Mense scolastiche, Asl Lecce dispone la sospensione del Centro di Cottura di Galatone della ditta La Fenice. Riscontrati tra i dipendenti 23 campioni positivi a salmonella e stafilococco aureo.
Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Lecce ha disposto la sospensione dell’attività del Centro di cottura di Galatone della ditta La Fenice di Galatone.
Il provvedimento è stato preso nella tarda serata di venerdì e notificato stamane ed è giunto al culmine di una serie di verifiche e indagini operate dai tecnici della Asl. In particolare, nelle analisi fatte sul personale dipendente sono stati riscontrati 23 campioni positivi a salmonella e stafilococco aureo, il primo tramite coprocoltura, il secondo tramite tampone faringeo: i germi riscontrati sono trasmissibili per via orofecale.
A far propendere che ci fossero tutti gli estremi per sospendere l’attività, anche la reticenza della ditta nel produrre i referti nominativi delle analisi, opponendo un diniego per supposte ragioni di tutela della privacy. Motivo per cui per poter continuare le indagini si è chiesto ai Nas, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, di acquisire i referti presso il laboratorio che ha eseguito le analisi. Gli esami sui dipendenti erano stati disposti nell’immediatezza dei fatti dal Servizio Igiene degli Alimenti e eseguiti in forma di autocontrollo dalla stessa ditta.
Pertanto, la ditta ha assunto un generale atteggiamento non pienamente collaborativo, così come invece richiesto dalla norma in caso di accertamento di non conformità.
Proprio ieri, inoltre, il direttore del Dipartimento di Prevenzione, dott. Giovanni De Filippis, ha disposto una nuova serie di controlli nei quattro Centri cottura (Galatone, Leverano, Melendugno e Veglie) e in altri otto centri di preparazione dei pasti in loco. Controlli finalizzati a verificare i nominativi del personale presente in servizio e successivamente confrontarli con le analisi nominative. In occasione dell’ultimo sopralluogo, il personale dello Spesal (Sicurezza del Lavoro) ha riscontrato anche l’inadeguatezza dei servizi igienici rispetto al picco di personale accertato, per cui sarà emesso un distinto provvedimento dispositivo a valle della valutazione di tutta la documentazione relativa all’igiene e sicurezza del lavoro.
Va ribadito, poi, che nei giorni successivi allo scoppio del caso che aveva visto coinvolti alcune decine di bambini colpiti da sintomi gastrointestinali (diarrea acquosa, dolori addominali, malessere generale), proprio dopo aver consumato pasti nelle mense scolastiche dei Comuni di Nardò e Corigliano d’Otranto, i tecnici Asl hanno continuato a verificare e controllare ogni possibile criticità, tra cui un eccessivo affollamento e il problema del pasto di prova, non rinvenuto durante il sopralluogo in quanto già trasmesso dall’azienda al proprio laboratorio di riferimento senza peraltro allertare tempestivamente l’Asl. Il risultato delle analisi sul pasto di prova, in ogni caso, ha dato esito negativo. Sempre negli ultimi giorni, esattamente il 1° novembre, gli uffici Asl hanno avuto notifica da parte dei carabinieri di altri referti medici relativi a bambini che avevano manifestato la medesima sintomatologia dei casi denunciati inizialmente.
Circostanze, dati e motivazioni che hanno spinto il Dipartimento di Prevenzione a sospendere l'attività sino a completa rimozione delle criticità riscontrate.
















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