le sue impostazioni, gli bastò cambiare modalità d'uso: da umano a uomo di pietra. Il cambiamento fu alquanto repentino, per il suo corpo, l'hardware si conformò alle nuove richieste e si adeguò allo status richiesto. Solo nel software rimase una cicatrice.















20 SETTEMBRE - GIORNATA DELLA MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI (IMI) NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO TEDESCHI ISTITUITA UFFICIALMENTE DALLO STATO ITALIANO
DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - I dubbi su ieri,le certezze di oggi, le speranze sul domani. La nota integrale di Giulia Puglia.
Giorni fa ascoltavo in radio una vecchia e sempre attuale canzone di Gaber che inneggia alla Libertà ed alla Partecipazione. “Libertà non è stare sopra un albero, non è uno spazio libero, Libertà è...
PALIO DI SIENA del 16ago dedicato alla MADONNA DELL'ASSUNTA. Come per ogni anno si espone il Drappellone dello storico Palio che quest'anno ha suscitato indignazione e polemiche da parte dei senesi. IL...