NANNI ORCO - Aumentano a Nardò le chiusure commerciali e le scritte AFFITTASI o VENDESI.
NON “SARA’ TRE VOLTE NATALE E FESTA TUTTO IL GIORNO” (da Lucio Dalla)
Le esigenze del commercio e il ritardo delle amministrazioni. Ma non sempre è così chiaro!
Se a Nardò ci si limita a qualche mugugno, a Lecce è scontro aperto tra commercianti e amministrazione comunale. La contesa? Quella di essere in ritardo rispetto all’allestimento di luminarie, addobbi, mercatini, eventi … in vista del Natale. Accusata di non preoccuparsi delle loro esigenze e, persino, di lasciare al buio intere strade del centro cittadino. C’è ovviamente chi non è d’accordo (l’assessore alle Attività Produttive di Lecce Foresio) e risponde per le rime. Da parte loro, a sostegno di questa rappresentazione o tesi, i commercianti segnalano quanto, invece, fanno a Polignano a Mare (diremo meglio in seguito) dove l’Amministrazione ha approntato una sorta di Luna Park, con mercati, giochi e divertimenti da farci ricordare la bella canzone di Lucio Dalla dove qualcuno auspica che“sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno”. Certo, non potrà essere così! Natale, la superfesta dell’anno! E con questo, voler anche ricordare una curiosa circostanza. A Gallipoli, via Antonietta De Pace (in pieno centro storico), c’è un negozio di articoli da regalo che sulla porta esterna affigge un cartoncino che vede segnato giornalmente il numero di giorni che mancano a Natale per cui, immancabilmente, se uno passa di là, facciamo a Capodanno, vedrà scritto “ mancano 359 giorni a Natale”. Conteggiato, 365 giorni meno i 6 che vanno da Natale a Capodanno fa, per l’appunto, 359 giorni. Una bella trovata, anche produttiva che – ho verificato – fa fermare i turisti, li fa sorridere, con qualche acquisto che sempre ci scappa. Sin qui, tutto chiaro.
Non vogliamo banalizzare la questione, ma anche dire che non bisogna esagerare con certe aspettative. Peraltro, si tratta di una polemica …d’annata, quella che ogni volta si scatena tra amministrazione di turno e attività produttive (beninteso, da qualche parte ci sono pure ragioni!), per il ritardo o mancanza di intervento in prossimità di grandi festività. C’è talvolta un’idea esagerata, quasi spasmodica di attesa del periodo natalizio che, diciamolo chiaramente, consisterà in qualche acquisto di troppo, qualche giorno di vacanza in più e qualche regalo a bambini o ragazzi, sempre che li si abbia a portata di casa. Certo, non è poco, ma è tutti qui. Per il resto, a tanti altri, sarà una festività come tante, bella certamente, con la possibilità di partecipare alle attese celebrazioni religiose. Un po’ diversamente va per i commercianti tutti che giustamente scrutano il calendario (lo sanno a memoria) dove sono segnate le feste comandate e tutti quei giorni che potranno assicurare qualche buon affare. E’ giusto che sia così, ma bisogna anche dire che talvolta (ci si riferisce alla questione rappresentata), certe polemiche sono davvero esagerate.
Non si può pretendere che già a San Martino, 11 novembre, (per ricordare una festa peraltro già nota), se non addirittura prima, nel mese di ottobre (!), dopo qualche bicchiere di troppo, si corra tutti insieme ad addobbare le vie della città o allestire le vetrine. Se poi tutti fanno l’esempio di Polignano a Mare, a questo punto si può opporre la seguente lettura: che a Polignano, amministrazione e commercianti sono stati particolarmente bravi a fare quello che hanno fatto (e potremmo un giorno imitarli, ma io stesso e molti altri non sono d’accordo), ma anche che Polignano è sì un bell’esempio, ma quasi isolato, in quanto, per trovare qualcosa di analogo in Italia (in questo momento!), bisogna spostarsi in qualche borgo valdostano o dalle parti di Merano, quasi in Austria.
E, dunque, si tratta di una disputa che potrebbe avere pure qualche buona ragione e comunque restare sempre più dignitosa di quella cui è toccato di assistere (vedi la divertente notizia dei profilattici gratis che i 5 Stelle volevano dare a giovani (ma sino ai 26 anni!) e rifugiati ma che poi, al solo sentirli nominare, Salvini ha cancellato tutto). E’ evidente che qualcosa o molto è cambiato rispetto al passato. Con attività commerciali che hanno dovuto fare i conti (solo qualche esempio), con la chiusura al traffico autoveicolare privato, con aree ZtL, con mancanza di parcheggi ma, diciamolo chiaramente, soprattutto con la crescita esponenziale delle licenze commerciali (da seguire la situazione di Lecce).
Capiamo qualcosa? Se a questo aggiungiamo ( e che aggiunta!) la crisi economica, tutto diventa più complicato. Insomma, è più difficile che in passato, ma tutti (stavolta sì, d’intesa amministratori e commercianti) sono chiamati ad impegnarsi, avviare politiche di sviluppo, senza comunque illudere e restando ancorati alla realtà delle cose. Che possono essere ricondotte alla grande distribuzione che soffoca i piccoli commercianti o a difficoltà aggiuntive che hanno portano a dismissioni come è successo pure a Nardò con più di una vetrina spenta e sul vetro vedere affissa la scritta AFFITTASI o VENDESI. Problemi seri che cercheremo sempre di approfondire. Ma non è il caso di abbattersi e tifiamo uniti per tutti i commercianti e clienti. Alla fine, per tutti noi.
LUIGI NANNI
P.S.
Credo di aver incuriosito con l’iniziativa di Polignano a Mare. Ebbene, in quel bel centro, già dalla scorsa settimana, si è creata una sorta di “cittadella chiusa” con divertimenti di ogni genere, persino una pista di pattinaggio. I residenti hanno il “pass” gratuito, per tutti gli altri ci vuole una Gcard e si paga euro 5,00. E’ andata così e così. Tra tornelli, card e file lunghissime c’è chi è rimasto all’asciutto e ha fatto rientro a casa. In più, non era ammesso denaro contante. C’è chi si è divertito, altri no che hanno messo in netta discussione l’esperimento, ricordando semplicemente che i centri storici sono “scuole all’aria aperta” e debbono essere aperti a tutti. Ma, anche ( e soprattutto) che “non si può delimitare un luogo pubblico”. Difficile non essere d’accordo, con la lezione ricevuta che a rincorrere trovate spettacolari si arriva inevitabilmente a un prodotto artefatto.















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