NARDO' - C'è un film splendido di Alfonso Cuarón, "I figli degli uomini" del 2006. Sulla Terra non nasce un bambino da diciotto anni e l'arrivo di un neonato, miracoloso e inatteso, viene visto come una nuova Natività del Cristo.
Una bimba nasce a Nardò dopo oltre dieci anni. E c’è da festeggiare solo perché è venuta al mondo nelle mani giuste.
E’ successo a Nardò, in uno studio medico a due passi da via Bonfante e l’area 167, in via Caduti di via Fani. Lì, nello studio della dottoressa Vanna De Giorgio, noto medico di base della città, intorno alle 10 di mercoledì mattina si è presentata una donna 39enne, perché accusava dolori. La dottoressa, forte dell’esperienza e di essere specializzata in Ginecologia ed Ostetricia, ha capito subito di che cosa si trattasse: un netto “anticipo” del lieto evento.
In maniera inattesa, infatti, la creatura si stava affacciando la vita ben prima della data preventivata. Immediatamente il medico ha chiamato il servizio di 118 ma la risposta l’ha raggelata: la prima autoambulanza disponibile può arrivare solo da Casarano. Impiegherà almeno mezz’ora. Sembra una sorta di lotteria: se sei fortunato c’è un mezzo disponibile in zona, altrimenti devi attendere. Ma non si può dire di attendere ad un bimbo che vuole nascere.
Così la dottoressa si rimbocca le maniche, chiama la sua segretaria ed insieme aiutano la donna a partorire. Quando l’ambulanza del 118 arriva a Nardò (un’altra, medicalizzata e proveniente da Gallipoli) la bimba è già nelle braccia della sua mamma, avvolta da una “traversa” e con questo telo fasciata e tenuta in grembo. Una scena da Nuovo Testamento, rappresentata in uno studio medico di Nardò.
La bimba e la mamma stanno benone, non ci sono criticità di sorta ed ora sono ricoverate entrambe nell’ospedale di Galatina. La dottoressa Vanna De Giorgio ieri sera ha fatto visita alla puerpera ed alla bellissima creatura che ha l’onore di essere la prima bimba nata a Nardò dopo la soppressione e chiusura dei reparti di Ostetricia e Ginecologia del “San Giuseppe Sambiasi”, avvenuta nel 2003. Gli ultimi bimbi sono nati a Nardò a fine luglio di quell'anno.
Resta la preoccupazione per quello che sarebbe potuto succedere o che, prima o poi, succederà. La distanza che si sta ponendo, ed è sempre più marcata tra le persone e i servizi sanitari, infatti, non si riesce a colmare con le ambulanze del 118 che corrono come trottole ed alle quali sono affidate le speranze di sopravvivenza delle persone. La dottoressa, con pacatezza, lo fa capire: “sapevo che prima o poi sarebbe successo e siamo stati fortunati”. La donna, infatti, si è trovata da lei, ostetrica, ed il parto è stato relativamente “semplice”. E se si fosse trovata altrove, a casa sua, lontano dallo studio, se si fosse presentata una sofferenza fetale, una emorragia? Questa piccola neritina, la prima dopo tanti anni, avrebbe rischiato la sua giovanissima vita.
















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