NARDO' - "A quanto pare, non è mai troppo tardi per cambiare idea e per ergersi a difensori di qualcosa che si è disprezzato per anni. I cittadini di Nardò si stanno abituando alle giravolte e ai repentini voltafaccia del sindaco Mellone".
Per anni, sin dal 2013 e fino ai tempi recenti, Pippi Mellone non ha perso occasione per denigrare il Protocollo di intesa con l’ASL e la Regione siglato dal sindaco Risi, riguardante la riconversione del Sambiasi in Poliambulatorio di Terzo Livello e per sbeffeggiare il poliambulatorio stesso. Ci permettiamo di rammentare a Mellone alcune delle sue espressioni via via riportate dai mezzi di comunicazione: “misero Poliambulatorio di terzo Livello” (9 settembre 2013); “un vero e proprio bluff” (21 settembre 2013); “fallimentare protocollo con la ASL … protocolli fasulli” (27 gennaio 2016); “vuoti protocolli” (1 febbraio 2016).
Senonché, la stampa di qualche giorno fa ha riportato alcune dichiarazioni di Mellone, fra le quali la più sorprendente è senza dubbio quella secondo la quale egli chiederà “alla Melli il rispetto del Protocollo firmato nel 2013”. Per intenderci, Mellone sindaco chiederà alla ASL che venga onorato l’accordo firmato da Risi e tanto disprezzato e screditato da Mellone consigliere d’opposizione. Vi sembra strano? E perché mai?
D’altronde non è quel Mellone che per anni ha gettato fango sul dott. Antonio Vaglio e poi invece si è alleato con lui e con i suoi amici? E non è sempre lo stesso Mellone che ha organizzato una violenta campagna contro il collettamento della fogna di Porto Cesareo (e contro i precedenti amministratori, sottoposti a una miserabile gogna non solo mediatica) e poi si è accordato proprio col sindaco di Porto Cesareo per accogliere quei reflui? E non è Mellone che dopo aver tuonato in opposizione ai conti del Comune durante il sindacato di Risi, ha copiato pari pari il bilancio di previsione allestito dall’amministrazione di Marcello Risi?
E allora come mai questi comportamenti da Dr. Jekyll e Mr. Hide? Qualcuno dice che a pensar male si farebbe “peccato”, ma che spesso ci si azzecca: sarà l’effetto poltrona?
Per parte nostra, dopo aver a tempo debito manifestato apertamente la nostra contrarietà alla chiusura del presidio ospedaliero neritino, abbiamo rivolto la nostra attenzione verso l’attuazione degli accordi contenuti nel Protocollo di intesa del 6 settembre 2013 e ci siamo impegnati a tutti i livelli – senza dichiarazioni propagandistiche – perché prosegua l’implementazione dei servizi e dell’offerta sanitaria del Poliambulatorio di Nardò. Nell’immediato e nelle more degli ulteriori corposi interventi previsti (di cui pretendiamo il compimento), riteniamo indispensabile che il nostro Distretto venga dotato con urgenza di una seconda autoambulanza del 118 (medicalizzata), in sostituzione di un Punto di primo intervento, inidoneo a fronteggiare situazioni appena critiche e peraltro esplicitamente destinato alla soppressione dalla legislazione statale.
Vanno anche adeguate subito da 15 a 30, secondo quanto è stato previsto, le ore settimanali di prestazioni da parte dell’Anestesista, in modo da assicurare – fra l’altro – idonea programmazione e continuità agli interventi chirurgici in day service e l’effettuazione abituale di TAC con l’utilizzo di mezzi di contrasto. Andrebbe notevolmente aumentata anche l’attività di accompagnamento delle gravidanze non a rischio, avuta presente l’ampiezza e la folta utenza del Distretto di Nardò. Per quanto riguarda la riorganizzazione dei laboratori di analisi, riteniamo che le modifiche atte a superare realmente eventuali carenze non debbano tradursi invece in una riduzione della qualità del servizio ai cittadini, che le stesse non rischino di mettere in discussione il permanere e il buon funzionamento dei servizi ora attivi (fra gli altri: day service chirurgico, servizio di dialisi) e l’attivazione di altri già previsti (nuovi posti letto dell’Unità di Degenza Territoriale per pazienti con fragilità sanitaria, unità SUAP per gli stati vegetativi permanenti e RSA R1, concordati a suo tempo con l’ASL e con la Regione) e che, in ogni caso, preservino l’effettuazione in loco delle analisi in tutte le situazioni di urgenza, per il servizio di dialisi e per i test di coagulazione del sangue (TP).
Rino Giuri, Roberto My, Daniele Piccione, Marcello Risi, Lorenzo Siciliano
















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