
CATENE, LUCCHETTI e DIMISSIONI
Il lungo elenco degli ultimatum (a vuoto)
Di dichiarazioni di politici, per così dire, “ultimative” ( “se non si verifica questo e quest’altro…”, “mai e poi mai sarà possibile un accordo con…) sono piene intere letterature, per poi dimostrare a distanza di tempo che nulla poi è successo. Detto in generale, certe dichiarazioni dovrebbero essere meglio soppesate. Sempre e soprattutto quando si è a ridosso di importanti appuntamenti elettorali (nel caso di Nardò, le elezioni amministrative di primavera). Peraltro, il politico dovrebbe essere maggiormente cauto, sapendo che è sempre difficile rispettare quello che dice, perché poi saranno in tanti a ricordargli la promessa mancata, il mancato seguito della decisione presa. Sicché, stupore e perplessità ha procurato la dichiarazione del sindaco Marcello Risi a proposito del mammografo, montato e collaudato nel poliambulatorio di Nardò, per entrare in funzione, ma previsto anche il suo trasferimento al “Vito Fazzi” di Lecce. Di quale dichiarazione si tratta? Quella di voler ritirare immediatamente la sua candidatura nel caso il mammografo venisse portato via. Presa di posizione netta e meritevole di valutazione.
Ovviamente bisogna tifare soltanto per una delle due evenienze: cioè, quella che il mammografo resti a Nardò, anche in considerazione del fatto che lo stesso poliambulatorio di Nardò prevede, da accordi con la Regione, un centro di senologia di secondo livello, tra i più avanzati in Puglia. Per il resto, lasciamo perdere. Nel senso che sull’altro versante nulla succederà e il sindaco Risi legittimamente resterà in sella per concorrere alla possibile riconferma.
Questa vicenda fa capire quanto noi cittadini di Nardò ci siamo indeboliti, depotenziati. E avviliti. Oggi ci accontentiamo di poco. Ci si batte per uno strumento sanitario, per quanto importante, e ci si rassegna con un intero ospedale sparito. Rincorriamo “La parte per il tutto”, una sorta di triste metonimia neritina.
Si ricordano bene i tanti pronunciamenti anti-chiusura dell’ospedale da parte di qualche politico, disposto a incatenarsi ai cancelli (ci sono le dichiarazioni, niente di inventato). Non venne fatto, forse perché la Ferramenta Fracella aveva preso lunghe ferie e non fu possibile dotarsi di catene e lucchetti.
E che dire del bubbone che abbiamo in casa (e, purtroppo, facciamo fatica anche a parlarne)? Sì, Castellino, la discarica della vergogna e del degrado del territorio, oggetto di analoghe impegnative asserzioni e per la quale abbiamo ricevuto solo beffe.
Prima cosa: per essere stata Nardò sede di discarica, non abbiamo ricevuto benefici di sorta, con una bolletta-rifiuti oggi diventata insostenibile. Seconda cosa: gli accordi disattesi in fatto di bonus o royalties (chiamiamoli così!) spettanti al Comune di Nardò da parte dei comuni conferenti nella discarica di Castellino. Campa cavallo! Terza cosa: la discarica è formalmente aperta, in attesa di bonifica e messa in sicurezza. In attesa. Che rischia di diventare lunghissima o mai verificarsi. Ci sono novità da parte della Regione, visto e considerato che l’altro ente responsabile, la Provincia di Lecce, è ormai liquefatta? Nessuna novità. Anzi, sì. Che è meglio mettersi l’anima in pace e aspettare senza affanno. Perché è bene che si sappia che dalla Regione non viene nessun cenno. Non rispondono nemmeno. Di spendere i cinque milioni di euro non hanno intenzione di farlo. Accampano scuse, una delle quali vuole che situazioni di discariche come quella di Nardò siano disseminate nel territorio regionale. A voler significare che forse Nardò sta in quindicesima o trentesima situazione e deve aspettare il suo turno. E’ certo che, dovendo trattarsi di ultimatum, sarebbe stato meglio incastrare Emiliano su questo argomento, sull’impegno di procedere alla bonifica e messa in sicurezza. Da parte dell’intero Consiglio Comunale.
Termino, a proposito del “Tubo”, della condotta sottomarina, col protocollo firmato e con una votazione in Consiglio risicata: 12 a 8.
Un progetto contestatissimo, con voltafaccia di posizione che debbono far riflettere. Nardò spaccata su questo argomento. La storia (a breve) ci dirà se si è trattato di un gran lavoro o di una porcheria della quale presto dobbiamo amaramente pentirci.
(Luigi Nanni)















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