
L’intervento del segretario Udc Marcello De Pace sull’amministrazione di cui lui ne fa pienamente (qualcosa di più) parte, merita tutta l’attenzione possibile. Meglio, un “approfondimento”, fermo restando che si tratta di dichiarazioni sorprendenti, al limite dell’incredulità.
Per quello che dice (sin troppo) e per quello che probabilmente cela. In poche parole, un fuoco di fila contro l’amministrazione, la sua, da doversi subito chiedere come abbia fatto sin qui a sopportare tutto. Vero malessere. Dovendo per forza riconoscere al segretario serietà e buone intenzioni, di cui non vogliamo dubitare e non volendo prendere posizione di parte, spicca però nella sua intemerata una posizione che dovrebbe tutti preoccupare.
Sia chi regge le sorti dell’amministrazione e, certo, i cittadini di Nardò. Ne esce un quadro fosco e per nulla edificante, ammenochè non si voglia dare alle parole il giusto significato. In questo caso, però, forse malignando, qualcuno potrebbe dire che si è voluto fare “ammuina”. A buoni intenditori e quel che segue. Probabilmente sta qui il succo della contesa. Qui c’è poco da interpretare, basta e avanza quello che si dice.
A cominciare dalla stupefacente dichiarazione che sin qui (un anno e mezzo!) c’è stata una gestione non lineare della cosa pubblica, storico disordine e tante elusioni amministrative. L’incipit non è davvero male. A dire il vero, qualcuno se ne era pure accorto. Ne consegue la domanda fatta a sé stesso “chi è l’attuale maggioranza e chi ne fa ufficialmente parte e da quali forze è sostenuta?”.
Si riferisce alle ultime vicende (qualche ingresso, qualche cooptazione), ma è ben curioso che lo chieda proprio a noi lettori. La cosa ha ricordato l’analogo quesito posto qualche tempo fa dalla Lista Partecipa che, allo scadere del primo anno di mandato dell’amministrazione Risi, si chiedeva se si era trattato di cambiamento vero.
Volendo poi ricordare (è vero, c’è chi dimentica) quale fosse la maggioranza “vera” (Udc, Partecipa, Lista Risi, Io Sud e Sel), De Pace, iconologicamente, conclude che la stessa si è trasformata in un pateracchio senza confini e omogeneità. Allargando la maggioranza in un pastrocchio di sigle e di consiglieri e senza coinvolgere le segreterie che hanno sostenuto sin dall’inizio e sottoscritto il programma amministrativo.
Davvero un crescendo, dove nessuno è risparmiato. Neppure il Sindaco Risi, accusato di indolenza e altro, di non saper tenere il timone. Insomma, non c’è cosa che vada nel verso giusto. Né sul piano politico, né su quello amministrativo. E qui davvero De Pace è un fiume in piena. Ma poiché non vogliamo superare in lunghezza il suo intervento, ci limitiamo a una rapida sintesi delle “colpe ed omissioni” di questa amministrazione, tanto da far correre nella schiena il dubbio che mai si sia insediata.
Ovviamente così non è, ma quello che viene detto non proviene dal primo che s’incontra per strada. Ricordiamo, l’Udc è l’asse portante (comunque claudicante) di questa amministrazione), oggi in odore di peccato per voler fare le scarpe a Sel. Ma dove sta il punto debole di tutto l’argomentare di De Pace?
Nel fatto che, parlando di consiglieri e assessori “sensibili a richieste personali”, di prebende e favori, non ne tragga le conseguenze, mostrandosi indulgente. Dobbiamo chiarire che la cittadinanza è estranea a questi giochi e pretenderebbe conoscere tutta la verità. Che pare manchi in qualche passaggio e forse glielo faranno notare qualche rappresentante di governo. Perché, altrimenti, si tratta di un fallimento totale e non servono altre parole per edulcorare quanto è avvenuto. Seguite. Chi parla non è esponente dell’opposizione, radicato nel suo pregiudizio, ma (detto ancora una volta), il segretario della maggiore forza di governo cittadino.
Pug? Dimenticato. Ripresa del centro storico? Mancata. Occupazione? Chi l’ha vista. Così come lo sviluppo artigianale e industriale. Inerzia su Canale Asso e gara di nettezza urbana. Muti come un pesce invece sulla chiusura dell’ospedale “San Giuseppe-Sambiasi” e accettazione passiva di una Casa della Salute. Per carità di patria, omettiamo l’elenco lunghissimo di cose programmate e mai realizzate.
Di questo e altro De Pace intende chiedere conto al sindaco Risi, in un incontro che quest’ultimo dovrebbe approntare al più presto, inizialmente con l’Udc, poi con le altre forze di maggioranza.
A occhio e croce, per risolvere quanto richiesto, occorrerà far uscire il coniglio dal cappello.
Luigi Nanni















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