LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - Che silenzio!
Nardò che "scopre" di avere sulla soglia di casa una discarica per rifiuti contenenti amianto (REI), in agro di Galatone (località Castellino-Vignali), che va ad aggiungersi al problema mai risolto della bonifica della vecchia discarica di Castellino, per la quale si chiedono da tempo interventi per scoprire quello che c'è nelle sue viscere.
Ma tutto è fermo, col corollario del tentativo mai cessato di volerla riaprire (voci di ...Regione). Nessuno, però, ha più dubbi che qualcosa si scoprirà.
UN "CAVALLO DI TROIA" A NARDO' (e GALATONE)
ECCO COME NASCE UNA DISCARICA PER L'AMIANTO
MA UN RICORSO AL TAR PUO' CANCELLARNE L'AMPLIAMENTO
Che silenzio! Nardò che "scopre" di avere sulla soglia di casa una discarica per rifiuti contenenti amianto (REI), in agro di Galatone (località Castellino-Vignali), che va ad aggiungersi al problema mai risolto della bonifica della vecchia discarica di Castellino, per la quale si chiedono da tempo interventi per scoprire quello che c'è nelle sue viscere. Ma tutto è fermo, col corollario del tentativo mai cessato di volerla riaprire (voci di ...Regione). Nessuno, però, ha più dubbi che qualcosa si scoprirà.
Ma concentriamoci sulla discarica REI, "l'unica discarica autorizzata per lo smaltimento di amianto ed inerti in Puglia", come dichiara la REI nel suo profilo. Vero. Volutamente lacunosa, invece, è la stessa società quando si tratta di spiegare come è stato possibile gonfiarsi come una rana, col rischio di scoppiare. Disinvolti.
Bisogna ricordare che la discarica in questione viene autorizzata dalla provincia di Lecce con Determina Dirigenziale n.2323 del 10 agosto 2009. Avrebbe smaltito 86.000 mc di rifiuti inerti e 13.500 mc di rifiuti di costruzione contenenti amianto. C'è di più. Secondo i contenuti dell'autorizzazione, la discarica doveva soddisfare prevalentemente esigenze di conferimento locali e regionali, non potendo in ogni caso superare le 10 tonnellate giornaliere. La richiesta di superare questa soglia (08.02.2010) verrà accolta dalla Provincia, attraverso l'Autorizzazione Integrata Ambientale (nel cui procedimento hanno espresso parere favorevole con alcune prescrizioni i Comuni di Galatone e Nardò).
Infine, la REI, in data 26.06.2012 ha presentato un progetto per l'ampliamento della discarica, per aumentare da 86.000mc a 88.000 mc la capacità di smaltimento di rifiuti inerti e da 13.500 a 72.363 mc i rifiuti da costruzione contenenti amianto. Questi i fatti. Ma come si è pervenuti a tanto? Per prima cosa la Consulta Comunale dell'Ambiente (parere obbligatorio seppur non vincolante) non viene chiamata in causa prima di rilasciare il parere favorevole come ha fatto il comune di Nardò in sede di Conferenza di Servizi.
E tutto fa pensare che in quell'occasione veniva calato il "Cavallo di Troia" con la locuzione: "l'impianto soddisfi prevalentemente esigenze di conferimento locali e regionali".
Dove, con quell'avverbio, sapientemente impiegato, si dava il via alla ditta REI alla possibilità di valutare lo smaltimento di rifiuti contenente amianto provenienti da altre regioni. Tutto chiaro? Non proprio. Come sono state valutate le motivazioni del gestore della discarica nel momento in cui chiedeva il vertiginoso aumento (da 13.500 a 72.363 mc di rifiuti contenenti amianto provenienti da altre regioni)?
Una faccenda che mostra evidenti lati oscuri, fatta comunque salva la richiesta della REI, di voler lavorare con maggiori quantitativi (non lo nasconde) per avere la necessaria "convenienza economica". Peccato, però, che questa "impostazione" configga con altri aspetti che riguardano le popolazioni di Galatone e Nardò che, anche in questo caso, chiedono quella trasparenza che non è dato di registrare.
A cominciare dalla netta presa di posizione di consiglieri dell'opposizione (Noi x Nardò, Andare Oltre) e del consigliere provinciale di FI Mino Frasca che, senza giri di parole dichiara che, l'impianto di smaltimento dell'amianto di Vignali-Castellino è "incompatibile con il Prg del Comundell'e di Galatone", mancando persino la delibera del Consiglio comunale di Galatone e qualsiasi traccia di variante. La REI ribatte che agisce nel rispetto della legge. Tutto da approfondire, visti gli attori chiamati in causa: il presidente Gabellone, il prefetto Perrotta (interpellata dal sindaco di Galatone Nisi), lo stesso Nisi che annuncia "la verifica puntuale delle concessioni ottenute dalla REI fra il 2001 e il 2003, anche alla luce delle nuove normative comunitarie". Sullo sfondo, le migliaia di firme raccolte dagli ambientalisti per diffidare Palazzo dei Celestini ad annullare le autorizzazioni concesse a "REI" per l'ampliamento. Dovrebbero bastare, evitando di ricorrere al TAR e spendere soldi che si farebbe fatica a procurarsi.
Ma, su tutta la vicenda, spicca il sorprendente e incredibile attacco di Giuseppe Calò della Società REI Srl a Provincia a Regione. E' facile dedurlo. Che cosa dice la REI? Irritata con questi due Enti che – dichiara – stanziano milioni di euro per interventi di bonifica dei siti contaminati (Puglia 1.870.000 nel 2012 e Provincia 1.500.000 nell'ultimo triennio) e dunque si chiede: che fine ha fatto tutto questo amianto (il Piano Regionale Amianto adottato con D.G.R. del 27.12.2012 stima l'esistenza sul territorio regionale di circa 1.750.000 mc di manufatti contenenti amianto, di cui 350.000 nella sola provincia di Lecce)?
Perché – continua a chiedersi – quando vengono fatte le richieste di finanziamento i quantitativi di amianto e di rifiuti inerti sono elevati, mentre nelle fasi di bonifica l'amianto si riduce a piccole quantità e gli inerti diventano quasi tutti idonei al recupero? Sarebbe interessante saperlo. E con l'interrogativo fa capire che si è in presenza di pratiche truffaldine. Dichiarazioni gravissime. Se è vero quello che la REI dice (e non c'è motivo per dubitare), ci sarà pur sempre un "Giudice a Berlino" disposto da domani a convocare gli artefici del misfatto e procedere con gli interrogatori.
Luigi Nanni















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