NARDO' - Sorpresa di settembre. L’amministrazione Mellone vota il bilancio di previsione triennale scritto da Risi.
Con nostra sorpresa, ma con comprensibile nostra grande soddisfazione, la nuova maggioranza di Palazzo Personé, lo scorso 14 settembre, ha deciso di portare in consiglio comunale e approvare il bilancio di previsione triennale 2016-2018, scritto e deliberato alla mia giunta. Senza alcuna modifica, senza alcun emendamento, senza alcun ritocco.
La scelta certamente scaturisce, oltreché da un giudizio sostanzialmente positivo (o, almeno, non negativo) dello strumento di programmazione finanziaria predisposto in aprile dalla giunta da me presieduta, anche evidentemente dalla scelta di impegnarsi su questioni diverse da quelle di bilancio nei pochi mesi intercorsi dal voto amministrativo ad oggi.
Quanto è accaduto è sicuramente molto singolare. Al di là dei diritti d’autore, che in politica hanno una disciplina tutta loro, la vicenda merita alcune brevi riflessioni.
1. A dispetto della propaganda e della demagogia sparse a piene mani da Mellone, la precedente amministrazione sfornava atti di programmazione lucidi e coerenti con lo sviluppo della Città.
2. La sfida sarà quella di confermare anche per il futuro un’impostazione finanziaria corretta e una politica di governo alimentata ogni anno con diversi milioni di euro di fondi europei (utilizzati per la realizzazione di nuove opere pubbliche o per l’ammodernamento e il restauro di strutture pubbliche esistenti; negli ultimi cinque anni è stata trasformata l’immagine di Nardò).
3. Il neosindaco Mellone, posato per qualche istante lo smartphone dei selfie, avrebbe il dovere di spendere qualche parola sulla promessa della riduzione delle tasse. Intanto accredita sempre di più l’immagine di uno spregiudicato venditore di fumo.
4. La barzelletta che non si sono più risorse perché hanno speso tutto quelli che sono venuti prima, non fa ridere nessuno. E’ vuota retorica destinata a scontrarsi con le cifre del bilancio che lo stesso Mellone ha approvato. E’ sconcertante sentire frottole del tipo che non ci sono soldi per i nuovi uffici della Guardia di Finanza (occorrono meno di 60.000 euro per adeguare la struttura di Via Falcone e Borsellino e soltanto la chiusura del Giudice di Pace ha generato un risparmio nel 2016 di oltre 100.000 euro). E’ una scusa da far accapponare la pelle quella che non ci sarebbero soldi per riparare le buche o per comprare il mangime per i pesci dell’Acquario marino di S. Maria al Bagno. Il bilancio di previsione appena approvato indica in oltre 74 milioni di euro le previsioni di entrata di cassa nell’anno 2016 (entrano in media 204.000 euro al giorno, compresi domeniche e festivi), e in circa 59 milioni di euro le previsioni di entrata di competenza.
5. La verità è presto detta: il sindaco Mellone intende spendere i soldi del comune per altre ragioni che gli stanno più a cuore (la scelta di aumentare la spesa per i dirigenti e per lo staff del sindaco è un’autentica follia). Ma è possibile che con entrate così consistenti si fingano tribolazioni per comprare il mangime per i pesci dell’acquario? Veramente non vorremmo trovarci al posto di quelle innocenti creature.
Marcello Risi
















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