ATTENZIONE, SENZA REGOLE SALTA TUTTO!
Amministrazioni in grande affanno a fronteggiare l’interesse privato
E per l’ambiente c’è solo da aspettare
Stretta attualità e l’incipit di un’estate rovente che più che in passato ha messo in evidenza la necessità di porre regole certe al settore. Se da una parte si registra un’indubbia crescita per il turismo del Salento, dall’altra c’è tutta l’urgenza di governarla, affinchè la “pepita” d’oro” che in tanti hanno scoperto, poi non gli sfugga velocemente di mano. E’ come se tante amministrazioni siano state colte di sorpresa da così impetuoso sviluppo e incontrate inedite difficoltà a gestire la situazione.
Parliamo di gestione della cosa pubblica, per non dover (sarà per una prossima volta) poi allargare il campo a interessi illeciti che da tempo hanno preso di mira il comparto. Non sono nemmeno pochi i casi in cui si è alzata bandiera bianca, nel senso che non riescono a farcela. Insomma, hanno chiesto aiuto in giro, a Prefetto e Autorità varie. Siamo nei casi in cui bisogna assicurare servizi decenti, raccolta dei rifiuti, trasporti che in molti casi semplicemente mancano. Perché, poi, ci sono difficoltà aggiuntive con comportamenti censurabili e disprezzo per l’ambiente (così Legambiente di Porto Cesareo, che parla di un turismo “distruggi e fuggi”). Purtroppo sono tanti gli episodi sgradevoli da poterli tutti richiamare, che dicono di un turismo senza regole e cafone. Ricordiamo la devastazione con l’incendio del fragmiteto degli Alimini, lo scempio delle dune (ancora a Porto Cesareo), sigilli a stabilimenti sorti dal nulla (a Gallipoli), occupazione manu militari delle poche spiagge libere, i prezzi che furbescamente s’impennano, la scarsa qualità della ristorazione pubblica (così il Touring Club Italiano) e interventi dei Nas un po’ dappertutto.
Qui siamo in presenza di interessi contrapposti. Da una parte l’interesse privato, pienamente legittimo, ma talvolta portato avanti con la violazione delle regole, dall’altra il cosiddetto “bene comune” che crediamo debba avere la precedenza e fatto rispettare, facendo capire a chi lo viola che non si è in presenza di sterili principi o amenità. In mezzo (o in alto) ci dovrà essere l’ente regolatore che in virtù di disposizioni condivise non farà altro che far rispettare dette regole. Ove non succeda (non sta succedendo), si potrà parlare di barbarie.
E’ evidente che questo ragionamento vale anche per Nardò. L’Adozione del Piano Comunale delle Coste può rappresentare un ottimo strumento di programmazione. A occhio e croce non sono pochi gli impianti autorizzati. Aspettiamo, comunque, di vedere realizzate le opere.
Scontro, invece, sulla Sarparea ( e sulla quale siamo pure intervenuti) e “dibattito” che francamente non c’è.
La Giunta ha approvato il progetto, assumendosene la responsabilità, ma gli oppositori, ambientalisti “guastatori”, non demordono e intendono giocare le loro carte.
Quello che non quadra in questa vicenda è la sicumera con la quale si trovano le “pezze a colore” per la realizzazione del resort. Ci vorrebbe maggiore prudenza nel valutare. Chi davvero conosce il progetto per aver letto tutte le carte (quanti a Nardò possono dirlo?) parla di un iter autorizzativo con molte forzature, tanto da far dire che, alla fine, questo resort “s’ha da fare”. Lasciamo stare, poi, la promessa di occupazione e lavoro (e ambiente), visto che “di doman non v’è certezza”. Ricordo (io ricordo) quando si voleva lottizzare Portoselvaggio e giravano le stesse storie. Sappiamo, poi, com’è andata.
Insomma, l’allarme è lanciato ma non è il caso di drammatizzare oltre il lecito. E’ certo, però, che l’ammnistrazione, la politica, l’assessore di turno, il Comandante della Polizia Municipale debbano rispondere quando son chiamati ripetutamente in causa. Non è mai successo. Né prima né dopo- Parliamo ancora di Nardò e dello scempio che riguarda sempre Portoselvaggio e che sembra non interessare nessuno. Parco che è diventata insicuro (furti e danneggiamenti, abusivismo commerciale) e con la possibilità che di qui a breve potrebbe essere rinominato da Trip Advisor “il Parco delle contravvenzioni”. A migliaia. Non c’è un caso paragonabile nell’intero Salento. Davvero uno schifo che non trova giustificazione.
Senza idee. Quando si potrebbe intervenire con una vera regolamentazione dei parcheggi (quelli esistenti e quelli da reperire).
Facendo un prudente calcolo e sia stagionalmente potrebbero trovare lavoro alcune decine di giovani. Stavolta, il lavoro che può essere creato.
LUIGI NANNI















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