NARDO' - Meno lampadine nei sacrari? Si profila una svolta epocale nel cimitero di Nardò. La ristrutturazione del monumento dell'associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra potrebbe diventare un precedente importante in materia di illuminazione votiva. QUI la prima puntata della storia.
Il referente comunale e consigliere provinciale dell'Anmig, Franco Muci, ha reso pubblico l'intendimento dell'assemblea dei familiari di togliere portafiori e lampade votive da ogni lapide e lasciare solo le tre previste dallo statuto del sodalizio. Una decisione condivisa all'unanimità dalle famiglie (circa cento) che però non vincola nessuno. Sul fronte opposto la ditta Borgia (che opera in regime di esclusiva sino al 2021) promette battaglia. Se la proposta dell'Anmig dovesse essere condivisa anche da altre associazioni provviste di cappelle, basti pensare a quelle delle numerose confraternite, sarebbe un duro colpo per il business della lampada perpetua.
In passato, ricordiamo, la ditta Borgia è balzata agli onori della cronaca per una disputa (poi vinta) con un cittadino che aveva installato sulla propria cappella un pannello fotovoltaico per produrre energia elettrica. Nel 2011, invece, il consigliere comunale Pippi Mellone aveva confrontato il costo della fornitura elettrica del comune di Nardò con altri comuni della zona. Il servizio neritino risultava il più alto con circa 21 euro all'anno, seguivano Melissano con 11.80 euro, Ugento con 11 euro, Galatone con 9.60 e Racale con 9 euro.
L'Amministrazione comunale, intanto, si chiama fuori dalla polemica. A sottolineare l'estraneità dell'ente nel braccio di ferro è Daniele Piccione, consigliere comunale e delegato dal sindaco ai Servizi cimiteriali: "Non entriamo nel merito di chi decide di allacciarsi al servizio di illuminazione oppure no. Il nostro compito è quello di garantire la predisposizione per un eventuale allaccio ma non obblighiamo nessuno a farlo ne tanto meno inviteremo mai qualcuno a rescindere dal contratto". Nel caso specifico del sacrario dell'Anmig, Daniele Piccione sembra condividere la decisione dei familiari: "In prospettiva futura, la loro proposta di togliere portafiori e lampade votive non può che essere rispettata e compresa".
















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