SVEZIA, TAP e LEGGE “GABRIELLI”
Reagire per non cadere in depressione
Siamo alle prese con una fase di depressione grave (l’Italia eliminata dal campionato del mondo di calcio) e anche per notizie che ci preoccupano profondamente (per la Corte d’Appello Veronica Lario non dovrà più avere l’assegno di mantenimento e anzi dovrà restituire all’ex marito Silvio Berlusconi 60 milioni di euro), perché poi si presti l’attenzione necessaria a notizie che più ci stanno a cuore.
Ne seguiamo un paio, meglio fatti, che persistono senza che ci sia stata la dovuta chiarezza.
A Nardò e Lecce (ne seguo la situazione, ma tutto riguarda ciascun centro della provincia) rischiamo di non organizzare una festa che sia una, non tanto per noi, quanto per ragazzi e anziani. Mi riferisco alle difficoltà che stanno incontrando tante amministrazioni nell’organizzare gli eventi, così come contempla la legge Gabrielli del 2017 in tema di sicurezza, leggi “antiterrorismo”, alla luce dei diversi attentati in diverse parti del mondo. E, dunque, per stare alle nostre latitudini, molto più tranquille, nelle scorse settimane abbiamo appreso che a Nardò qualche festa può saltare (quella del Sacro Cuore) in considerazione del costo che comporta l’organizzazione (pensiamo ai soli new jersey, enormi blocchi di cemento, posti ai varchi d’accesso, che servono ad evitare lo sfondamento di mezzi pesanti. Produzione inimmaginabile sino a qualche tempo fa).
A Lecce, poi, va anche peggio, con disposizioni rigidissime che faranno saltare molte manifestazione poiché la ratio di tali disposizioni sta nel fatto di impedire l’affollamento di certe zone. Lo dico per chi conosce Lecce, è mai possibile non affollare Piazza Mazzini o via Cavallotti o la stessa Piazza Sant’Oronzo? Che significa – come viene indicato - “evitare assembramenti in luoghi già abbondantemente frequentati”? Sinceramente poco e nemmeno chiaro. E, dunque, se volete festeggiare spostatevi in periferia, dove si prospetta l’organizzazione del Natale, lasciando perplessi commercianti e non solo. Con tutto il rispetto perchicivuolebene ( poichè è chiaro che tutto viene fatto per la nostra incolumità) si parla di esagerazione. Non arriviamo sino a tanto. Ci viene però di chiedere se e quando questa disposizione potrà essere rivista nella sua severità. Tra un mese, uno o dieci anni, mai? Chi lo deciderà? Materia francamente difficile e speriamo che un giorno a decidere sia tutti noi, chiamati a partecipare alla costruzione di una società sempre più libera e democratica.
Siavvelena la situazione del TAP, il gasdotto di San Foca che il Governo ha previsto come opera strategica e, pertanto, irrinunciabile. La situazione è sin troppo nota per tornare sull’argomento. Ma le “considerazioni finali” non mancano di interessare. Primo: il gasdotto si farà, ma l’inizio dei lavori è reso possibile soltanto con la creazione di un cordone sanitario da parte delle Forze dell’Ordine che scortano operai e mezzi di lavoro. Alcuni gesti ostruzionistici contro la TAP e la “risolutezza” delle Forze dell’Ordine destano entrambi preoccupazione. Secondo: come è stato possibile giungere a questa situazione? L’opera è stata imposta e nessuno ha ascoltato le popolazioni locali intese anche come politica e istituzioni. Lo si è scoperto, tardivamente però, anche da parte di alcune forze politiche (le stesse che oggi plaudono alla costruzione). Terzo: a sorpresa si sono creati diversi fronti. Quello del sì al gasdotto, quello del no e quello dei mediatori. Per quest’ultima sotto-categoria, divisione anche tra i sindaci del territorio con taluni di questi che puntano (col gasdotto salvo) a un ristoro in termini di ambiente e sviluppo. Una manciata di milioni. Un’”elemosina” – è stato detto – e l’affermazione è parsa davvero laconica.
Quarto: a proposito di ambiente, restano tutte le preoccupazioni, nonostante la Tap si affanni a rassicurare. Ma la costruzione del pozzo di spinta (non ancora avviata) desta già allarme come, per indicare un’altra criticità (ma, per gli oppositori l’elenco è infinito), nessuna buona notizia proviene dall’inquinamento acustico del cantiere situato (bisogna ricordarlo) in una zona a vincolo paesaggistico! Ma si tratta di notizia come tante altre e che non interessa nessuno.
LUIGI NANNI















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