SARPAREA 2.0
IL “LAVORO SPORCO” DELLA REGIONE. A NARDO’ IL BOCCONE AVVELENATO
E IN CASO DI DINIEGO LA MINACCIA DI RISARCIMENTO MILIONARIO
Quello che si sa, quello che, carte alla mano, bisognerebbe capire. Per poi decidere.
Le diverse campane. Da una parte (gli investitori) a dire che tutto il procedimento per il mega-resort è regolare, dall’altra (gli oppositori) a dichiarare che a mancare sono proprio le carte e autorizzazioni per tale iniziativa. Insomma, bianco e nero. Apprestiamoci, pertanto, a lunga guerra di nervi e di azioni conseguenti, una storia di esposti e carte bollate, la novità di un comitato “Salviamo Sarparea” composto da un gran numero di sigle, così numerose da far pensare per un solo istante che bastino a far saltare il banco.
E sempre sotto traccia, sembra oggi affacciarsi la discussione su un’idea di sviluppo del territorio. C’è preoccupazione per il futuro, la consapevolezza di doversi impegnare per sventare un’operazione che, semplicemente, “non s’ha da fare” in una delle aree più pregiate dal punto di vista agronomico e interessata da carsismo (così Vittorio Marras del Gruppo Spleleologico). E l’eredità di tanti olivi secolari, monumentali, cui pare aggrapparsi l’identità di una comunità oggi perplessa e divisa.
Eppoi c’è l’altra faccia: l’amore a prima vista per i luoghi della Sarparea e, tanto che ci siamo, il business anglofono. Cose che succedono. Che cosa ha prodotto questa balzana idea di realizzare là un lussuoso mega-resort, un’area di cui ci siamo re-innamorati, sentendola in pericolo? Dovendo, per questo, fare mea culpa come ambientalisti sui generis.
Alternativamente, vigili e sonnacchiosi, temerari e indolenti. In questo, si registra la frattura di una comunità di fronte a una sorta di dilemma. In ogni caso, divisa. Se proprio volessimo immaginare i numeri, a sensazione, diremmo che sono in netta maggioranza gli oppositori al progetto. Questi cittadini non conoscono tutta la faccenda ma hanno un loro istinto, persino certezza di doversi opporre. E si tratta di una questione che non riguarda esclusivamente Nardò e il suo territorio; tutto il Salento è sotto attacco speculativo. Soprattutto sul versante turistico. I maggiori investimenti nelle regioni meridionali, non tutti leciti, riguardano proprio il turismo.
Una lunga storia di consumo di suolo e di mare negato, di mancata messa in sicurezza del territorio e ripristino di tanta edilizia degradata. E non bisogna inventare null’altro se dobbiamo parlare di lavoro e occupazione. In più, storia di concessioni allegre e soprusi di ogni genere. Attenzione, l’allarme non è nuovo, faremmo bene a non scordarcelo. Si affacciano i nuovi predoni (di recente anche un tentativo a Galatone (!) che ha un fazzoletto di mare, ma seguite quello che succede a Melendugno, Ugento, Otranto!), con tanti soldi da investire, in alcuni casi anche da riciclare (concetto ribadito nel recente Anno Giudiziario), intenzionati a forzare le regole, ad attivare la mala politica, a fare carte false. Che possono essere prodotte in diversi modi: entrando nel lasco ginepraio di leggi e regolamenti, oppure sfruttando tempestivamente alcuni passaggi creati ad arte. Non sarà il caso in questione, anzi siamo portati ad escluderlo, ma questo nulla toglie alla serietà della situazione.
L’avvertenza o l’ammonimento non sono nuovi: Nardò e il Salento tutto dovranno stare attenti a non... snaturarsi. Non saranno i modelli turistici importati ad assicurargli sviluppo, quando soprattutto prevedono la distruzione sistematica di aree di pregio ambientali o dell’ambiente tout-court. Si può dire, è questo il nostro migliore investimento! E’ chiaro, comunque, che chi si affacciasse e voler realizzare “qualcosa”, direbbe sempre che l’ambiente è salvaguardato! A suo tempo l’hanno assicurato i padroni dell’Ilva di Taranto e oggi lo fanno quelli che intendono realizzare a due passi dalla città di Cavallino un impianto di compostaggio!
E allora, quanti intendono fermare la costruzione del resort (…niente di personale!), si chiedono se basta puntare tutte le fiches sulla documentazione esistente per “convincere” del pericolo dell’operazione. Peraltro, secondo il consigliere regionale Cristian Casili, il Piano di Compatibilità Paesaggistica presenta gravi violazioni rispetto a quanto stabilito dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale e l’avvocato Stefania Ronzino per il Comitato “Salviamo Sarparea” si spinge a dire che è lo stesso piano di lottizzazione ad essere illegittimo, perché la Giunta regionale non aveva alcun potere in tal senso).
Ammettiamolo, si tratta di dichiarazioni nette e impegnative, pur sempre da verificare. Ma per conseguire il risultato (che è poi quello di fermare l’operazione-Sarparea), forse non basta il solo poter evitare la trappola dei cavilli e delle procedure (ovvio, sempre importanti). Si rischia un percorso scivoloso rispetto al quale sono altri i veri specialisti della partita.
Ma, bisogna anche aggiungere, che gli investitori fanno il loro mestiere; si sono mossi, hanno seguito l’iter che gli è stato messo a disposizione e che poi hanno portato a termine. Forse c’è qualche tratto scivoloso e oggi temono il contraccolpo, sotto forma di diniego alla realizzazione del resort e non intendono certo stare a guardare quando, rivolti alla Regione Puglia, dibattono delle “destinazione d’uso” e delle loro carte in regola. Sino a minacciare in caso di diniego o voltafaccia– è nel loro diritto – “di valersi in sede giudiziaria “. Insomma, si tratterebbe di risarcimento milionario... Ma, quel punto, l’osservazione: chi pagherebbe?
Per questo si può ben parlare di “boccone avvelenato” che la Regione, il “dominus” della materia, ha offerto a Nardò, che dovrà poi decidere. In un senso e nell’altro. Nel frattempo si aspetta il pronunciamento dell’amministrazione Mellone, oggi in stand-by e intesa anch’essa “a vedere le carte”. Un momento importante e decisivo, da considerare con gli occhi dei suoi cittadini che temono il pericolo, considerando l’”affaire”- Sarparea il vero chiavistello per serrare le porte a ogni idea futura di ordinato sviluppo del territorio.
Luigi Nanni















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