NARDO' - Viaggio, sicuramente a puntate, nelle modalità di comunicazione dei candidati alle prossime consultazioni amministrative neritine.
CARO ELETTORE, DAL MANIFESTO TI MANDO UN BACIONE!
(VIAGGIO NELLA COMUNICAZIONE DEI CANDIDATI)
In tempi di invenzione di nuove (e inutili) parole, aggrappiamoci sia pure malvolentieri a una vecchia di vocabolario: “sconfortante”, quando ci tocca interessarci di politica. A Nardò come altrove. Stavolta cominciamo da lontano, per dirvi del livello infimo col quale s’intende porre mano alla gestione della cosa pubblica. A Roma, nel centrodestra, si dibatte come doversi presentare. Forza Italia, ormai depotenziata, pensa di cambiare pelle e nome. Legittimo, se ci riesce. E allora, cosa s’inventa?
Si passa dalla cancellazione sulla lista del nome Berlusconi, alla stessa scritta di “Forza Italia”. Per sostituirla con” Forza Roma”! Si parla di calcio. Qualcuno (giustamente) ha osservato che è un’idiozia, perché in tal modo si andrebbero a perdere i voti dei laziali che a Roma non sono davvero pochi. Sembra uno scherzo e invece è tutto vero. Ci pensate? Il destino di una città (ma anche del Paese), nelle mani di autentici avventurieri (della politica).
E fin qui ci può pure stare. Nel senso che se ci si ferma alle enunciazioni, a meri propositi, probabilmente non si faranno grossi danni. Che poi vengano realizzati (dico, i propositi) è davvero un altro paio di maniche. A Nardò, per quello che sappiamo, Forza Italia andrà avanti come prima e non ne seguirà l’esempio.
Non si vuole svalutare o sminuire la comunicazione, ma sono in tanti ormai i “Candidati”ad averla scoperta e volerla utilizzare. “Social” su tutte, ma anche tradizionale. Sperando di far breccia nell’elettorato. La prova del nove starebbe nel fatto che questa stessa comunicazione venga analizzata come si conviene. Sarebbe bello se un voto si ottenesse in quanto è parsa convincente e dalla stessa formazione dipartirsi, capendo quanta finzione e furbizia ci sia in quello stesso messaggio.
Mi ha incuriosito la comunicazione espressa a Nardò dalle forze politiche (non tutte, però).
Il manifesto resta pur sempre il mezzo lapidario per esprimere i concetti. E non è certo superato, come si dice, se in tanti ancora lo utilizzano. Pochi concetti e slogan. Non come i manifesti che fanno a Gallipoli e Otranto (sempre chilometrici, scritti da capo a fondo, contro l’avversario politico, per sfiancarlo).
Cominciamo con il candidato-sindaco Pippi Mellone. Facce giovani (beate loro!) che fanno capolino a mezzo busto, con un messaggio plausibile e ragionevole. Si va dal “cambiare Nardò”(ovvio, in meglio), all’azione condivisa e all’”orgoglio di essere neritini”. Sostanzialmente, esprimono lo stesso concetto. Altri manifesti sono davvero poco concilianti tipo: in caso di vittoria, “cacceremo i dirigenti incapaci!” (accidenti, non ce ne eravamo accorti!) oppure, l’accusa tranchant agli avversari di cambiare continuamente casacca! Che sta a significare che si cambia con disinvoltura appartenenza o padrone (c’è sempre da meravigliarsi di chi candidamente dichiara di volersi spostare di qua o di là; in coda al “ragionamento” c’è la sua dotazione di voti, cento, duecento, anche trecentocinquanta. Beati loro, dove le trovano tante persone disposte a votarli!).
Altre formazioni che hanno utilizzato il manifesto sono i Cinquestelle e il PD. I primi per dire “Fidatevi di noi!”. Certo – significano – non a scatola chiusa, perché poi ricordano le loro battaglie e le questioni (irrisolte) a cui si sono sempre interessati: discarica di Castellino (Emiliano si decida a iniziare i lavori di messa in sicurezza e bonifica!), Ospedale (che fu, scippata una comunità). Insomma, i Cinquestelle (candidato –sindaco De Marco) professano un atto di fede. Sta agli elettori comprendere il loro messaggio. Basta uno slogan.
Il PD, invece (sindaco uscente Risi), si presenta misurato. Senza eccessi. Per essere una forza di potere (nel senso che sta in sella, qui come altrove), gli basta un resoconto delle cose fatte (omettendo, ovviamente, quanto non è riuscito a fare). Sarebbe però interessante sapere a Nardò quanti del PD stanno con Renzi e quanti con Emiliano. Non si tratta di una disputa di poco conto:
a) trivellazioni petrolifere
b) TAP
c) riordino ospedaliero
d) xilella ecc.
Se ha una qualche importanza, io preferisco Emiliano e immagino non essere pochi a pensarla allo stesso modo.
Delle altre due compagini con i rispettivi candidati-sindaco Vaglio e Maglio, colpisce l’assonanza ma anche l’assenza sulla scena (salvo una timida apparizione giornalistica di Maglio su Portoselvaggio).
Bisogna capire. Si aspetta il tempo giusto per dire cose sensate e non giocarsi in anticipo tutte le carte.
Di sicuro, ciascuno di loro avrà un progetto, che farà uscire a tempo debito. Forse perché (faccio un esempio) vogliono dare sostanza alla loro campagna elettorale, iniziando (sarebbe una bella idea) sull’ambiente di casa nostra.
Qui la situazione è davvero drammatica e, come è apparso dalle recenti indagini epidemiologiche sulla popolazione salentina e pugliese, c’è l’urgenza di correre ai ripari. La Puglia come maglia nera per i reati ambientali. Nel giro di pochi anni, scoperte dall’Autorità giudiziaria, Forze dell’Ordine, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, piccole e grandi discariche abusive. Ormai impegnati a inseguire i numeri. Migliaia, come gli stessi reati: tremila, ottomila, sedicimila e anche ventiquattromila. Che non sono baci.















NARDO' - Una meravigliosa compagnia impegnata a costruire il dispositivo definitivo capace di raggiungere e superare Pippi Mellone.Questo è tutto, gente!
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