PDM - C'era l'aria tersa, di un afoso pomeriggio di fine agosto, quando lo conobbi.
Lui, schivo e silenzioso, aprì la persiana e si affacciò sulla piazza vuota,
poi si guardò intorno e posò la ciotola in acciaio, dove la sovrabbondanza era
la regolare quotidianità, in quel pranzo, per un paio di cani randagi della
zona. Antonio era molto stimato in paese. Stimato e consolato, specie da quando
la moglie era andata via da casa.Da allora la sua vita era cambiata, la sua
presenza meno costante nella vita sociale, fino a scegliere la solitudine come
stile di vita quotidiano. Io, con fare ansioso e incauto, a passo lesto e con
gli occhi sullo schermo del cellulare, non mi resi conto che la persiana
socchiusa mi vietava la vista della ciotola ormai vuota. Con l'urto, venne
fuori impaurito e mortificato, profondendosi in mille scuse. Io, imbarazzato e
cordiale, mi scusai a mia volta per l'increscioso incidente. Era proprio questa
sua umiltà il punto di forza. La capacità di far passare ogni problema in
secondo piano, la rassegnazione a vivere una vita che non gli apparteneva. Di
questo lo stimavano e lo lodavano quanti lo conoscevano. Lui ringraziava
scusandosi e si rintanava, quasi rassegnato, dentro casa. Lì trascorreva le sue
giornate nella infinita solitudine dettata dalle quattro mura di un
appartamento decorato da un rivestimento in piastrelle, di dubbio gusto, tipico
degli anni settanta. La casa, ereditata dal padre, era situata in una piazzetta
adornata, alla bell'e meglio, da due grandi fioriere di granigliato bianco,
strutturate in funzione di panchine grazie ai listelli di legno disposti a
raggiera. Su questa piazzetta avevano la meglio diversi appartamenti
fatiscenti. Da qui, da una stradina angusta e male illuminata, dopo un lieve
declivio, la vista spaziava sul porto di san foca. A scaldare l'aria, a
renderla rassicurante, i pasticciotti del bar di Gino Camassa, pasticcere
sopraffino, dai baffi brizzolati. Mio figlio ne andava ghiotto.
Tutto il paese, dopo la scomparsa della moglie di Antonio, aveva iniziato a
sussurrare degli amanti di lei, del suo cercare il sesso ad ogni costo e
nessuno si meravigliò della sua scomparsa senza preavviso. L'intera comunità si
strinse attorno a lui, manifestandogli, con toni taciti, solidarietà. Nessuno
si stupì del gesto, assurdo, di lei. La condannarono senza remore. Donnaccia.
Antonio, intanto, tutte le sere, apriva il freezer e tranciava un pezzo di
carne da dare ai suoi randagi, vicino casa.















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