NARDO' - La maestra della scuola elementare non si dimentica mai.
Era lei che, con pazienza e dolcezza, ci insegnava a tenere la matita in mano e, mattone dopo mattone, costruiva le fondamenta della nostra cultura. Come potrei dimenticare la mia maestra Ester Mengoli? Indimenticabili la sua voce, i suoi insegnamenti, il modo in cui sapeva accendere la curiosità in chi l’ascoltava. Tutto è rimasto vivo nella mia memoria, custodito come un tesoro che il tempo non è riuscito a cancellare.
La mia maestra insegnava nella Scuola Elementare di Piazza Umberto. Era nubile, aveva circa sessant’anni ed era di corporatura robusta. Il suo sguardo dolce e accogliente metteva subito a proprio agio chiunque le si avvicinasse. I suoi capelli, di un castano scuro e accuratamente cotonati, erano raccolti da un fermaglio, come dettava la moda degli anni ‘60. Il suo abbigliamento era sempre impeccabile: classico e sobrio, con gonne che scendevano poco sotto il ginocchio e maglie eleganti. Completavano il suo aspetto una collana e un paio di orecchini, che incorniciavano il volto esaltando la naturale bellezza con un tocco di grazia discreta.
La mattina, mentre si recava a scuola, procedeva con passo deciso, con una mano reggeva la sua capiente borsa da maestra e con l’altra teneva quella della sua adorata nipotina Bernadeth, che tutti chiamavano Bennardetta.
Era una figura rassicurante, familiare come il suono della campanella. Con la sua presenza annunciava l’inizio di una nuova giornata di lezioni. Entrava in classe con sicurezza compiendo gesti sempre uguali, posava la borsa sulla cattedra ed estraeva ciò che le occorreva: i libri, i fogli pieni di appunti, la matita rossa e blu e, nelle fredde mattine d’inverno, uno scialletto di lana e una borsa d’acqua calda indispensabili in quanto la scuola di Piazza Umberto non aveva ancora il riscaldamento.
La nostra classe, interamente femminile, era numerosa come le tipiche classi di quel tempo.
Noi bambine ci stringevamo nei cappotti in attesa che l’aria dell’aula si scaldasse un po’.
La signorina, come noi alunne la chiamavamo con rispetto, dava inizio alla giornata scolastica, trasformando la classe in un luogo di attenzione e curiosità. Insegnava con una semplicità che rendeva tutto comprensibile, anche ciò che inizialmente ci sembrava difficile. Con pazienza ci accompagnava passo dopo passo e, quando capiva che eravamo abbastanza sicure, ci incoraggiava ad andare oltre, a cercare da sole le risposte.
Così, nel pomeriggio, ci recavamo alla Biblioteca Vergari per fare ricerche e prendere appunti. Questo era il suo modo di farci crescere, non limitarsi a spiegare, ma spingerci ad approfondire, a essere curiose, a imparare davvero. Ricordo che, nelle giornate di pioggia mio padre veniva a prendermi a scuola alla guida della sua Giardinetta verde. Se lungo il tragitto incontravamo la maestra e la sua nipotina, papà rallentava immediatamente, abbassava il vetro dello sportello e le invitava a salire. Quel gesto semplice diventava per me un momento di gioia e di orgoglio. Condividere quel breve tragitto rendeva la mia giornata speciale.
Ero molto amica di Bennardetta, una bambina solare, con il viso punteggiato di lentiggini e i lunghi capelli rossi raccolti in una cipolla sulla sommità del capo, ornata da un fiocco colorato. Spesso trascorrevo i pomeriggi a casa sua, immersa in un mondo fatto di compiti, risate e giochi senza fine. Bennardetta viveva con i genitori e con la zia, la nostra maestra, una presenza discreta ma sempre indaffarata, capace di riempire ogni stanza di quaderni, libri e fogli pieni di appunti. Ogni volta che bussavo alla sua porta, avevo la sensazione di entrare in un luogo familiare e accogliente, dove tutto profumava di casa e di scuola allo stesso tempo.
Durante i compiti, che noi bambine svolgevamo sotto il suo sguardo attento, la maestra si intratteneva spesso al telefono con la sua amica e collega Clara Rolli. Di cosa parlava? Ma di scuola naturalmente! Le sue parole, fitte e animate, riempivano l’aria come un sottofondo costante, mescolandosi al fruscio delle nostre penne sui quaderni e alle risate soffocate che cercavamo di trattenere. Le conversazioni toccavano sempre lezioni, programmi, alunni e idee da condividere. Noi bambine ascoltavamo distrattamente, continuando a scrivere. Così il pomeriggio trascorreva tranquillo, sospeso tra il dovere dello studio e la leggerezza delle confidenze, in un perfetto equilibrio che ancora oggi ricordo con nostalgia.
Diventata adulta, non ho mai dimenticato la mia maestra. Anzi, quando a mia volta sono diventata insegnante, l’ho portata con me in classe. Era il mio modello, il mio riferimento silenzioso. Ai miei alunni parlavo di lei, di quanto fosse riuscita a trasformare la curiosità in un’avventura e l’apprendimento in un viaggio da vivere con entusiasmo.
Un grazie di cuore ad Anna Bernadeth Ruggieri, compagna di classe dalle elementari alle medie, che con gentilezza e disponibilità mi ha inviato le foto, piccoli frammenti di un tempo prezioso, custodi di ricordi che continuano a brillare.
(Mariella Adamo)















NARDO' - Una meravigliosa compagnia impegnata a costruire il dispositivo definitivo capace di raggiungere e superare Pippi Mellone.Questo è tutto, gente!
Nel Salento di un tempo, quando la coltivazione della vite occupava un posto centrale nella vita e nell’economia delle campagne, esisteva una figura molto conosciuta e importante nella compravendita...
20 SETTEMBRE - GIORNATA DELLA MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI (IMI) NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO TEDESCHI ISTITUITA UFFICIALMENTE DALLO STATO ITALIANO
NARDO' - Il programma odierno e la triste classifica.
EVENTO A NARDÒ - Bailey Murphy e Devon Hopper dagli Stati Uniti.
NARDÒ - Lontani i tempi in cui l'Amministrazione comunale propagandava i lavori sulle strade svolti di notte per non dare fastidio ai cittadini. Propaganda, appunto. Ora tutti i neritini che si...
Raccontiamo una realtà salentina che funziona e riscuote consenso e successo. Con *TANTE FOTO* della nuova sede nella Zona industriale di Nardò.
SPOLETO/NARDÒ – Grande affermazione per l’arte e la cultura neretina nel prestigioso contesto del Menotti Art Festival Spoleto 2026. Il pittore e poeta di Nardò Maurizio Maglio è stato tra i...
NARDO' - È il settimo numero della collana dedicata al patrimonio ecclesiastico neritino.
NARDO' - Un post solo descrittivo di un evento politico, pubblicato sullo spazio social da portadiMare, ha scatenato centinaia di reazioni. Alcune anche molto offensive e severe. Così abbiamo...