
NARDO' - Passione e partecipazione: il bello della nostra città.
A Lecce, la bella città d’arte, mèta ambita del turismo nazionale ed estero, è in corso un interessante dibattito : sostanzialmente, come la città debba affrontare un ragionato sviluppo per gli anni a venire (per essere à la page lo chiameremo sostenibile). Intendiamoci, questione non di poco conto. Difficile, in ogni caso. Tra le “sette piaghe” vengono individuate il traffico autoveicolare privato, l’arredo urbano, i servizi. Ebbene, c’è da prendere qualche spunto (appunto) se vogliamo che anche dalle nostre parti un tale dibattito possa fare breccia. Sempre a Lecce, cos’è successo da allarmare così tanto? Il fatto che i turisti (a Lecce ci sono), ma anche tanti cittadini, a piedi, in pieno centro , tra chiese e palazzi, dovessero fare faticosi zig-zag per districarsi da auto e camioncini. Nonostante (ovvio) che l’intero centro storico sia Ztl da tempo ermeticamente chiuso al traffico, eccetto per gli autorizzati, che tutti sappiamo chi debbano essere.
Senza voler malignare, a questo punto, probabilmente troppi, o troppi con false autorizzazioni e, ancora, camion commerciali che caricano e scaricano a tutte le ore. Senza esagerare, come se si dovesse tagliare la folla a Nardò durante la festa di San Giuseppe o dei Santi Medici. Insomma, per intere settimane a Lecce si è assistito a un viavai che obiettivamente ha degradato la città, facendole fare un gigantesco passo indietro, pensando al tempo in cui da Porta Rudiae si sfrecciava verso piazza Sant’Oronzo, oppure si parcheggiava allegramente in Piazza Duomo (oggi,però, allegramente si continua a farlo nel Palazzo dei Celestini). Altri tempi. L’allarme è stato abbondantemente lanciato investendo tutte le istituzioni e i canali di comunicazione. Siamo certi che, come hanno fatto in passato per altre problematiche, a Lecce sapranno risolvere il problema. Probabilmente basterà qualche ordinanza e applicazione.
Quello che qui si vuole dire è di dover apprezzare l’allerta per le condizioni generali della città. Che, intendiamoci, non sono più serie di tante altre. Anzi, si potrebbe dire persino il contrario, stante l’ammirazione di cui gode. Aggiungendo che per Lecce è buono il dato di partenza, che le consentirà di approntare il tutto nel migliore dei modi. Con occhi ben aperti. Come per l’altro allerta subito lanciato, perché si parla di consentire l’allestimento di pannelli pubblicitari a ridosso dei monumenti (per fare un po’ di cassa) oppure, come in questi giorni, con l’esagerato numero di pagode in Piazza Sant’Oronzo per la manifestazione Cybarte. Onestamente, per quest’ultima questione, le proteste hanno tracimato. La piazza (ah, vederla!) sembra un accampamento militare o, senza offesa, un campo-profughi realizzato in quattro e quattr’otto sotto la spinta di una grave emergenza umanitaria. Non è un bel vedere. I commercianti (forse) saranno contenti. Punti di vista, ma anche governo della città e del territorio. E’ vero anche che la manifestazione durerà soltanto qualche giorno. E non si tratta nemmeno di pensare sempre ai turisti ( a Lecce non mancano), ma è evidente che bisogna sorvegliare la città, accudirla. Quando necessario, intervenire. Questo sul versante dei servizi e della qualità della vita, nativi o meno che siano. In passato è stato fatto anche per il verde pubblico e servizi al cittadino. Alla fine, il dibattito aperto ha prodotto tanti e tali contributi da poter concludere che almeno di qualcosa di serio si sta parlando. Di un concetto di città, di governo del territorio. Come sempre vorremmo che fosse.
Trasferito il dibattito a Nardò è come dover ogni volta ripartire. Non vorremmo che vengano poco o per niente considerati i tanti interventi (allarmi) di fior di professionisti della nostra città. Per restare al traffico, la città è imbruttita (abbrutita) e sono anni che non si riesce a mettervi mano. La chiusura del centro storico “nei giorni comandati” (prefestivi e festivi ) se pure un buon punto di partenza è insufficiente ad affrontare il problema. Così come per il traffico nelle marine. E’ notizia di qualche giorno fa che alcuni residenti di Santa Caterina (per intenderci, quelli che vivono in una sorta di enclave), in vista dell’estate alzano ancora la voce e pretendono riposo per le loro stanche membra e non dover subire l’angheria dell’attraversamento motoristico. Fossero soltanto loro! Avranno ragione. Anzi, hanno senz’altro ragione, a patto che anche da parte nostra si riesca a fare una passeggiata in santa pace e non dover sorbire i gas di scarico delle auto (un solo esempio) in quell’inutile e sconcio parcheggio a ridosso della spiaggia.
Infine, per stare in argomento, vogliamo dare voce al dibattito (in realtà, un quesito) sul servizio di navetta per le marine, importante e apprezzato esperimento degli scorsi anni, per scoraggiare il traffico autoveicolare privato. Se risponderanno che non ci sono i soldi (ah, la risposta!) dovremmo farci finalmente sentire. Una petizione per chiederne il varo, da inviare nell’ordine: a Comune, Provincia, Regione, Ministero. Un’altra firma. Un’azione utile. Così, tanto per sentirci vivi, sperando un giorno di contare qualcosa.
LUIGI NANNI















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