LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - Tornano, finalmente, le argute riflessioni politiche di Luigi Nanni. A pochi giorni dall'atteso ballottaggio di Nardò.
“FARNARU” E MANI LIBERE. EXPLOIT VECCHI E NUOVI
“Cosa resterà degli anni … ?” (da musicare)
Prometto di fare un’analisi del voto subito dopo il ballottaggio del 19 giugno quando tra Risi e Mellone sarà scelto il sindaco di Nardò. In un caso, con Risi, si tratterà di conferma, nell’altro, il sovvertimento del pronostico. Dunque, nel merito entrerò dopo. Non si tratta di autocensura, quanto di prudenza. Se è vero che il ballottaggio è un’altra partita (forse è vero ma, s’intende, sino a un certo punto; semmai si tratta di ragionare sulla bontà di questo sistema di elezione e sulla sua utilità), i voti della prima fase e quelli della seconda si potranno meglio accostare e spiegare.
Qui mi limito a qualche notazione di colore. Semplici osservazioni, spigolature prese dalla strada. Di tanto in tanto succede che il cittadino chieda lumi al cronista,lo tenga in considerazione, “fonte del sapere”, a questi si accosti per cercare conferma di sue supposizioni. Un buon segno per la stampa che, nonostante le critiche e il fatto di volerla mettere sotto tutela, gode sempre di buona salute.
Conosciamo bene le varie cifre e i voti di tutti. E’ inutile richiamarli. Piuttosto ha colpito nei vari contendenti l’attitudine a tenersi le mani libere. Nel senso che dalla campagna elettorale non sono emerse le questioni che a partire da oggi si ripresenteranno per Nardò e per le quali ci si è continuamente scontrati. Verrebbe di pensare, inutilmente. Parliamo di ambiente (per Castellino e la discarica di amianto Rei siamo ormai allo sfinimento. Nostro.), rete sanitaria, sviluppo turistico (vediamo di non fare pasticci col Piano Coste). Questioni sempre rappresentate e che si è tardato ad affrontare. Ci penserà (ci penserà?) la nuova amministrazione alla quale viene consigliato di tenere sempre sotto mano il calendario. Perché da questo si tende sempre a prescindere. E ci tocca, per conseguenza, affidarci ai proverbi: “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”. In non pochi casi, semplicemente, le cose non sono state fatte .Né prima, né dopo.
Insomma, i problemi non mancano davvero. Manca invece il lavoro e soprattutto le opportunità che possano almeno farlo intravedere. Crescono le povertà e l’esclusione sociale. Nardò,poi, deve saper affrontare il problema migrazione. E’ una realtà che ormai ci riguarda da vicino, sia pure limitato alla contingenza delle produzioni agricole. Dobbiamo sapere che sta a noi capirlo e cercare di risolverlo. Che non raggiunga mai la soglia dell’emergenza, per non dipendere da politiche e interventi surrettizi da parte del prefetto di turno.
Mi ha colpito stamattina (ovviamente,non si tratta di sorpresa), che Nardò veniva abbondantemente citata in un radiogiornale nazionale per la raccolta delle angurie e annesse problematiche e che un responsabile della Caritas di Nardò m’informasse del fatto che ogni giorno vengano assicurati 150 (centocinquanta!) pasti caldi. La Caritas che quasi si scusa quando chiede se si può avere in considerazione il fatto di sceglierla nella destinazione del 5 per mille al momento della dichiarazione dei redditi.
Cosa, dunque, resterà degli anni … (frase da musicare)? Aspettiamo il ballottaggio, augurando soltanto che ciascuno faccia la partita della liceità e del buonsenso. Cosa che, comunque, vale anche per gli esclusi (o sconfitti) dalla contesa e che, succede anche questo, potrebbero voler rientrare e persino tentati di dettare le regole, in un vorticoso giro di incontri e mediazioni. Non svelo niente di segreto dicendo che si tratta della coalizione Vaglio, uscita con le ossa rotte, ma con qualche componente che vorrà mettersi “in evidenza”. Progetto, comunque, non facile, che potrebbe essere punito dagli elettori intenzionati a non più avallare il meccanismo dei vasi comunicanti.
Un dato positivo di queste elezioni c’è e bisogna vederlo nella forte partecipazione dei giovani in lista. Semmai c’è da augurarsi che, indipendentemente dall’esito, in molti casi non soddisfacente in termini di consenso, il loro impegno venga proseguito a vantaggio della loro comunità. Altri giovani (e meno),maggiormente beneficiati, hanno conseguito vere e proprie performance. Sorprendenti. Senza, bisogna aggiungere, essere stati protagonisti, non dico di un “percorso netto” (termine preso dall’ippica),
quanto almeno di accostamento alla plausibilità politica. Insomma, allevati, caldeggiati, sostenuti e quindi votati con numeri altisonanti, dai quattrocento ai cinquecento. Che esagerazione! Così come per altre prestazioni, ben presidiate e che dopo un lungo lavoro hanno fatto uscire “ti lu farnaru” voti a centinaia. Attenzione, pertanto, a operazioni disinvolte, sempre rammentando che se pure il Consiglio Comunale (legittimazione assoluta) è il principale "organismo" della rappresentanza, al di fuori di esso si gioca sempre un’altra partita. Talvolta, dura come non mai.
LUIGI NANNI















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