NARDO' - Canale Asso: finanziato, con delibera di Giunta Regionale del 13 Settembre scorso, l'intervento per il miglioramento del Canale Asso quale recapito finale dei reflui degli agglomerati urbani dei Comuni di Maglie, Galatone, Copertino.
Probabilmente andava fatto, visto che anni fa, qualcuno in Regione, ha deciso di scegliere il Canale Asso come recapito dei reflui di numerosi comuni, ma sarebbero stati più urgenti i finanziamenti per migliorare lo stato ecologico del corso d’acqua.
La Regione Puglia, nell'ambito degli interventi finanziabili attraverso il POR Puglia 2014 - 2020 riguardanti i recapiti finali previsti da PTA (Piano di Tutela delle Acque), ha destinato quasi un milione di euro al Consorzio di Bonifica dell'Arneo per attuare un progetto che in sostanza dovrebbe prevedere il collegamento tra la Vora delle Colucce e la Vora della Notte.
I Neretini, però, piuttosto che i miglioramenti della funzionalità del Canale che, seppur utili, rimangono secondari rispetto al recupero ecologico dell'Asso, si sarebbero aspettati soprattutto gli stanziamenti per migliorare la qualità ecologica del Canale Asso che è stata classificata "cattiva" in base ai recenti monitoraggi effettuati da ARPA Puglia.
Sulla questione, invece, nonostante i tavoli tecnici iniziati dalla precedente amministrazione e proseguiti dall'attuale, ancora non vi sono risposte concrete da parte della Regione.
Anzi, a mio avviso, la situazione si è ulteriormente complicata dopo la delibera di Giunta Regionale con cui sono stati indicati i Corpi Idrici Superficiali "artificiali" e quelli "fortemente modificati".
L’aver inserito il Canale Asso nella categoria dei corpi Idrici "fortemente modificati" a seguito di alterazioni fisiche dovute ad attività umana (compresa quella di far ivi confluire i reflui di numerosi Comuni della provincia, aggiungiamo noi), ha infatti consentito alla Regione di prevedere una proroga dei termini per il raggiungimento del buono stato ecologico (che altrimenti si sarebbe dovuto raggiungere entro il 2015) o, addirittura, l'attribuzione di obiettivi ambientali meno restrittivi.
Noi, però, vogliamo ricordare alla Regione che, nonostante tale scelta, si devono comunque prevedere per l’Asso "le misure volte alla tutela del Corpo Idrico, ivi compresi i provvedimenti integrativi o restrittivi della disciplina degli scarichi ovvero degli usi delle acque", ed è quello che ci aspettiamo che la Regione faccia al più presto, per sanare la situazione del torrente che rappresenta una delle ferite ambientali ancora sanguinanti del territorio di Nardò.
Mino Natalizio
















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