NARDO' - Niente più fuochi pirici in vendita nei mercatini comunali di Nardò. Ma non tutti sono d’accordo.
Il Consiglio comunale convocato per l'altro giorno ha nascosto, tra i tanti punti all’ordine del giorno, tra cui la nuova commissione toponomastica e diversi riconoscimenti di debiti fuori bilancio, una curiosità che riguarda il piano comunale di commercio su aree pubbliche (approvato nel 2010) e la modifica alla “fiera di Natale”.
Si tratta del mercatino natalizio che si svolge tra il 20 dicembre e il 3 gennaio e prevede, nel Centro storico, venti posteggi di cui due riservati da sempre in via De Gasperi e via
Madonna di Costantinopoli. L’Amministrazione comunale, come misura di contrasto all’usanza di accendere giochi pirici durante le festività natalizie, intende sopprimere i posteggi destinati alla vendita su suolo pubblico. Una direttiva in tal senso è stata già firmata, con indirizzo dato dal dirigente Piero Formoso di approntare gli atti consequenziali, dall’assessore allo sportello unico per le attività produttive, Maria Grazia Sodero, e dal sindaco Pippi Mellone.
Ovviamente ciò non potrà evitare che i giochi pirici vengano venduti altrove, dai privati ed anche su una sorta di “mercato nero” che si apre in questo periodo per concludersi alle prime ore del nuovo anno.
Intanto la novità appare molto controversa anche agli occhi degli stessi politici. E non per motivi di mera opposizione: “Non posso assolutamente condividere la proposta della maggioranza. È molto contraddittoria – dice il consigliere Pd Marcello Risi – perché si impedisce la vendita di giochi pirici ai bancarellai storici del mercatino di Natale, quando gli stessi giochi possono essere liberamente e legittimamente acquistati in altre decine di attività commerciali della città. Ho letto la proposta di delibera in commissione e sono convinto che abbia diversi profili di illegittimità.
Probabilmente rientra nel filone dei procedimenti "spot" di Mellone, all'inesauribile ricerca di titoli a effetto. Credo che questo approccio di governo, così infantile e poco concreto, che quando va bene non produce nulla e quando va male, nella maggior parte dei casi, provoca danni, cominci a stancare un po' tutti”. Per l’opposizione, insomma, si tratterebbe di un provvedimento pubblicitario che non inciderà per nulla e favorirà la vendita illegale dei giochi pirici stessi. Mettendo anche a repentaglio l’attività di due commercianti.
















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